Imposta di Bollo Deposito Titoli: cos’è, come si calcola e come non pagarla

Imposta di Bollo Deposito Titoli

L’Imposta di bollo deposito titoli ha subito un aumento del 33% negli ultimi anni. Quanto conviene investire ancora in Italia? Come si calcola l’aliquota? Quando pagare l’imposta?. Il Conto Deposito, Deposito Titoli e Conto Corrente sono ancora una una modalità di investimento appetibile per gli investitori italiani?

Le imposte sono molto probabilmente la parte più odiata da tutti i risparmiatori ed investitori. Senza dubbio chi mette i propri soldi al sicuro nei conti deposito o chi investe sui mercati finanziari vuole cercare di pagarne il meno possibile. Negli ultimi anni abbiamo però assistito ad un aumento “selvaggio” delle commissioni e tasse da pagare.

Prima di proseguire, mettiamo in chiaro una cosa: per chi fa investimenti finanziari, è possibile non pagare legittimamente l’imposta di bollo sul depositi titoli. Come? Semplicemente, utilizzando le piattaforme di trading CFD che sono esenti da imposta di bollo sul deposito titoli.

Tra le migliori piattaforme di trading CFD segnaliamo:

In fondo all’articolo spieghiamo nel dettaglio come non pagare l’imposta di bollo sul deposito titoli (clicca qui per passare direttamente alla spiegazione)

Commissioni e Tasse Conto Deposito, Deposito Titoli, Conto Corrente

Il Conto Deposito è una delle modalità per conservare e far crescere i propri soldi più apprezzati dagli italiani. Un conto deposito rappresenta a tutti gli effetti un contratto tra il cliente e la banca, simile al conto corrente ma con la grande differenza che rispetto al conto corrente, sul conto deposito è possibile effettuare solo operazioni di versamento e di prelievo. Solitamente non è possibile fare operazioni “classiche” bancarie come il bonifico verso terzi, assegni, prelievo bancomat oppure con carta di credito.

Il Conto Deposito è diventato estremamente famoso da noi in Italia da metà anni 90 in poi, grazie sopratutto alla spinta dell’online banking, che in quegli anni permettevano di ottenere ottimi interessi alti con spese minori rispetto alle banche tradizionali. Ricordiamo moltissimo il Conto Arancio.

Sia per il conto deposito che per il Deposito Titoli (di cui tra poco parleremo) dal 2014 l’aliquota fiscale è stata portata al 26% e l’imposta di bollo fu innalzata allo 0,2% con l’eliminazione del minimo a 34,20 euro di imposta (per alcune particolari categorie, che tra poco vedremo). Si trattò di un incremento senza precedenti, considerando che nel 2012 l’aliquota era al 20% con una imposta di bollo pari allo 0,10% con un minimo di imposta a 34,20 euro.

Simile al conto deposito è il protagonista della nostra mini-guida: il Deposito Titoli. Se un conto deposito (deposito a risparmio) è in grado di offrire un guadagno grazie ai tassi d’interesse, il deposito titoli consente di ospitare tutte le proprie operazioni di compravendita di strumenti finanziari e guadagnare dai dividendi e della crescita (o decrescita degli stessi).

Il Bollo da pagare del Deposito Titoli è il medesimo del Conto Deposito: 0,20% senza bollo minimo da 34,20 euro.

Imposta di Bollo sul Deposito Titoli

Ma guardiamo con più attenzione la sezione di imposta di bollo sul deposito titoli. Questa tassa (perché di tassa pur sempre si tratta) è proporzionale al deposito ed è pari allo 0,20% delle giacenze presenti nel conto.

Per fare un esempio: se nel deposito titoli sono presenti 100 mila euro, l’imposta di bollo sarà pari allo 0,20% di questi 100 mila euro. Quindi 200 euro in totale.

