In attesa della BCE

Ieri la FED non ha dato alcuna indicazione chiara sul grande dilemma degli investitori: continuerà la sua politica di quantitative easing oppure, raggiunto l’obiettivo di far rieleggere Obama, finalmente metterà un freno a queste politiche potenzialmente distruttive sul lungo periodo? E’ vero che, come diceva l’ispiratore della politica economica di Obama, nel lungo periodo siamo tutti morti. Ma è anche vero che saranno vivi i nostri figli e nipoti e magari anche coloro che sono giovani adesso…insomma, non si può ipotecare il futuro di generazioni per vincere una campagna elettorale. In ogni caso la FED non ha dato ancora nessuna risposta certa.
Gli occhi di tutti sono oggi puntati sulla BCE che dovrebbe rendere noto un eventuale ulteriore taglio del tasso di sconto. Tuttavia, considerato il taglio già fatto a maggio, appare piuttosto auspicabile che ce ne sia un altro. Sarebbe utile, al massimo, ad aiutare le banche con i bilanci a pezzi ma nessun beneficio arriverebbe alle aziende e alle famiglie.
Forse però la BCE si deciderà a varare i tassi negativi sui depositi delle banche presso l’istituto di emissione. Un provvedimento che dovrebbe spingere le banche verso altri impieghi ma che probabilmente porterà semplicemente ad una distruzione di liquidità e all’aumentare dei costi bancari per gli utenti finali, almeno in Italia.
Meglio non fare nulla, a questo punto.

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