Economia e Finanza

Indice VIX: Tutto quello che c’è da sapere sull’indice della “paura”

In questa guida analizzeremo un tema tornato prepotentemente alla ribalta a seguito della diffusione del Coronavirus: stiamo parlando dell’indice Vix, detto anche indice della paura.

Creato nel 1993, il Vix è l’acronimo di Volatility Index. Trattasi di uno strumento molto utile per testare la stato di salute di un’economia, fungendo quindi da termometro delle principali piazze finanziarie mondiali.

Trattandosi di un indice, è soggetto ad oscillazioni proprio come un qualsiasi Asset. Inoltre, può ovviamente essere negoziato sui mercati offrendo uno spunto ulteriore ai Trader per investire. Certo, sono poche le piattaforme che permettono di negoxiare l’indice Vix, eToro è una di queste.

Ecco un esempio:

Analizziamo ora nel dettaglio le caratteristiche principali del Vix.

Indice Vix: Definizione

Questo indice è stato istituito nel 1993 a Chicago, dalla CBOE (Chicago Board Option Exchange). L’obiettivo era quello di fungere da termometro sui mercati, di conseguenza il suo funzionamento è semplice e pratico.

In sostanza:

L’Indice Vix misura la volatilità dei Futures a 30 giorni sullo Standard&Poors 500.

Partendo da questa definizione, sarà più facile comprendere il funzionamento generale del Vix. Trattasi quindi di un indicatore estremamente utile per prevedere cosa gli investitori si aspettano dai mercati in un lasso di tempo di breve/media durata.

Non dimentichiamo che lo S&P500 è un indice che include le migliori aziende Americane, le più grandi e capitalizzate. Insomma, un ottimo indicatore per prevedere quale direzionalità sta prendendo il mercato.

Indice Vix: Ecco come leggerlo

Il Range del Vix varia da 0 a 100, dal momento che misura la volatilità in termini percentuali. Quindi, una prima interessante lettura sarà questa:

Ipotizzando il valore del Vix a 10, ne consegue che le opzioni ed i futures mensili sullo S&P500 avranno una volatilità del 10%. Il prezzo potrà quindi aumentare (o diminuire!) del 10% entro il lasso temporale analizzato.

Ebbene, sappiamo che agli investitori piacciono i mercati poco volatili, al fine di investire il capitale senza troppi rischi. Per questo motivo molti dei grandi Gestori utilizzano questo indice per avere un quadro complessivo della situazione.

A livello generale, la lettura dell’indice Vix è la seguente:

  • Valori tra 0 e 20: Situazione ottimale di mercato, buona per investire
  • Tra 25 e 30: Valore critico che indica ribassi in arrivo
  • Oltre 30: Situazione di paura ed incertezza

Ci sono stati casi dove il Vix è salito oltre 30? Certo che si, il penultimo c’è stato nel 2008 a seguito del fallimento della Lehman Brothers, ex colosso bancario statunitense. L’ultimo caso è più recente, analizziamolo nello specifico.

Leggi anche: Vivere di rendita.

Indice Vix e Coronavirus

L’indice Vix è salito alla ribalta, di nuovo, nelle ultime settimane. Purtroppo, la diffusione del Coronavirus ha causato molta incertezza sui mercati. Questo “cigno nero” ha provocato una contrazione dell’economia globale, a causa della riduzione sostanziale dell’attività di import/export. Ancora, generando panico tra gli investitori, ha portato molti di essi a chiudere le operazioni attive, generando ribassi su tutti i principali indici mondiali.

Dove si trova attualmente l’indice Vix? Vediamo un grafico:

La settimana che va dal 04/03 al 11/03 parla chiaro. Già si partiva da una situazione di 30 punti, quindi oltre la soglia di criticità. In seguito, con la diffusione ancora più estesa del coronavirus, l’indice è arrivato a toccare la soglia di 60.

Questo valore è ben noto agli operatori di Borsa perché è proprio il livello raggiunto dal Vix negli anni della crisi bancaria, avviata dalla Lehman Brothers.

Investire in Borsa di questi tempi non è certo facile, anzi. Tuttavia, noi della redazione di Mercati24 abbiamo specificato dettagliatamente come poter trarre profitti a seguito dell’emergenza Coronavirus grazie ad alcuni semplici accorgimenti.

Un esempio? La spagnola Pharma Mar, società farmaceutica molto attiva nella ricerca, sembra essere pronta a lanciare un Kit vaccinale in oltre 30 Paesi. Le sue azioni sono schizzate alle stelle e quando il Kit verrà effettivamente messo in commercio, gli analisti prevedono ulteriori rialzi.

