Il business Juventus

business Juventus

La Juventus non è soltanto sinonimo di squadra di calcio vincente, almeno in Italia, ma è anche un mondo di business che ruota attorno alla squadra, soprattutto grazie all’alto numero di tifosi bianconeri presenti nel nostro Paese: la squadra bianconera vanta infatti nettamente la prima tifoseria d’Italia.

Cominciamo dal nuovo stadio, attivo dalla stagione 2011-2012, piccolino (anche perchè la Juventus ha tifosi in tutta Italia più che a Torino), 41000 posti a sedere, e che spesso registra il tutto esaurito. Lo stadio vantava già la collaborazione di due sponsor ancora prima di gettare la prima colata di cemento: ICS e Sportfive.

Lo stadio è stato realizzato in perfetto stile british e ci sono voluti ben 15 anni, anche e soprattutto per colpa dei tanti, troppi, cavilli burocratico-amministrativi del nostro Paese. Per far evadere il calcio italiano finalmente dalla dipendenza e dalla schiavitù dei ricavi televisivi (che pesano per oltre il 66% sul giro d’affari globale) servono assolutamente dei nuovi impianti sportivi, ma anche una legge che riduca i tempi per costruire degli stadi, mentre la normativa attuale non ci aiuta affatto. Probabilmente la prossima Società calcistica a seguire il modello Juventus in Italia, ma ci vorranno anche qui parecchi anni, sarà la Fiorentina dei Della Valle, e poi toccherà alla Roma guidata da un patron straniero, in particolare dall’imprenditore americano James Pallotta.

Il 35% dei ricavi provenienti dallo stadio della Juventus arriva dagli spettatori delle sue partite, ma la struttura ospita anche meeting aziendali, presentazioni, conferenze stampa, con un’attività intensa anche durante i giorni feriali, con almeno 30 persone fisse che vi lavorano all’interno, più tanti collaboratori a chiamata.

La Juventus non può però sfruttare i diritti di nome dello stadio, che sono stati ceduti qualche anno fa per un periodo lungo ben 12 anni, per una cifra da record di 75 milioni di euro, a Sportfive appunto.

Tornando alle altre società calcistiche, c’è da dire che ad esempio il Milan, che non dispone di uno stadio di proprietà, mette a disposizione comunque un numero di posti “premium” superiori all’offerta della Juventus (più di 4.300).

Lo Juventus Stadium offre la possibilità ad aziende e privati, di vivere il pre, il durante ed il post gara, con l’ausilio di un livello di comfort di altissimo profilo, consentendo agli spettatori di rimanere nelle strutture in piena ospitalità anche oltre il termine delle partite, così come già avviene in diversi altri stadi del Mondo.

All’interno della struttura stadio è sito un nuovo ed enorme centro commerciale (si sviluppa su una superficie di ben 34 mila metri quadrati). Si chiama “Area12″: un investimento di circa 90 milioni di euro, ma che si prevede potrà contare su un ricavo di almeno 150 milioni di euro all’anno, grazie ai seguenti punti vendita ospitati: un maxi store di 550 mq della Juventus F.c, gestito dal partner tecnico Nike, 60 negozi, un ipermercato E.Leclerc Conad (4500 mq), un centro Obi di 6 mila metri quadri e un Euronics per 2500 metri quadri, per un totale di 12mila visitatori nei giorni feriali, numero destinato ad innalzarsi notevolmente quando il centro e le sue strutture sono a disposizione di ulteriori 41 mila tifosi, nei giorni delle partite.

Attraverso lo “stadium tour“, i visitatori possono inoltre osservare da vicino ogni angolo dello stadio e, soprattutto, del campo, come la panchina ufficiale della Juve e gli spogliatoi. Il tour prevede inoltre la possibilità di visitare alcune aree hospitality dello Juventus Premium Club, le aree stampa e lo Juventus store. I tifosi stranieri possono utilizzare le audio guide tradotte in 4 lingue per assaporare le stesse emozioni (inglese, francese, tedesco e spagnolo).

Chiudiamo questo post sull’universo marketing della Juventus, con il nuovo sponsor che collabora con i bianconeri dallo scorso Agosto: il sito 24option.com, il più grande broker mondiale di opzioni binarie, ottimo partner nell’ottica di voler primeggiare in ogni campo.

Le due società leader, dei rispettivi settori, hanno pianificato diverse attività di marketing, sia on line che off line.
Giancarlo Sali

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