Il nesso invisibile tra economia e finanza

mercato forexForex, mercato azionario, mercato delle materie prime sono tutti mercati dove si fa trading finanziario per soldi. E’ chiaro come funzionano questi mercati, ad esempio come funziona il mercato forex, ma qual è il legame tra questi mercati finanziari e l’economia reale, quella fatta di persone che la mattina vanno al mercato a fare la spesa? Oggi abbiamo l’onore di pubblicare un intervento molto interessante proprio sul nesso invisibile che esiste tra l’economia reale e il trading finanziario.

Una non trascurabile mole di studi teorici ed empirici riguarda il dubbio legame che c’è tra economia e finanza, o per lo meno il valore che assume la veste dell’investimento strategico, rispetto alle dinamiche dell’economia reale.

La domanda che ci si va a porre è la seguente:

La finanza è l’economia dei fondamentali, oppure è l’ecatombe della psicologia di chi investe, anche per trarne un rendimento o di breve o di medio/lungo termine?

E se pure così fosse, il sentimento di panico, nonché lo spettro di reattività degli investitori può diventare un prius rispetto alla dinamica dei prezzi, o si pone semplicemente come un trend-following?
Gli studi recenti, nel contesto della valorizzazione delle opzioni binarie quali strumento di hedging o copertura, si stanno concentrando su tale sinergia tra economia e finanza.

L’effetto “polveriera da sparo” che si crea per determinati titoli, caratterizzati dalla forte volatilità, deve essere anticipato o meno da fattori di natura politica ed istituzionale per tutti quei settori delicati (ad es. quotazione dell’oro fisico), oppure è possibile dare libero sfogo ad un nuovo tipo di mercato: il mercato del sottostante che amplifica la direzione d’onda e reagisce in maggiore misura sulla base del futuro (aspettative), anziché del passato?

Prendiamo in considerazione l’oro fisico perché è una delle risorse-materie prime che assolve a varie funzioni e che risponde bene del duplice ruolo delle opzioni binarie. L’oro fisico, rispetto alle valute digitali (ad es. bitcoins, feathercoins, dodgecoins…), è sicuramente, da tale punto di vista, interessante per cogliere se vi sia o meno un legame tra la psicologia dell’investitore (mercato dei derivati e delle varie tipologie di contratti collegati al sottostante-oro fisico) in oro finanziario e cartaceo, nel senso di prius, e lo stabilirsi di valori o quotazioni ufficiali sul mercato dell’oro fisico.

Il nesso invisibile è condizionato dalla dimensione di finitezza dell’oro fisico (fattori di tipo naturale), diversa da quella di finitezza o saturazione del mercato delle valute digitali (fattori di tipo tecnico). A differenza del caso delle valute digitali, l’oro fisico fa parte anche di un retaggio culturale e valoriale che si è da tempo soffermato sul valore intrinseco dell’oro fisico. Quindi, il trend delle quotazioni dell’oro fisico è ben più difficile che sia fortemente oscillatorio proprio per tale ragione?

Se ci soffermassimo sull’analisi dell’andamento del trend dei prezzi dell’oro fisico se ne può constatare il susseguirsi continuativo di fasi di lieve aumento del prezzo dell’oro fisico e l’alternarsi meno frequente di una fase di crollo graduale dei prezzi. Subito messo in moto l’import/export dell’oro fisico da parte degli operatori istituzionali-Stato, il prezzo dell’oro è tornato ad aumentare. Un trend del sottostante-oro fisico fondamentalmente adatto per una strategia di medio/lungo termine (oro istituzionalmente considerato, quale riserva di valore di ultima istanza; oro per cultura del valore visto sempre come il bene-rifugio per eccellenza).

Creare un mercato dei derivati (sottostante oro fisico) o dei futures, enfatizzante la reattività degli operatori e caratterizzato da un maggiore spettro di dinamismo, effettivamente è interessante per capire quel nesso invisibile che non si riesce ad individuare tra le “mani forti” e la finanza. Dovrebbero essere proprio le mani forti a dare una scossa alla quotazione ufficiale dell’oro ma ciò sembra mai accadere (dopo 11-12 anni ininterrotti di una lieve ascesa del prezzo dell’oro fisico solo nel 2013 si è rilevato il primo calo subito seguito nel 2014 da un nuovo aumento dei prezzi, anche sotto l’effetto della domanda di oro da parte dei paesi asiatici).

Ines Carlone si occupa di approfondire tematiche inerenti il contesto economico e sociale. Tesi di laurea su “Visioni del mondo e Teoria Economica”, si è laureata con lode in Economia e commercio (orientamento del corso di studi quadriennale: Economia Politica).

2 Responses to Il nesso invisibile tra economia e finanza

  1. Conte Zio ha detto:

    Complimenti per l’articolo, molto profondo e interessante. Certo immagino che molti lettori di Mercati24 preferiscono gli articoli in cui spiegate come fare i soldi rapidamente, ma a me questo è piaciuto parecchio.

  2. Trader One ha detto:

    Qualche volta è bello staccarsi da mercati, broker, analisi tecnica e provare a volare un po’ più alti. Bravissimi!

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