Il dollaro a un bivio



Nelle ultime settimane avevamo tirato un sospiro di sollievo: il dollaro sembrava finalmente aver preso la strada del rafforzamento, dopo un lungo periodo di pericolosa debolezza. Avevamo già cominciato a tirar fuori dal frigo lo champagne ma poi è successo qualcosa: purtroppo il trend si è invertito troppo presto. Ma che cosa è successo?

I dubbi della FED
La prima causa della rediviva debolezza del dollaro sono i dubbi della FED. Ormai il quantitative easing è una telenovela. Anche uno studente al primo anno di economia (ma persino qualunque persona dotata di buon senso) sa che gli effetti di una politica monetaria tanto inflattiva sul lungo periodo sono pesantemente inflattivi. E per questo la FED aveva annunciato di voler ridurre, almeno, l’entità delle operazioni.
La cosa ha dato parecchio fastidio ai cossiddetti paesi emergenti e un paio di ministri brasiliani e indiani hanno fatto la voce grossa. Detto fatto, probabilmente alla Casa Bianca hanno accolto immediatamente le richieste e hanno intimato alla FED di fare marcia indietro.
E pensare che la FED avava fatto prudentemente sapere che il loro compito era proteggere gli interessi economici degli americani, non dei paesi emergenti. Ma evidentemente alla Casa Bianca non la pensano così e alla faccia dell’indipendenza della FED hanno imposto di continuare.

La mancata guerra in Siria e la perdita di credibilità USA
C’è anche un altro fattore che ha influito pesantemente sulla caduta del dollaro: la guerra in Siria. In effetti il biglietto verde si era rafforzato proprio per l’eventualità della guerra che Obama aveva tutta l’intenzione di scatenare. Il dollaro è un bene rifugio per eccellenza, quindi si rafforza sempre con venti di guerra. Ma il Nobel per la Pace ha dovuto fare marcia indietro per le proteste del mondo intero e persino dei suoi cittadini. In questo modo è stato evitato l’ennesimo inutile spargimento di sangue e dunque, venendo meno le tensioni, il dollaro si è indebolito. Ma questo indebolimento è sintomo anche della perdita di credibilità dell’America: nessun altro predecessore di Obama aveva mai subito un’umiliazione tanto cocente a livello internazionale, esattamente come nessun altro suo predeccesore era stato umiliato a livello economico con la perdita della tripla A.
Gli USA stanno perdendo a poco a poco la loro credibilità e quindi anche il dollaro sta perdendo la sua credibilità come valuta di riserva. Ecco spiegato il suo continuo e graduale indebolimento.

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