Il signoraggio bancario come causa di tutti i mali del Mondo? Facciamo chiarezza

mario draghi bce

Il signoraggio bancario, recita wikipedia, è l’insieme dei redditi del Governo derivanti dall’emissione di moneta. Tutto giusto tranne l’attribuzione ai Governi Nazionali dei guadagni, visto che i redditi da signoraggio bancario sono per la maggior parte in mano alle banche, ed in primo luogo alla Banca Centrale Europea nel nostro mondo, con l’adesione dei Paesi Ue al Trattato di Maastricht.

Iniziamo col dire che il succo del centrale del signoraggio bancario sta nel fatto che quando le banche prestano dei soldi, gli tornano sempre indietro con degli interessi, più o meno alti, per i quali almeno nel momento in cui viene effettuato il prestito non esiste “in teoria” carta moneta sufficiente in circolazione per coprirli.

Ma entriamo meglio nel succo della questione partendo dalle tante teorie complottistiche sul signoraggio bancario che spopolano in rete, ma che partono da considerazioni a volte sbagliate. Una volta ad ogni emissione di moneta corrispondeva una certa riserva aurea, che faceva in modo che la carta moneta rappresentasse la ricchezza realmente esistente e testimoniata dalla presenza fisica dell’oro per quel dato valore. Oggi non è più così, perchè la ricchezza è data anche dai prodotti realizzati, dai servizi corrisposti, dalle merci prodotte, ed allora nel momento in cui le banche nazionali, o quella Centrale, stampano materialmente soldi, il corrispettivo è dato dai titoli immessi sul mercato dallo Stato, dagli investitori o dalle banche stesse per quel dato valore. Chi presta quei soldi, molto spesso le banche stesse appunto, o per i quali svolgono esse stesse attività d’intermediazione retribuita, riceverà un interesse alla scadenza del prestito, ma i soldi per coprire quell’interesse non esistono materialmente, non sono stati ancora stampati, ma si devono per forza togliere a qualche altro individuo o Ente.

Non è quindi vero che si produce carta moneta senza spese nè nessun corrispondenza, in modo che producendo ad esempio ad un costo di lavorazione di soli 30 centesimi una banconota da 500 euro, la Banca d’Italia prima, oppure la Banca Centrale oggi (per l’Italia oggi le monete sono prodotte dalla Zecca dello Stato mentre le banconote dalla Bce appunto), ricevono un guadagno netto di 449,70 euro, ma quei soldi trovano il giusto corrispondente in titoli emessi o acquistati, ma senza calcolare gli interessi a cui andranno soggetti.

Il guadagno delle banche sta appunto nell’interesse che torna loro a distanza di tempo. A prima vista non c’è nulla di male, anche tra privati cittadini si usa prestare dei soldi in cambio di un interesse più o meno alto, il problema è che per quell’interesse non esiste ancora alcuna carta moneta prodotta per pagarlo. Per questo sarà sempre necessario che lo stesso soggetto o degli altri chiedano ulteriori prestiti per ripagare un deficit, e questo meccanismo faccia sì che il buco si allarghi in continuazione.

Facciamo un esempio pratico: il vostro prestito quinquennale fà si, con gli interessi, che al termine dei 5 anni avrete restituito molti più soldi di quelli che avevate preso in prestito (sicuramente l’interesse applicato è maggiore di quello che eventualmente gli istituti finanziari corrispondono ai loro correntisti sui soldi depositati). Ma per generare quel surplus di carta moneta di certo la Bce non produce altre banconote appositamente per la vostra situazione, ma sarete voi col vostro lavoro a doverle guadagnare sulla stessa base esistente. Di conseguenza verranno ridistribuiti i soldi nel Mondo, seppur in minima parte se consideriamo solo il vostro piccolo prestito, con la banca che vi ha prestato i soldi che andrà a guadagnare e qualcun altro sarà più povero, visto che i soldi in giro (le banconote in circolazione) saranno sempre le stesse.

Se allarghiamo questo discorso ai grossi debiti pubblici del Paesi del Mondo, ci accorgiamo che essi, tra i quali l’Italia, emettendo titoli per farsi prestare dei soldi (per coprire il debito, per investimenti o per spesa pubblica), dovranno poi restituire più di quello che hanno ricevuto, in un tot di tempo prestabilito, a banche o investitori privati, senza che esista quella disponibilità liquida sul mercato, per forza di cose quindi dovranno redistribuire la ricchezza togliendo alle persone con le tasse, a meno che una produzione crescente faccia aumentare di per sè il Pil producendo nuova ricchezza sotto ferma di merci, prodotti e servizi, per pagare i quali però per una questione matematica qualcun altro (sia esso uno Stato o tante famiglie) dovrà diventare meno ricco o più povero, a seconda dei punti di vista.

Se esistessimo solo io ed una Banca nel Mondo e decidessi di prendere 10 euro in prestito, dovendone restituire 12 dopo 5 anni, io non avrei materialmente quei 2 euro da ridare e quindi dovrei chiedere alla sua scadenza un altro prestito alla banca che stamperebbe altri soldi e farebbe crescere il debito. Non essendoci però solo io nel Mondo, il debito può essere redistribuito a Stati e cittadini in maniera sempre diversa.

E’ facile quindi intuire che nel Mondo non si potrà mai raggiungere l’equilibro attraverso l’azzeramento contemporaneo dei debiti pubblici dei vari Paesi, ma solo redistribuire tali debiti tra cittadini e Stati attraverso diverse forme di tassazione, economie migliori rispetto ad altre peggiori, e differenza di ricchezza tra gli individui che abitano il nostro Pianeta, con il surplus che finirà per forza di cose sotto forma di signoraggio bancario principalmente alle banche, che di certo con i loro interessi guadagnano di più dell’inflazione accumulata negli anni necessari a recuperare i soldi prestati, più dei soldi dati ai propri clienti sotto forma di interessi sui loro depositi o delle spese sostenute per personale e gestione di sedi. Poi certo se ci si rende protagonisti di investimenti palesemente o criminosamente sbagliati, si finisce comunque in grossa difficoltà come le tante banche, tipo Carige, Marche o Monte dei Paschi di Siena, di cui abbiamo più volte parlato in questo sito.

Giancarlo Sali

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