Il ministro Padoan chiede flessibilità all’Europa

Lunedì scorso si è tenuta la riunione dei ministri finanziari del direttivo EU e il ministro dell’economia italiana Padoan ha ribadito la richiesta di rimandare a primavera la lettura del bilancio italiano. Secondo Padoan, l’Italia è un paese che non ha mai chiesto troppo all’Unione europea e che si trova nelle condizioni di poter chiedere questo slittamento temporaneo.

A causa delle spese sostenute per i migranti, pari a 3,3 miliardi di euro, e alla luce dei recenti fatti di cronaca che porteranno ad un dispendio di risorse da parte della Difesa, il ministro ha quindi chiesto che la lettura del bilancio del nostro paese venga fatta a primavera del 2016, quando potrà vederci ‘chiaro’ sulla situazione relativa agli investimenti e alle riforme che stanno interessando l’Italia in questi mesi conclusivi dell’anno.

La situazione si gioca sul filo del rasoio, e dipende molto da dove verranno dirottati i fondi che erano stati stabiliti per il taglio Ires e per l’edilizia scolastica. I fatti di Parigi hanno infatti cambiato le carte in tavola e ora i 2 miliardi previsti per questa manovra potrebbero finire dritti nelle casse del ministero della Difesa, per essere ripartiti fra sicurezza e cultura.

La cultura c’entra eccome, perché garantire la sicurezza nel paese richiede un apporto di denaro votato alle attività logistiche, ma anche destinato alle attività relative alla prevenzione e alla cultura sul fenomeno. Il ministro ha quindi chiesto di poter ragionare su questo fatto alla luce della presentazione del bilancio annuale.

Secondo Padoan, l’Italia non ha effettuato una richiesta precisa di togliere le spese relative alla sicurezza dal conteggio del deficit stabilito con il Patto di Stabilità, e nel suo discorso ha associato i fondi extra-ordinari destinati alla sicurezza a quelli già spesi per superare l’emergenza migranti. Il dibattito sullo scomputo delle spese relative alla sicurezza si propone, infatti, ad una fase embrionale secondo il ministro dell’economia italiano, e gli eventi recenti hanno portato i ministeri a richiedere denaro per finanziare le loro attività. Da qui la necessità di elaborare una distribuzione dei fondi diversa, che scombina le prospettive elaborate nei mesi scorsi e chiede di scrivere una nuova lista di priorità da parte dei paesi dell’Unione europea.

I fatti di Parigi hanno infatti richiesto un massivo potenziamento dei fondi spesi per la sicurezza non solo da parte dell’Italia, ma anche di altri Stati dell’Eurozona. Da questo dato di fatto esce quindi una visione nuova dei piani finanziari, che si lega alla presentazione del bilancio per quanto riguarda le spese già sostenute e che devono essere anticipate dall’Europa per fronteggiare il pericolo terrorismo.

One Response to Il ministro Padoan chiede flessibilità all’Europa

  1. Conte Zio ha detto:

    Vanno in Europa con il cappello in mano a chiedere di fare più debiti, debiti che poi pagheranno gli italiani con gli interessi. E qui parliamo degli italiani veri, perché i nuovi italiani le tasse non le pagano e nessuno si sogna di fargliele pagare.

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