Investire in Ferrari: buone previsioni per il 2017

Ferrari in un anno ha quasi raddoppiato la propria capitalizzazione, per la gioia dei propri azionisti e di tutti gli stakeholders. Ma questo periodo di euforia durerà ancora a lungo? Cerchiamo di saperne un pò di più e valutare quel che potrebbe accadere nella casa del Cavallino Rampante.

Un settore auto dalle buone prospettive

Cominciamo con una panoramica sul settore auto, sebbene – come intuibile – Ferrari si collochi in un segmento talmente elevato da fare (quasi) un mercato a se. Il settore mantiene infatti una connotazione positiva, sebbene rimanga un’incertezza di fondo legata alle possibili ripercussioni negative derivanti dalla politica protezionistica adottata dal neo-presidente USA Trump e l’effetto derivante dalle non remote contestazioni promosse dall’Agenzia per la protezione ambientale USA sulle emissioni di alcuni modelli di auto prodotti da FCA, che hanno scatenato una serie di controlli anche nei diversi paesi europei.

Premesso ciò, in tutto il 2016 le immatricolazioni di auto in Italia sono state pari a 1,82 milioni di unità, in aumento del 15,82% rispetto a quanto realizzato nel corso dell’anno precedente. Per quanto attiene il 2017, stando alle previsioni formulate dal Centro studi Promotor, le immatricolazioni potrebbero superare i 2 milioni di unità, con uno sviluppo di oltre il 10% rispetto al 2016: una progressione che, almeno a giudicare i dati finora riscontrati nel mese di gennaio, non sembra essere irrealizzabile, valutato che il mese di gennaio si è chiuso proprio con un incremento del 10% a 171.556 veicoli.

Ferrari, un 2016 da ricordare

Introdotte le buone valutazioni sul mercato auto, passiamo a occuparci più nel dettaglio di Ferrari, ricordando come la società del Cavallino Rampante abbia chiuso positivamente il primo anno successivo alla separazione da Fiat Chrysler. La società ha infatti mandato in archivio il 2016 forte di un utile netto di 400 milioni di euro, in aumento del 38% rispetto a quanto la società riuscì a fare nel corso del 2015. Forte è anche la crescita dei ricavi netti, ora pari a 3,1 miliardi di euro, in incremento dell’8,8% rispetto all’anno precedente, ma del 9,4% a cambi costanti (ovvero, nell’ipotesi di costanza del cambio con il dollaro e con le altre principali valute con le quali sono stati contraddistinti i ricavi).

Tra gli altri elementi di opportuna valutazione, rileviamo un indebitamento industriale netto in calo a 653 milioni di euro a fronte dei 797 milioni di euro di fine 2015. Il margine operativo lordo rettificato è invece salito a quota 880 milioni di euro, con un margine al 28,3% del valore della produzione. Su scala commerciale, le consegne totali hanno raggiunto le 8.014 unità, con una crescita del 4,6% su base annua.

Le previsioni per il 2017

Volgiamo ora lo sguardo a quel che potrebbe accadere nel corso del 2017, un esercizio che per la società sarà fondamentale per poter rispettare i piani di crescita previsti. In particolar modo, nel 2017 la società ha affermato di voler raggiungere quota 8.400 consegne, con un incremento di quasi 400 unità rispetto all’anno appena concluso, e con un incremento che è pertanto piuttosto sostanzioso, ma comunque non certo utopistico, come ricordato da una buona parte degli analisti.

Per quanto attiene gli altri obiettivi che la società si è data, sottolineiamo la presenza di ricavi netti previsti per oltre 3,3 miliardi, e dunque più di 200 milioni di euro rispetto a quanto generato nel corso del 2016. Ancora, è presente un EBITDA rettificato 2017 pari a oltre 950 milioni di euro e un indebitamento industriale netto pari a 500 milioni di euro.

A nostro giudizio, gli obiettivi di sviluppo che Ferrari si è posta sono piuttosto sfidanti ma comunque raggiungibili e, soprattutto, di particolare interesse per il settore. Secondo alcuni altri analisti, invece, le previsioni per l’anno in corso sono positive ma sono anche piuttosto prudenziali. Chi avrà ragione?

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