Il PIL dell’eurozona migliora, quello italiano no

E’ molto interessante notare come il PIL dell’eurozona, secondo i dati diffusi dalla BCE, è in netto e costante miglioramento. Le crisi dopo tutto sono connaturate al sistema capitalistico e hanno un inzio e una fine, per poi ritornare ciclicamente dopo un certo numero di anni. E dobbiamo ammettere che hanno anche un efffetto salutare, perché riescono a rendere più efficiente il sistema, espellendo tutti gli attori economici che non sono in grado di stare al passo con i tempi.
Insomma, la crisi è un avvenimento normale, che prima o poi finisce. E quando finisce le cose inizieranno ad andare meglio anche rispetto al periodo precrisi.
Tuttto normale, ad eccezione che in Italia. L’Italia invece non cresce assolutamente, anzi va sempre peggio. E’ inutile che qualche politico di professione faccia finta che le cose stiano per cambiare. Non è così.
La politica italiana si è rivelata assolutamente incapace di gestire il delicato momento, soprattutto per le forti spinte ideologiche che hanno bloccato le necessarie riforme, a partire da quella del mercato del lavoro, fondamentale per ridare slancio al sistema, abbassare i costi del sistema produttivo e rilanciare quindi le esportazioni.
E’ questo l’unico modo che abbiamo di uscire dalla crisi: stringere la cinghia, testa bassa e lavorare. Altrimenti il destino non è la crisi, ma il declino.
Già adesso il Paese sta vivendo consumando le risorse accumulate dalle generazioni precedenti. Il problema è che i risparmi di famiglia ormai stanno finendo, mentre lo Stato ha raggiunto uno stato mostruoso di indebitamento e quindi è ovvio che non possono venire da lì le risorse per uscire dalla crisi.
Fino a qualche tempo fa potevamo dire mal comune, mezzo gaudio, ma ormai i nostri partner europei dalla crisi sono usciti e rischiamo di rimanere da soli, ad affondare nelle acque maleodoranti del declino, in un delirio di criminalità dilagante e immigrazione clandestina senza controlli.
Ma i politici italiani sono in altre faccende affacendati, purtroppo, visto che il massimo interesse di una parte consistente dei parlamentari è assicurarsi che il leader del partito di maggioranza relativa venga sbattuto fuori dal parlamento e possibilmente anche in galera.

Pazienza se nel frattempo il Paese affonda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *