Il futuro dell’e-commerce è social? Il caso quriio.us

Una quota sempre maggiore del commercio al dettaglio si sta spostando dai normali circuiti distributivi verso internet: le persone si stanno abituando a comprare online. In alcuni settori, come ad esempio quello dei viaggi, il canale online è ormai il canale predominante. In altri, ad esempio elettronica di consumo e moda, il trend di crescita è davvero impressionante. I piccoli e medi esercenti, però, rischiano di essere tagliati fuori da questo sviluppo, non avendo nè i mezzi tecnici nè le risorse finanziarie per vendere online. E tra l’altro se andassero online, non potendo fare economie di scala, probabilmente perderebbero dei soldi. Ed è proprio questo il problema che quriio.us punta a risolvere.

Quriio.us è una star up giovane, che sta completando in questi giorni il processo di sviluppo e messa a punto della piattaforma software e che pubblicherà una prima versione beta il giorno 22 Dicembre. L’idea di base è quella di offrire la possibilità ai piccoli esercenti di aprire un e-commerce con una spesa davvero limitata (pochi euro al mese) e con una piccola commissione sulle vendite: ciascun negozio avrà una sua presentazione e una spazio di vendita dedicato.

quriious

Quriio.us non si limiterà a offrire l’infrastruttura IT, ma offrirà anche la possibilità di incassare i pagamenti e si occuperà anche della gestione delle consegne tramite l’accordo con un corriere espresso, sgravando in questo modo l’esercente da una serie di incombenze e di costi. Per fare un esempio pratico, il servizio di pagamento online offerto dalla maggior parte delle banche italiane è decisamente più costoso del servizio complessivo offerto da Quriio.us.

Quriio.us si propone come un ponte tra il mondo online e quello offline: a ciascun negozio che aderisce all’iniziativa, infatti, verrà assegnato un codice QR da esporre in vetrina, in modo che i clienti possano accedere direttamente allo spazio online del negozio stesso con il proprio cellulare.

Prospettive di mercato
Quriio.us entra in un mercato in crescita esponenziale, quello del commercio elettronico, offrendo una modalità di interazione sostanzialmente nuova e consentendo anche ad attori prima tagliati fuori, i piccoli esercizi, di poter accedere alle opportunità della vendita online.

I concorrenti che si trova ad affrontare sono diversi e tutti molto ben posizionati: parliamo di PagineGialle.it (ormai in declino da anni, un altro esempio di come l’Italia sia in grado di distruggere il valore di aziende potenzialmente di qualità abbandonandole agli appetiti di speculatori senza scrupoli), Groupon o eBay. I ragazzi di Quriio.us pare abbiano l’ambizione (lodevole) di entrare nel mercato e tagliare la propria fetta di torta, e probabilmente ci riusciranno.

La loro presenza, infatti, non sarà solo online ma sarà anche una presenza offline, sul territorio, e questo credo che possa fare la differenza.E’ evidente che l’idea di fondo mi piace, lo ammetto, ma bisogna vedere come sarà realizzata per poter esprimere un giudizio concreto. Perché sappiamo che i dettagli, in questi casi, contano molto.

La piattaforma dovrà essere molto usabile e priva di errori, dovrà essere raggiunta rapidamente una massa critica di commercianti (altrimenti gli utenti consumatori non troverebbero nulla da comprare o, semplicemente, da guardare) e una massa di critica di utenti finali (altrimenti i commercianti non avranno nessuno a cui vendere).

Il successo, dunuque, di un’iniziativa come questa dipenderà anche dal tipo di marketing, online e offline, che sarà effettuato. Personalmente ho conosciuto alcuni membri dello staff di questa start up e sono rimasto impressionato in modo molto positivo, quindi non posso che fargli il mio in bocca al lupo.

I social network vendono o aiutano a vendere?

Tuttavia prima di concludere l’articolo voglio citare una ricerca dell’IBM sulle vendite effettuate Cyber Monday (lunedì successivo al Giorno del Ringraziamento, tradizionalmente dedicato negli Stati Uniti agli acquisti su internet). Ebbene, secondo questa ricerca, solo una percentuale davvero molto piccola degli acquisti è stata fatta utilizzando i social network (e in questo caso la parte del leone la fa Facebook).

Tuttavia altre ricerche, più articolate, segnalano che spesso gli utenti utilizzano i social network per farsi un’idea del prodotto da acquistare e poi procedono all’acquisto utilizzando siti di e-commerce o la rete distributiva tradizionale.

La sfida di Quriio.us, in fondo, è unire l’esperienza social con quella e-commerce.

Vincenzo Colonna

9 Responses to Il futuro dell’e-commerce è social? Il caso quriio.us

  1. Dario Deledda ha detto:

    Eccellente progetto, vi auguro tanta fortuna!

  2. Gxwin ha detto:

    Beh come al solito in Italia si fanno i conti senza l’oste. Ma quanti negozianti vi daranno soldi? Io penso pochissimi, probabilmente solo qualche parente. E quante persone credete di imbonire? Io penso molto poche, alla fine gli italiani non sono così stupidi come li dipingono. Fate il pieno di finanziamenti quando fate il seed del progetto e andate in pensione con quei soldi.

    • Gxwin, ci spiace che tu la pensi così, anche perché noi non abbiamo l’obiettivo di imbonire nessuno, né crediamo che gli italiani siano stupidi. Al contrario, noi riponiamo estrema fiducia nelle eccellenze del nostro Paese e proprio per questo vogliamo offrire agli esercenti una piattaforma per diffondere il meglio della loro offerta in tutto il mondo, e agli utenti uno spazio per scoprire nuove tendenze. Perché non ci dai una seconda chance di raccontarti più nel dettaglio quriio.us?
      P.S. il nostro team ha un’età media sotto i 30 anni, la pensione non è esattamente il nostro prossimo obiettivo =)

  3. Conte Zio ha detto:

    Bravi ragazzi, ho dato un’occhiata al vostro progetto e in fondo mi piace. Avete coraggio a farlo in Italia, io al posto vostro sarei andato dritto dritto a Silicon Valley o magari a Tel Aviv dove mi trovo meglio per motivi personali e che comunque è la seconda città al mondo per opportunità offerte agli startupper.
    Spero che vi lascino lavorare in pace e che possiate cogliere i meritati frutti del vostro lavoro.

    • Grazie. A noi piace l’Italia, e ci piace provarci qui! Poi chi lo sa, magari fra qualche mese apriamo una sede anche a Tel Aviv o in Silicon Valley, hai per caso visto uffici in affitto? 😉

      • Conte Zio ha detto:

        No, uffici da affittare no, ho una casa a Ramat Gan dove vi invito a prendere un caffè ovviamente italiano se per caso passate da queste parti. Buona fortuna, comunque.

  4. Rebecca ha detto:

    Il progetto è bello, mi piace. Ma devo farvi un appunto: perché avete scelto un nome così difficile da scrivere e ricordare? Io ho provato a scriverlo 3 volte nel browser e ho sbagliato 3 volte, per vedere il sito ho dovuto cliccare sul link che stava nell’articolo.

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