Per vedere la quotazione di Pharma Mar clicca qui

Indice Vix: Ulteriori approfondimenti

In finanza, due concetti fondamentali non bisogna mai scordarli e si tratta della direzionalità e della volatilità.

Senz’altro sì, perché un mercato può essere piatto (performance flat) e direzionale, soprattutto quando i volumi di contrattazione sono ben esigui (in gergo: mercati sottili o poco liquidi). Un mercato può essere, però, anche volatile e poco direzionale (effervescenza dei mercati), oppure volatile e molto direzionale (si segue una traiettoria centrale, dalla quale attraverso swing laterali i prezzi si scostano transitoriamente o per mero consolidamento, fase in cui non prevarrebbe né la domanda né l’offerta).

La prima alternativa sembra l’attuale stato dei mercati, altamente “umorale” e caotico. Quindi, volatilità è diventato quasi sinonimo di surriscaldamento o raffreddamento dei mercati. Ecco perché si parla sempre più del Vix, la cui portata però è assai ridotta, al punto che si stanno sviluppando nuovi “termometri” dei mercati per prendere decisioni, a partire dallo stato d’animo predominante (in gergo: sentiment).

Cosa vuol dire volatilità? La reattività dei prezzi al cambiamento. Se la volatilità è alta significa, pertanto, che il mercato è molto reattivo, che i prezzi tenderanno ad avere quegli slanci e quelle picchiate così profetici da permetterci di dire: “gli investitori hanno azionato le turbine. Seguiamoli”. Sta tramontando la legge dell'”anticipazione” dei segnali tracciati dalla storia dei prezzi, in luogo della legge del “following” (segui il mercato).

Leggi anche: Come Investire nel Forex.

Che cosa segnala l’indice della paura Vix? La nuova legge del mercato

Rimane un indice le cui rivelazioni sono assai sporadiche e riferite, in maniera predominante, al listino Usa, ed in particolare a quello più movimentato, il tecnologico (lo S&P 500).

A volta capita che l’indice continui a confermare una compattazione dei valori su un range basso, attorno al 15%. Quindi, ci sarebbe poca paura nei mercati. Siamo tutti d’accordo? Non del tutto, e spiegheremo perché.

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Ma a cosa serve adesso l’indice della paura se è così basso? Dovremmo prendere per assodato che il relativo segmento di mercato (listino tecnologico Usa) si manterrà abbastanza statico?

Ecco, invece, cosa ci aspettiamo e perché. Considerare soltanto i volumi futuri di acquisto o di vendita delle opzioni (entro un intervallo massimale di 30 giorni), riflessi dai rispettivi premi per le opzioni in realtà è diventato segnaletico per una semplice ragione: l’irrilevanza delle dinamiche di lunga durata. I tassi vengono lasciati inalterati o cambiati di poco, senza sforbiciate o rinfoltite improvvise e nette.

Per questo, dei fattori di natura “finanziaria”: i tassi d’interesse, che sono quelli che hanno sempre movimentato il mercato  dove il maggiore costo del denaro ed il rafforzamento relativo della valuta, giocoforza, innescava i differenziali competitivi fra le varie aree speculative. Ora, non più.

Insomma, è il caso di dire che l’indice della paura Vix ai minimi storici non sia significativo ma neanche possiamo affermare che non vi sarà un’eccezionale volatilità sul listino Usa, soprattutto dal momento che è stato dato lo stop alle danze del Quantitative Easing. L’indice è profetico: la legge del mercato è cambiata.

D’altronde, ci si attende un innalzamento graduale dei tassi Usa: insomma, una manovra introdotta con il “silenziatore” (tassi al momento, invariati) che non farà infuriare né gelare i mercati. Semplicemente, darà i tempi “tecnici” per fare un po’ di carry trade tra i mercati passando da quelli a basso rendimento a quelli ad alto rendimento.

Ma perché allora l’indice della paura Vix è sempre così protagonista?

La Fed è grande maestra nei drenaggi ed iniezioni di liquidità, al punto tale da distorcere l’attenzione dai fondamentali dell’economia. Il breve periodo ha un peso maggiore per le ottiche “speculative”, rispetto al lungo periodo dove si segue, come anzidetto,  la legge della diversificazione e della rotazione del capitale.

Ecco perché l’indice della paura Vix è ancora centrale:

  • La nuova volatilità è diventata il linguaggio del caos dei mercati. Quando si dice: “alta volatilità” si sottintende, “issate le ancore che i mercati voleranno”. Mentre, in realtà, volatilità, in economia, vuol dire tutt’altro.
  • I mercati sono diventati molto “nervosi” ed il sentiment comincia ad avere più peso delle aspettative razionali in cui il futuro era influenzato dal presente

Un indice così basso, in queste condizioni, sottintende semplicemente che il mercato non lo si anticipa più ma lo si segue.