Imposta di bollo deposito titoli come si calcola

Oltre a considerare le imposte sugli interessi, il Bollo è uno di quei fattori che grava sui propri investimenti. Si tratta a tutti gli effetti una sorta di “mini-patrimoniale” che è necessario calcolare in modalità progressiva in base alle somme versate, applicando una imposta di bollo dello 0,20%.

Per calcolare l’imposta di bollo deposito titoli è necessario considerare che è pari al 2 per mille degli importi depositati all’interno del proprio conto deposito titoli.

Dalla legge di stabilità del 2014, l’importo minimo di 34,20 euro è stato eliminato per chi è titolare di un conto deposito o di un conto deposito titoli al di sotto dei 17.100 euro. Questo significa che anche chi ha somme esigue può optare per questa tipologia di investimento senza essere troppo penalizzato.

Ipotizzando quindi un deposito di 1000 con vincolo a 12 mesi, l’imposta di bollo sarà pari a 2,00 euro.

Ovviamente sarà necessario calcolare successivamente anche la tassazione degli interessi, ove il conto deposito non è differente dalle altre forme di investimento. Infatti le imposte sono fissate al 26% sugli interessi maturati, così come per gran parte delle altre metodologie di investimento. Crediamo quindi che sia sempre necessario dover calcolare sempre i rendimenti di un conto deposito/deposito titoli/conto corrente sempre al netto di queste spese (sottraendo sempre le tasse) in modo da farsi un’idea più veritiera sull’investimento in questione.

Imposta di bollo deposito titoli quando si paga

Sono in molti a chiedersi quando debba essere pagata l’imposta di bollo deposito titoli. L’imposta di bollo deposito titoli si paga alla data di produzione dell’estratto conto (annuale, semestrale, trimestrale o mensile).

Ricordiamo che l’imposta è del 2% annuale (due per mille) dall’anno 2014 in poi e per tutti gli anni successivi. Il tetto massimo è di 14.000 euro solo per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Il fatto che la Legge di Stabilità abbia colpito questo settore, non è certamente un fattore positivo. Gli italiani hanno subito infatti un aumento del 33.33% sull’aliquota dell’imposta di bollo (che è passata dallo 0,15% allo 0.20% su tutte le comunicazioni dei prodotti finanziari). Tutti gli strumenti detenuti (azioni, obbligazioni, conti deposito, polizze assicurative, i conti deposito, depositi bancari e postali, e molto altro ancora) sono stati colpiti.

Come non pagare l’imposta di bollo sul deposito titoli

E’ possibile evitare di pagare l’imposta di bollo sul deposito titoli? Sì, ed è anche molto facile. Non stiamo proponendo nulla di illegale e non stiamo istingando all’evasione fiscale.

Semplicemente, consigliamo a tutti coloro che vogliono operare sui mercati finanziari di scegliere i CFD (contratti per differenza). Operando con i CFD, infatti, non si paga l’imposta di bollo così come non si pagano commissioni di nessun tipo, visto che i migliori broker di CFD non applicano commissioni.

I CFD sono contratti derivati (Contratti per Derivati) veramente molto semplici da utilizzare, anche per chi ha un’esperienza finanziaria modesta o addirittura nulla. Qui sotto pubblichiamo brevi recensioni dei migliori broker CFD italiani.

Markets.com

Markets.com è uno dei broker CFD preferiti dai trader di tutta Europa. E’ un broker sicuro, affidabile, estremamente onesto. Operare con Markets.com è gratuito al 100%: 0 imposta di bollo sui titoli, 0 commissioni, 0 costi fissi. Markets.com offre inoltre un’interfaccia estremamente facile da usare, un conto demo illimitato, gratuito e senza vincoli e soprattutto l’indicatore Trend dei Trader.

L’indicatore Trend dei Trader è un aiuto straordinario per tutti coloro che vogliono fare investimenti finanziari. Per ognuno degli asset su cui è possibile investire con Markets.com (sono migliaia e comprendono azioni, valute, materie prime, criptovalute), è possibile conoscere il sentiment del mercato, cioè se i trader stanno comprando oppure vendendo questo asset.

