Investire nel Rame: guida completa

Il rame è una materia prima vissuta in subordinazione ad oro, argento e bronzo, ma in vero risulta il metallo usato da più tempo dall’umanità.

Sebbene non venga considerato tanto quanto altri metalli (ad esempio rispetto al bronzo), risulta possibile fare investimenti nel rame.

Ovviamente, rispetto ad oro e argento, è più facile comprare e possedere questa materia prima per poi rivenderla, in quanto il rame ha doti elevate di conduzione di corrente elettrica seconda solo all’argento, ed è molto utilizzata.

Ecco dunque che è bene passare in esame la natura del rame, il suo utilizzo nella storia dell’umanità, se conviene investire nel rame ed eventualmente come farlo.

Nel trading con le opzioni binarie, non è di certo noto quanto l’oro e il petrolio, ma può essere interessante capirne i meccanismi principali, perché può risultare una essenziale opportunità di ottenere profitti elevati.

Quotazione Rame


Grafico in tempo reale quotazione rame.

Il Rame: cos’è

Fra i metalli non ferrosi più utilizzati nel mondo, il rame è al secondo posto dopo l’alluminio.

Il rame allo stato puro influenza solo per l’1% la produzione mondiale, e i principali giacimenti si trovano in Cile, USA, Canada, Indonesia, Australia, Perù e Cina e contribuiscono per oltre il 70% alla produzione mondiale.

L’industria del rame ha una struttura variegata: Stati Uniti e Canada hanno grandi società multinazionali che passano al vaglio tutte le fasi, dall’estrazione della materia prima alla distribuzione del prodotto finito.

Cile, Perú, Zambia e Zaire (Paesi che sul rame basano in maggiore o minor portata la loro economia) si sono pure riuniti formando un consorzio di esportazione (CIPEC), che detiene il controllo di quasi la metà del commercio mondiale, al fine di garantirsi un equo guadagno delle materie prime fornite.

Anche in questo settore si è ormai rotto l’inizial equilibrio poggiato su condizioni molto propositive per gli importatori, mentre gli esportatori riuscivano godere solo in minima parte della ricchezza prodotta.

Il commercio internazionale del metallo è molto versatile, i principali importatori sono diventati Germania, Gran Bretagna, Francia, Giappone, Italia, Belgio; i principali esportatori sono Zambia, Cile, Canada, Zaire, USA. L’andamento del mercato del rame rappresenta sì la situazione politico-economica internazionale, ma subisce in maniera notevole anche di manovre speculative.

Il prezzo infatti subisce l’influenza non solo dal tenore del minerale e dai costi d’impianto, ma anche dalla situazione politica internazionale.

Investimenti nel rame, un metallo diffuso

Una cosa importante da segnalare è che il rame è un materiale molto diffuso nei processi industriali sia nel settore privato che in quello pubblico; a differenza di altri metalli più preziosi, è il primo protagonista nella realizzazione di importanti opere, per esempio viene usato nei trasporti di gas e di acqua potabile, ma non solo, anche nell’industria in generale e nella coniazione di monete.

Le varie e buone qualità fanno del rame uno dei metalli più ricercati, anche perché ha un prezzo più basso degli altri.

Lo scambio finanziario del rame si verifica in particolare modo al London Metal Exchange (LME), ma viene anche scambiato, in quantità inferiori, anche al New York Mercatile Exchange (NYMEZ) e allo Shanghai Futures Exchange (SFE).

La Cina è il più grande consumatore di rame, con circa il 40% del fabbisogno mondiale, a seguire viene il Giappone.

Come fare investimenti nel rame

Si può investire sul rame attraverso vari strumenti finanziari come contratti a temine Futures, e prodotti derivati come i CFD.

Tra le varie materie prime ce ne sono alcune che vengono ritenute davvero convenienti per fare trading binario, grazie alla loro volatilità, che offre ai trader le più svariate opportunità di investimento. Il rame di certo rientra tra gli asset più apprezzati dai trader che cercano rendimenti sia nel breve, che nel lungo periodo.

Un’attenta analisi dei grafici storici mette in risalto che nel corso degli ultimi anni, il prezzo del rame ha avuto un andamento dalla varie similarità per certi aspetti con quello dell’oro: dopo una forte tendenza al rialzo, nel 2008 c’è stato invece un crollo, provocato dall’ultima crisi, che ha avuto ripercussioni negative sulla produzione industriale e, di conseguenza, una diminuzione della domanda di materie prime.

Dal 2011 la quotazione del rame è salita verso un livello corretto, dal 2014 è iniziato un drastico calo, fino ai giorni d’oggi. Invece, dopo le elezioni di Trump c’è stato un alto riscontro positivo, con un rialzo settimanale di oltre il 10%, e un recupero totale dai minimi pluriennali di gennaio di quasi il 30%.

Dal punto di vista degli investimenti, il rame si divide in rame finanziario e rame materiale.

Investimento finanziario nel rame

Il rame finanziario o immateriale è quello su cui lucrare attraverso titoli azionari. O puntando sulla materia prima stessa o sulle società dedite all’estrazione.