Quindi, per il “raffreddore” dei mercati non esiste nessun Vix taumaturgico, ma purtroppo ogni giorno fa storia a sé. Brutta annata per chi ha sempre cercato di leggere i fondamentali, i segnali del mercato, a partire dal passato. Soprattutto per i corsi azionari, ciò che “bolle” in pentola sui mercati non lo possiamo sapere ed è sicuramente sotto l’influenza dell’economia-paese.

Ecco un esempio previsionale per l’indice S&P 500

Analizziamo adesso un esempio pratico, svolto su dati passati, al fine di comprendere meglio come utilizzare l’indice Vix per effettuare corrette previsioni sui mercati.

Alcuni analisti hanno evidenziato una relazione positiva tra Bilancio della Fed ed indice S&P 500, nel senso che più si inietta liquidità più l’indice è spinto a slanci verso l’alto. Occhi puntati, pertanto, sulla fine del tapering e sul destino dello S&P 500 alla ri-apertura verso le 15:30 della seduta del 30/10 e successive.

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D’altra parte, come potete notare, nelle sedute finali è aumentata l’”ampiezza” del mercato, visibile meglio tracciando le bande di bollinger. Prepariamoci ai “colpi di tosse” dell’S & P 500, cercando di seguire i ribassi e prodigiosi rialzi dell’indice. Per i ribassisti, ora che la Fed ha annunciato la fine del Quantitative easing, ci saranno buone occasioni short ritornando sui valori di “picchiata” dell’indice; per i rialzisti, la capacità d’analisi sarà messa a dura prova dalla valutazione della tenuta del mercato.

Siccome i listini Usa fungono sempre da traino agli altri mercati, listino europeo al seguito, è chiaro che le nostre nuove ottiche di investimento partono proprio da qui.

A questo punto, quando l’indice Vix è troppo basso o troppo alto vuol dire che bisogna prepararsi ad affrontare le intemperie, e come? Attraverso l’analisi dei volumi, unico modo per accodarsi al mercato. Praticamente, il nuovo Vix.

Non sono più validi i classici livelli di supporto e di resistenza statici (dimensione storica del ciclo dei prezzi) e sono troppo riduttivi i livelli di supporto e di resistenza dinamici (punti di riferimento adattivi dei prezzi) ma si elaborerà un’intera area di valori (l’ampiezza del mercato lo permette) che rappresenterà la nostre “value area” e sarà determinata dalle zone a più alta concentrazione degli scambi di mercato.

Il picco dei volumi ci determinerà la resistenza e viceversa. Cosa ben diversa dal ragionare sulla base dei soli prezzi di giornata. Ci si chiede, in modo diverso ed istantaneo, ma parallelo all’indice Vix: Cosa stanno facendo gli investitori adesso e quale sarà l’effetto sui prezzi? Sono le quantità le vere e nuove protagoniste.

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    Conclusioni

    Il noto Indice Vix è stato creato a Chicago nel 1993, con l’obiettivo di misurare la “paura” sui mercati attraverso l’analisi dei Futures a 30 giorni sull’indice S&P500.

    Effettivamente, il Vix nel corso degli anni si è mostrato sempre abbastanza puntuale nelle sue indicazioni, tanto che sono numerosi gli analisti di Wall Street che lo tengono in considerazione per le loro scelte di investimento.

    Negli ultimi tempi, il Vix è tornato alla ribalta a causa del coronavirus e del conseguente panico scatenato sui mercati. In fasi così delicate e di incertezza, l’indice Vix è un ottimo termometro per guidarci con lucidità nella scelta sugli investimenti da fare.

    Ovviamente, ricordiamo che con piattaforme specializzate in CFD come eToro sarà possibile speculare (e guadagnare) anche in caso di ribasso dei prezzi. Un ulteriore motivo per tenere sotto controllo il Vix e scegliere la modalità più opportuna per entrare a mercato.

     

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    2 Commenti

    • Articolo veramente interessante, molto bravi! Avete sempre fatto divulgazione ma adesso cominciata ad andare parecchio a fondo nei concetti, penso che questo articolo dovrebbe essere letto con attenzione da tutti

    • Mamma mia che bell’articolo! Mi devo mettere a studiare, sto facendo qualche soldo con forextb ma devo dire che non so nulla di queste cose, probabilmente se mi metto a studiare riesco a guadagnare molto di più!
      Grazie amici di Mercati24 per quello che fate tutti i giorni, siete unici!

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