Il forex e la tragica cavalcata dell’Euro




Non so se dovremmo parlare di crollo del dollaro o di forza immotivata dell’euro. Certo è che vedere questa mattina l’euro che ha superato quota 1,33 mi ha fatto davvero riflettere. Qui non stiamo parlando solo delle attività speculative sul mercato, non stiamo parlando solo dei trader che magari guadagnano soldi a palate tutti i giorni e possono permettersi che per un periodo le cose non vadano così bene come ci si aspetta.

Qui parliamo di economia reale, della vita della gente comune e non di privilegiati assoluto come i forex trader. Perché un valore del genere ha parecchie conseguenze sulla vita di tutti i giorni. La conseguenza più grande è che le nostre esportazioni diventano ogni giorno più difficile. E questo è un problema che colpisce soprattutto l’Italia e i paesi che stanno peggio.

Perché la Germania non punta sul prezzo per vendere i suoi prodotti in mezzo mondo, anzi. Chi compra un Audi, una Mercedes, una BMW non le compra perché sono meno costose rispetto alle altre auto. Le compra perché sono di qualità più elevata. Mentre una FIAT (tralasciando il discorso sul fatto che ormai non sarà più nemmeno fatta in Italia) viene comprata perché riesce a battere sul prezzo l’auto concorrente di pari valore. E lo stesso si può fare per altri settori industriali. Insomma, se l’euro va troppo in alto le nostre esportazioni ne risentono, quindi ci sono meno posti di lavoro, meno reddito in Italia e meno consumi. Che significano ancora meno posti di lavoro, meno redditi, ect, in un circolo vizioso davvero senza fine.

Ovviamente la BCE avrebbe il potere di intervenire, con un taglio dei tassi simbolico, un modo per far capire che il cambio deve tornare a livelli accettabili. Ovviamente dovrebbe essere un taglio subito riassorbito, un segnale psicologico che aiuterebbe i mercati. Ma forse Draghi non ha la forza politica per fare un simile passo.

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