Per poter fare investimenti nel cosiddetto rame finanziario, bisogna affidarsi a piattaforme di trading, le quali consentono quattro grandi categorie di asset: materie prime; coppie di valute; maggiori indici; titoli azionari di società quotate in Borsa. Di conseguenza il rame rientra nella prima casistica.

Il rame viene scambiato per prima cosa sul mercato London Metal Exchange (LME), e poi seguono a ruota il New York Mercatile Exchange (NYMEZ) e lo Shanghai Futures Exchange (SFE). Quest’ultimo infatti non va sottovalutato, anzi. Può essere preferito proprio perché, la Cina è un grande estrattore di rame ma anche un importante produttore, che è in grado coprire di fatto da sola circa il 40% del fabbisogno mondiale. Senza sottovalutare il Giappone, che il rame se lo produce solo.

E’ possibile investire sul rame mediante 2 strumenti finanziari:

  • contratti a temine Futures: sono contratti standardizzati, attraverso i quali colui che compra si impegna a pagare, a una scadenza prefissata, uno specifico prezzo in cambio di una precisa quantità di rame. Tali contratti si estinguono alla scadenza o qualora venga stipulato un nuovo contratto.
  • prodotti derivati come i CFD: acronimo di Contratti per differenza, sono derivati finanziari, attarverso i quali si riesce ad ottenere profitto dalle variazioni di prezzo del rame. Tecnicamente i CFD replicano in modo passivo il prezzo dei futures sul rame. Tra le migliori piattaforme CFD per investire in Rame segnaliamo Plus500 (clicca qui per il sito ufficiale). Si tratta di una piattaforma molto affidabile e sicura, assolutamente senza nessun tipo di commissione e quindi molto apprezzata dagli investitori.

Volatilità e influenze del prezzo del rame

Le statistiche descrivono il prezzo del rame come molto volatile, persino nella stessa giornata. Ma ciò non deve essere visto come un fatto solo negativo: offre infatti anche molti spunti per il trading.

Il suo valore è molto legato a quello dell’oro, in quanto, molti oggetti d’oro, soprattutto quelli meno preziosi, sono lavorati utilizzando anche il rame. Negli ultimi dieci anni, il rame ha subito varie fluttuazioni del proprio prezzo. Nel 2011 il suo valore è tornato su un livello standard. Nel 2014 c’è stato un nuovo particolare calo, a cui ha fatto seguito anche l’anno successivo.

Il calo del prezzo in quel biennio negativo è stato misurato nel 26% del prezzo del rame considerato standard e normale. L’elezione di Trump ha invece fatto sì che il rame aumentasse di quasi 10 punti percentuali raggiungendo un recupero totale dai minimi pluriennali di gennaio di quasi il 30%. Il tutto a causa del fatto che si è verificato una diminuzione della crescita della domanda da parte dei consumatori cinesi.

Come tutti sanno, in Borsa ogni evento può influenzarne l’andamento. Ed essendo il rame un bene molto quotato, i fattori economici, politici e sociali possono influenzare di gran lunga l’andamento borsistico del rame.

Pertanto, se si vuole investire sui mezzi finanziari ad esso legati, bisogna prestare attenzione a cosa succede in paesi quali Cile, Perù, Cina, Giappone e Stati Uniti. Per quanto concerne in particolare il Giappone, dato che è un paese in particolare produttore di rame più che possessore, meglio prestare attenzione all’ industria elettronica. Dato che questa materia prima è molto usata anche in questo settore.

Negli ultimi anni, peraltro, i colossi elettronici giapponesi stanno avendo degli andamenti altalenanti come i produttori di videogame ai televisori, fino ad altre tecnologie. Infine un’attenzione va alla domanda che arriva dai paesi in via di sviluppo, come India e Brasile. Stati che ora stanno vivendi la propria rivoluzione industriale e quindi hanno bisogno di un materiale importante come il rame.

Gli elementi che influiscono sul prezzo del rame

Se si decide di fare investimenti sul rame si devono considerare vari fattori che possono incidere sulla quotazione del rame.

Per prima cosa c’è bisogno di tenere conto dell’offerta, ovvero di chi vende il rame. Essendo i maggiori estrattori di questa materia prima Perù, Cina e soprattutto Cile, di conseguenza i maggiori avvenimenti sociali, politici ed economici, che coinvolgono tali Paesi possono ricadere sulla valutazione del rame.

Mentre, per quel che concerne la domanda, ossia chi acquista, bisogna, invece, imparare a capire quali sono gli Stati che ne fanno un maggiore uso: e sono il Giappone e la Cina, quest’ultima si classifica sul podio dei produttori, ma detiene, come detto in precedenza, anche il primato per le importazioni.

Quindi, la stabilità economica della Cina e lo stato di salute dell’industria nipponica, in particolare quella elettronica, possono incidere sul prezzo del rame.

Infine, il trader deve tener conto anche dell’incremento della domanda proveniente dai Paesi in via di sviluppo.

One Response to Investire nel Rame: guida completa

  1. Maurizio Botta ha detto:

    Con un minimo di impegno il rame può valere più dell’oro, andando al rialzo oppure al ribasso con piattaforme come plus500

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