Grazie a questo indicatore è possibile ottenere un’elevatissima probabilità di chiudere l’operazione in profitto.

Puoi aprire gratis un conto con Markets.com cliccando qui. Puoi scoprire di più su questo broker leggendo la nostra recensione di Markets.com.

Plus500

Uno dei migliori broker di CFD a livello europeo è Plus500. Con i CFD di Plus500 si possono tradare azioni (oltre alle italiane, tutte le principali a livello mondiale), materie prime, valute, indici, persino bitcoin. Plus500 mette a disposizione più di 2.000 asset. E’ una piattaforma affidabile e sicura, senza costi e senza commissioni. Per chi vuole, è disponibile gratuitamente anche una modalità demo che consente di operare con denaro virtuale.

Puoi aprire il tuo conto gratis su Plus500 cliccando qui. Se vuoi, puoi leggere la nostra recensione di Plus500.

eToro

eToro è un broker CFD estremamente apprezzato: il vantaggio di non pagare l’imposta di bollo sul deposito titoli è grande ma gli altri vantaggi di questo broker sono molto più significativi. Usare eToro è completamente gratuito, non ci sono commissioni o costi fissi. Ma perché così tanti investitori utilizzano eToro?

eToro è la prima piattaforma mondiale di social trading. Questo significa che è possibile copiare, in maniera completamente automatica e ovviamente gratuita, quello che fanno gli altri trader. E’ possibile selezionare facilmente i trader che hanno avuto nel passato le performance migliori. Grazie a questo meccanismo, anche i più inesperti possono cominciare a ottenere da subito buoni profitti finanziari.

Il social trading, inoltre, è perfetto per chi vuole imparare le tecniche di investimento migliori: basta esaminare quello che fanno i campioni del trading.

Puoi iscriverti gratis su eToro cliccando qui. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra recensione di eToro.

Precisazione sulla tassazione dei profitti CFD

Ovviamente i profitti ottenuti con il trading CFD sono sottoposti comunque a tassazione. Operando con CFD si risparmiano commissioni sull’eseguito (che spesso sono veramente esose) e imposta di bollo sul deposito titoli.

5 Responses to Imposta di Bollo Deposito Titoli: cos’è, come si calcola e come non pagarla

  1. ALBERT ha detto:

    buongiorno vorrei evidenziare un caso , le azioni della famosa banca etruria alien family truffa & compari ,veniva pagato imposta di bollo fino al azzeramento e per di piu neanche le minus valenze sono state riconosciute ai piccoli azionisti , peccato che le societa possono mettere la perdita a bilancio ,POSSIAMO DEFINIRE ANOMALIA E TRUFFA TUTTA ITALIANA

  2. David Milano ha detto:

    Chi paga l’imposta di bollo e soprattutto le commissioni è un coglione patentanto, scegliendo broker come Markets.com o Plus500 è possibile fare tutto gratis.

    Ma gli italiani, si sa, ormai sono diventati un popolo di fessi e allora buttate pure i vostri soldi con fineco

  3. ALESSANDRO TANDURA ha detto:

    Con questi governi di M…… non è più possibile che gli italiani dicano sempre Signorsì! Ci stanno portando all’esasperazione ! Spero di vivere fino al benedetto giorno in cui verrà un …..Messia a rimettere a posto le cose e faccia sparire tutti questi Cialtroni !!
    Mi domando perchè noi italiani dobbiamo SEMPRE trovare un inganno per superare le merdose Leggi che ci fanno,invece di ribellarci ai soprusi!

  4. Bruno ha detto:

    I Broker di CFD come sopravvivono, visto che non si pagano commissione, e perché sono esenti dal pagare il bollo deposito titoli. Grazie per eventuali risposte.

    • Redazione Mercati24 ha detto:

      C’è una piccola differenza detta spread, tra il prezzo a cui si compra e quello a cui si vende. Questo piccolo spread è l’unico profitto di questi broker.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *