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Insider trading e crollo delle critpovalute

Gli investitori in criptovalute stanno vendendo le loro scorte per tornare ad investire sull’oro. I principali commercianti d’oro in Europa hanno segnalato un aumento di cinque volte della domanda da parte delle persone che vogliono scambiare bitcoin, dopo che la criptovaluta è precipitata nel mese di gennaio, portando gli analisti a farsi nuove domande sulla sua redditività a lungo termine.

Daniel Marburger, direttore di Coininvest, ha dichiarato al The Times che in un solo giorno, il 16 gennaio, ha venduto 30 kg di oro per un valore di circa 1 milione di sterline a investitori bitcoin poiché la valuta è diminuita del 23%.

Gli analisti hanno affermato che il crollo del 40% dei bitcoin nell’ultimo mese ha sollevato dubbi sul suo futuro e su quello delle altre valute virtuali. Bitcoin ha visto il suo calo dei prezzi ben inferiore a 11mila dollari, per poi risalire leggermente, dopo che il ministro delle finanze sudcoreano ha dichiarato in un’intervista radiofonica che il divieto di commercio di criptovalute era un’opzione valida. Ne è conseguita una svendita quando l’idea di una legge per vietare il commercio è stata inizialmente sollevata dal Ministro.

Si prevede che il potenziale impatto di un divieto in Corea del Sud sarà grande. Il Paese è infatti intenzionato a sposare la linea dura nei confronti della criptovaluta puntando a mettere fine all’anonimato negli scambi. Il problema è nato dopo che in una riunione del comitato dell’Assemblea nazionale, l’agenzia governativa del Financial Supervisory Service (FSS) ha confermato che alcuni dipendenti hanno investito in criptovalute e le hanno vendute poco prima che il governo annunciasse le future misure: ora sono accusati di insider trading.

È il più grande crollo di bitcoin e criptovalute in almeno tre anni, che aveva raggiunto il picco di quasi 20mila dollari a dicembre, ma non aveva mai sofferto così rispetto ai suoi concorrenti. Il numero due per capitalizzazione di mercato, Ethereum, è sceso di oltre il 25% mentre Ripple, il numero tre, è sceso di oltre il 40%. Il responsabile della ricerca di IG, Chris Weston, ha detto che l’aumento del 2017 in bitcoin e altre criptovalute è stato guidato principalmente dalla paura di sentirsi esclusi da quella che si presentava come una grande occasione.

“Le persone guardavano gli investitori mentre diventavano davvero ricchi e volevano la loro parte”, ha spiegato sottolineando che: “Però, se stai ballando in discoteca e c’è un incendio, vuoi essere il più vicino al punto di uscita”, riferendosi al calo dell’ultimo periodo. Anche se non tutti la pensano allo stesso modo. Tom Lee, cofondatore di Fundstat, sostiene che quest’anno il bitcoin potrà raggiungere la cifra di 25mila dollari, e che la quotazione di 9mila dollari sarà la cifra più bassa che sarà toccata, suggerendo che per alcuni investitori potrebbe essere l’occasione di acquistarli a prezzi ribassati.

Qualunque sarà l’andamento, il trading con i CFD è lo strumento che consente di operare sulle quotazioni delle criptovalute, che siano al rialzo o al ribasso. Quindi, seguendo le proprie valutazioni, è possibile operare aprendo una posizione di acquisto, nel caso in cui si preveda un rialzo delle quotazioni della criptovaluta in oggetto, oppure una posizione di vendita, nel caso opposto.

Tra i borker disponibili sul mercato spicca per affidabilità Trade.com, che con i suoi 2100 strumenti per operare nei mercati finanziari globali permette molteplici possibilità di investimento. Fare trading con i CFD significa acquistarli o rivenderli puntando ad ottenere il proprio guadagno in base al valore crescente o calante, senza realmente possedere le criptovalute in oggetto.

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Per fare un esempio a gennaio, nell’arco di soli 10 minuti, cinque investitori hanno investito diverse migliaia di dollari in un ATM bitcoin nel centro di Sydney per acquistare criptovalute a quelli che considerano come prezzi scontati.

Ma gli esperti non sono fiduciosi su ciò che riserva il futuro. Il signor Weston ha detto che nessuno sa davvero come andrà a finire a lungo termine. “Quello che stiamo vedendo è parte dell’evoluzione del bitcoin”, ha detto. “Abbiamo visto il coinvolgimento delle masse, abbiamo assistito all’isteria, abbiamo visto raggiungere l’hype ed ora è entrato nei radar dei regolatori come parte di questo quadro più ampio”.

Il crollo dei prezzi arriva poco dopo che Warren Buffet ha dichiarato: “Posso dire quasi con certezza che le criptovalute faranno una brutta fine”. Inoltre un nuovo rapporto nel Journal of Monetary Economics, suggerisce che i primi aumenti dei prezzi del bitcoin 2013, che inizialmente lo hanno spinto oltre 1000 dollari, sono stati manipolati. Enormi oscillazioni di prezzo come queste fanno anche dubitare dell’utilità delle criptovalute come mezzo di scambio. È difficile concordare un prezzo se cambia così rapidamente.

Intanto l’Australia sta cercando di seguire il Giappone nella regolamentazione delle criptovalute
, con la Russia che ha annunciato di voler seguire la stessa strada con una legge apposita.

Nordea Bank, la più grande banca scandinava, il 22 gennaio ha spiegato che a partire dal 28 febbraio chiederà di non fare trading su Bitcoin e sulle altre criptovalute a tutti i suoi 31.500 dipendent
i. Secondo l’agenzia Bloomberg la decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione basandosi sul fatto che si tratta di un “mercato non regolamentato”. E potrebbe rappresentare un segnale che la European Banking Federation si stia preparando a modificare la propria posizione su questi strumenti.

Già il Ceo di Jp Morgan, Jamie Dimon, aveva minacciato lo scorso settembre che avrebbe licenziato qualunque trader della banca che avesse scoperto fare trading sul Bitcoin, dicendo che si trattava di una bolla pronta a scoppiare. Ma alle minacce non aveva fatto seguire i fatti.

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