Il crollo di Facebook: che sia tutta colpa di Zuckerberg?

Facebook ha perso in pochi mesi metà del suo valore e, nel breve periodo, potrebbe ancora perdere molto. Tra gli analisti, sempre più scettici sul futuro dell’azienda, si diffonde un’idea: che sia tutta colpa di Zuckerberg.

Il dramma degli azionisti di Facebook è ormai noto, ne abbiamo parlato anche in questo articolo: in pochi mesi hanno perso metà del loro investimento e il futuro si presenta ancora peggio: probabilmente il titolo è destinato a dimezzarsi ancora nei prossimi due mesi.

Ma come mai? Nell’articolo che abbiamo linkato sopra abbiamo analizzato alcune cause del crollo delle azioni, ma gli analisti più cattivi sono espliciti: la colpa è tutta di Zuckerberg, il ragazzo che ha avuto intuizione e intelligenza per fondare il social network ma che non ha le capacità operarive per gestirle. E soprattutto che appare innamorato della sua creatura e non è in grado, quindi, di guidarne l’evoluzione verso modelli di busines più profittevoli.

Mark Zuckerberg

Un’analisi davvero impietosa che però sta trovando sempre più consensi. E dopo tutto in un’azienda che perda metà della sua capitalizzazione in pochi mesi c’è qualcosa di marcio e il primo a dover andare via dovrebbe essere, senza dubbio, il CEO.

Se ci pensiamo, anche Google non è guidata direttamente dai suoi fondatori, che hanno pensato bene di nominare un amministratore delegato esterno mentre loro si occupano della gestione strategica.

Potrebbe essere questa una soluzione giusta anche per Facebook? Lo speriamo, soprattutto mettendoci nei panni dei poveri azionisti che vedono i propri risparmi evaporare come neve al sole, giorno dopo giorno. Ma anche perché il web ha bisogno, urgente bisogno, di un’alternativa al distruttivo monopolio di Google.

E questo monopolio si può combattere in uno e un solo modo: fondendo Facebook con Bing, integrando profondamente social network e motore di ricerca e magari lanciando anche un programma alternativo a Google Adsense. Solo in questo modo potrebbe essere possibile sconfiggere il monopolio di Google e creare valore per gli azionisti, ricompensandoli per la fiducia.

Ma Zuckerberg  è forse troppo innamorato della sua stessa creatura per muoversi in questo senso, speriamo che gli analisti lo convincano a lasciare la mano a qualcuno di più capace. Dopo tutto ha accumulato già un enorme patrimonio, in gran parte a spesa dei poveri azionisti di cui sopra, sarebbe forse arrivato il momento di lasciare la mano.

2 Responses to Il crollo di Facebook: che sia tutta colpa di Zuckerberg?

  1. Quinly ha detto:

    Beh non la vedo bene, il fondatore ha la maggioranza assoluta e rimarrà a guidare la società finchè affonda

  2. azionistafacebook ha detto:

    rimpiango amaramente ogni giorno di aver comprato queste azioni.

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