Il Petrolio rimane ai vertici del range (Analisi 23 Maggio 2016)

I prezzi del Petrolio hanno chiuso la settimana di pochissimo al ribasso, ma comunque molto vicini al loro massimo. Durante la sessione mattutina di lunedì, il petrolio greggio ha continuato a scendere, in quanto una buona parte dei traders ha deciso di prendere profitto. Il Greggio WTI è attualmente a 47.84 ed il Brent è a 48.50.

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Senza ombra di dubbio, gli incendi avvenuti in Canada, hanno sbilanciato la produzione di petrolio, più di quanto ci potessimo aspettare, e hanno portato ad un mese di fuoco (in tutti i sensi) per il Petrolio. La perdita stimata, a causa degli incendi, è attualmente stimata ad 1 milione di barili al giorno. La produzione USA è crollata per la nona settimana di fila, ed il numero di piattaforme petrolifere per la ventesima settimana nelle ultime ventuno. Tuttavia, le scorte a Cushing e le scorte globali, sembrano aver stabilito dei nuovi record, grazie anche ad un nuovo flusso proveniente dalla Costa del Golfo degli Stati Uniti d’America.

Dalla nostra parte dell’emisfero, in Libia il porto di aria ha caricato per la prima volta 650k di barili, per la prima volta da Aprile, a completamento dell’accordo tra Tripoli e la Libia dell’est.
Purtroppo, il caos in Nigeria continua a peggiorare e gli analisti ritengono che le interruzioni di produzione sono diminuite tra gli 1-1,4 milioni di barili al giorno dopo il pompaggio di 1,7 milioni di barili al giorno nel mese di aprile e 2,1 barili al giorno nel mese di gennaio.

Il mercato si è in qualche modo “fermato”, e al momento non c’è più un grandissimo interesse per portare questo mercato al di sopra dei 50 dollari al barile.
I dati di USO, hanno confermato che c’è stato un deflusso netto in dieci delle ultime undici settimane, che se sommato ha un valore di 500 milioni di dollari.

Consigliamo di fare molta attenzione al prossimo meeting dell’OPEC il 2 Giugno a Vienna, Austria. Potrebbe infatti esserci un tentativo coraggioso di fermare l’eccesso di offerta nel mercato. Tuttavia però, le possibilità di un’azione congiunta tra membri OPEC e non-OPEC, è data poco per scontata.

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