In crescita le start up ‘argentate’

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Quando pensiamo ad una start up ci immaginiamo un gruppo di giovani, meglio ancora se un po’ nerd o conciati con lunghe barbe e occhialoni da hipster. Bene, dimentichiamoci questa immagine perché le più recenti ricerche nel settore economico hanno fotografato una realtà completamente diversa dall’immaginario collettivo.

A ricercare investitori, soprattutto nella Silicon Valley, per finanziare le nuove start up che si spera diventino grandi aziende nel domani sono sempre più persone di una certa età. Un esempio eclatante è Suzanne Noble, imprenditrice 55enne e fondatrice di Frugl, app pensata per avvisare le persone sugli eventi più cool che si tengono a Londra via smartphone. Il Financial Times ha intervistato la vulcanica donna e le ha chiesto per quanto tempo ha intenzione di portare avanti la sua start up. Suzanne ha quindi dichiarato che l’età non è un impedimento, anzi, perché i suoi piani sono ambiziosi e vuole trasformare la sua nuova start up in un’azienda dal business globale.

Secondo il Financial Times, il caso della Noble è solo uno dei tanti che si registrano da un po’ di tempo a questa parte nel territorio dorato della Silicon Valley, ma anche in molti altri luoghi dove gli investitori ci sono e aspettano solo che venga loro proposta l’idea giusta. Si tratta di un fenomeno in crescita continua che è stato ribattezzato il caso delle ‘start up argentate’, dal colore dei capelli delle persone che le avviano.

Secondo il Global Entrepreneurship Monitor, una società di analisi di mercato internazionale, il 6% dei sudditi di sua maestà che ha superato i 55 anni è impegnato in un’attività imprenditoriale e la percentuale sembra proprio essere destinata a salire per ragioni di struttura politica. Il governo inglese ha infatti scelto di dare la possibilità ai pensionati inglesi di ritirare i propri risparmi tutti in una volta sola piuttosto che scegliere di ricevere il vitalizio, o pensione, ogni mese fino alla loro morte. Questa possibilità apre le porte a molti nuovi scenari, perché i lavoratori che hanno l’idea giusta e desiderano investire possono contare su una liquidità decisamente alta e immediata, che può far partire il loro progetto in un baleno. I dati confermano il trend, perché secondo un sondaggio di Axa Wealth un inglese su 10 che si sta avvicinando alla pensione sta valutando di considerare questa possibilità permessa dalla legislatura britannica.

Secondo gli esperti, ci sono molti fattori ambientali, economici e sociali che favoriscono la nascita delle start up argentate. In primo luogo si tratta di esperienza, perché chi ha lavorato per una vita in un certo ramo ne conosce anche le più leggere sfumature, conosce il mercato e come si muovono i trend nel corso del tempo.Si tratta di una base di conoscenze economiche ricercatissime e indispensabili per dare il via ad aziende dal carattere vincente. A questo fatto si associa la possibilità di non avere problemi pratici ai quali pensare, come la casa da costruire, il mutuo da pagare, i figli piccoli da accudire. La generazione over 55 inglese è quindi pronta a mettersi in gioco, forte di una liquidità inaspettata e di tante esperienza, come dare loro torto se possono fare le scarpe a qualsiasi giovane startupper?

One Response to In crescita le start up ‘argentate’

  1. Conte Zio ha detto:

    L’Italia non è un paese per giovani lo sappiamo. Se comincia la moda delle startup della terza età, vuoi vedere che anche l’Italia diventa una startup nation? Anche se io preferisco di gran lunga l’originale 🙂

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