Il Made in Italy alimentare torna protagonista

made italy alimentare

Una ripresa interna del Belpaese che stenta a sopraggiungere ma sono diversi i motivi che possono permetterci di guardare al futuro con maggiore sicurezza. Ci riferiamo soprattutto ai mercati internazionali, nei settori in cui ancora primeggiamo nel mondo, come ad esempio il comparto alimentare, tanto per citare un segmento in cui siamo rimasti sempre al top, crisi o non crisi.
Nel settore food, il fiore all’occhiello è stata senza dubbio la produzione di vino. Nel corso degli ultimi venti anni i passi compiuti in avanti nel settore sono stati davvero formidabili. Oggi siamo con vanto il primo produttore al mondo, davanti alla Francia, ed i nostri pregiati vini sono sbarcati in ogni angolo del pianeta. Richiestissimi soprattutto nelle nuove economie emergenti, come ad esempio in Cina, ma anche in economie industrializzate e moderne, come gli Stati Uniti. Oggi il vino italiano è sinonimo di qualità ed eccellenza, e nonostante la forte crisi che colpisce il mercato interno, all’estero i risultati sono stati molto incoraggianti.
Nel 2013 il comparto vinicolo italiano ha registrato una crescita del fatturato del 7,7 per cento, un incremento che ha avuto ripercussioni anche dal lato occupazionale.
In controtendenza rispetto ad un tasso di disoccupazione del paese che nel 2013 ha toccato il 12,8 per cento (ora al 13 per cento), il numero di addetti nel settore è invece cresciuto del 2,7 per cento.
In base ad un rapporto diffuso da Mediobanca, il vino è riuscito a battere le Borse: dal 2001 al 2014 l’indice del comparto vinicolo è cresciuto del 225,7 per cento a fronte di una crescita del 61,8 per cento dei mercati mondiali.
Spinto dal boom sui mercati esteri, le esportazioni complessive di prodotti alimentari sono cresciute di oltre il 20 per cento.
Tutti i comparti, ad esclusione di quello alimentare, hanno infatti registrato un calo di fatturato.
Il valore delle esportazioni Made in Italy in media è raddoppiato rispetto a quanto rilevato nel mercato interno.
Tra i prodotti alimentari è stato proprio il vino quello più esportato, con un valore record di 4,7 miliardi di euro. Molto bene anche la pasta e l’olio di oliva, due prodotti facenti parte della tanto decantata dieta mediterranea, oggi riconosciuta in tutto il mondo per le sue grandi qualità salutistiche.
Il grande successo del cibo italiano all’estero è anche dovuto al fatto che è sinonimo di qualità e sicurezza, in grado di fornire il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite, pari ad uno 0,3 per cento, inferiori di ben cinque volte a quelli della media europea e di 26 volte a quelli extracomunitari.
Il boom registrato dal cibo made in Italy all’estero è espressione proprio di quella identità nazionale e dei suoi territori che oggi, inspiegabilmente, hanno difficoltà ad affermarsi all’interno dei nostri confini.

2 Responses to Il Made in Italy alimentare torna protagonista

  1. Conte Zio ha detto:

    Articolo eccessivamente ottimista, l’Italia è fottuta, ormai, da tutti i punti di vista. Sindacati e politici hanno mangiato per decenni, adesso non sono rimaste nemmeno le briciole, sono rimaste solo le macerie. Quelle se le rivenderanno gli ultimi arrivati al banchetto, gli immigrati. Agli italiani non rimane nulla, meglio emigrare.

  2. Lidia ha detto:

    Per la prima volta non mi trovo d’accordo con quello scrivete, l’Italia è morta, altro che made in Italy. Ormai il prodotto tipico italiano è la cialtroneria di politici e sindacati. Avevamo un paradiso terreste, lo abbiamo trasformato in una landa desolata percorsa da bande di migranti in cerca di bottino. Boh.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *