Il Petrolio inizia a perdere terreno, di nuovo

Il nuovo mese è ormai iniziato, e i traders si stanno finalmente riposando dopo un mese di gennaio che è stato estremamente volatile e pieno di colpi di scena. La Federal Reserve ha infatti affermato che si è pentita di aver innalzato il tasso d’interesse in quanto non crede che l’economia americana si sia definitivamente riassestata. Un altro avvenimento a dir poco degno di nota è stato l’annuncio da parte della Bank of Japan di portare il benchmark dei tassi d’interesse in negativo, a -0.10%. E’ stata una decisione senza dubbio oltraggiosa per i traders, in quanto non si aspettavano assolutamente una mossa del genere, che ha destabilizzato all’istante i mercati, che hanno come focus principale anche la politica monetaria della BCE, che sembrerebbe essere quella di stampare più denaro, con il suo quantitative easing che si abbatte minacciosamente per i traders delle coppie con l’Euro.

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Mentre il nuovo mese incomincia, anche la volatilità ed i grandi movimenti di gennaio sembrano essere terminati, e quindi i commercianti sperano in un un mese più tranquillo, con minore stress, ma ovviamente questo non è contemplato nel settore dell’energia. La fine del mese di gennaio ha visto i prezzi del petrolio salire sulle speranze taglio della produzione russa e OPEC, sebbene la maggior parte dei commercianti pensa che in realtà sia soltanto aria fritta che vera carne al fuoco.

Il petrolio è crollato del 9,2 per cento nel mese di gennaio, in quanto la volatilità nei mercati globali, insieme alla preoccupazione per l’eccesso delle scorte negli Stati Uniti e le prospettive di un aumento delle esportazioni verso l’Iran dopo che le sanzioni internazionali sono stati rimosse. Chevron, venerdì ha registrato la sua prima perdita trimestrale dal 2002, che potrebbe preludere a un’ondata di svalutazioni in quanto gli altri colossi dovranno annunciare i risultati già da questa settimana. Exxon Mobil e BP renderanno pubblici i propri dati di vendita nelle giornata di martedì.

Il WTI è crollato di oltre metà dollaro, al di sotto dei 33 dollari. Il Brent di circa 70 cents per finire la sessione appena sopra a i 35 dollari. I prezzi del petrolio sono crollati essenzialmente perché la Cina e la Corea del Sud hanno affermato di aver avuto una serie di dati economici al di sotto delle aspettative, ed anche dal fatto che i principali produttori di petrolio con pochissime probabilità taglieranno la produzione di petrolio.

One Response to Il Petrolio inizia a perdere terreno, di nuovo

  1. Pasquale Moli ha detto:

    Petrolio che scende, rimbalzo probabile a breve, piatto ricco mi ci ficco

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