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Investitore intelligente: recensione del capolavoro di Graham

L’Investitore intelligente è probabilmente uno dei più importanti libri nella storia dell’economia finanziaria, un must-have per qualsiasi investitore o semplice appassionato di mercati ed investimenti.

Pubblicato nel 1949 da Benjamin Graham, Investitore intelligente ha letteralmente fondato molti concetti di importanza capitale. Alcuni esempi sono il “Value Investing”, una chiara divisione tra investimenti e speculazione, oltre ad una serie di brillanti analisi sul tema dell’inflazione e sui meccanismi dei mercati.

Nella guida di oggi ci occuperemo di recensire in maniera approfondita il capolavoro di Graham, analizzando tutti i temi centrali del libro.

Una volta che avremo compreso la filosofia economica del più grande analista del secolo scorso, potremo anche capire come applicarla oggigiorno, magari utilizzando una delle migliori piattaforme di trading online come eToro, leader mondiale del social trading, o ForexTB, il quale fornisce anche un’ottima guida gratuita a tutti i suoi utenti.

Per prima cosa però, cerchiamo di conoscere meglio l’autore del libro, Benjamin Graham, ripercorrendo i momenti più importanti della sua vita.

Chi è Benjamin Graham, autore de “Investitore intelligente”

Benjamin Grossbaum nasce nel 1894 a Londra, anche se non conoscerà mai la capitale inglese, poiché la famiglia di origini ebraiche si trasferì per motivi lavorativi negli Stati Uniti quando lui aveva appena un anno.

Alla morte del padre sopraggiunsero diversi problemi di carattere economico, tant’è che Benjamin  entrò alla Columbia University grazie ad una borsa di studio destinata agli studenti più capaci e meritevoli.

La sua carriera universitaria fu a dir poco brillante: all’età di 20 anni ottenne la laurea in Scienze, ma si distinse in diversi campi, quali le lettere classiche, la matematica e la filosofia.

Per questo, gli furono offerte cattedre in diverse facoltà, ma egli decise per una strada che ai tempi fu considerata inusuale se non rivoluzionaria per un neo laureato: lavorare a Wall Street.

Ai tempi, gli accademici non vedevano il mondo della finanza come un vero sbocco lavorativo, soprattutto chi aveva avuto una formazione come quella di Benjamin.

Iniziò a lavorare per una nota società di brokeraggio, la Newburger, Henderson & Loeb, con ruoli di secondo o terzo rango e guadagnando appena 12 dollari la settimana.

Tuttavia, la gavetta gli permise di entrare nelle grazie dei proprietari, che non gli rifiutarono una carriera ai massimi livelli.

A 25 anni Benjamin Grossbaum guadagnava circa 600.000 mila dollari l’anno, equivalenti a quasi 8 milioni odierni.

Di certo il ragazzo aveva dimostrato di aver un ottimo fiuto non solo per gli affari in senso stretto, ma anche in senso più ampio, comprendendo molto bene che la borsa e il mercato sarebbero stati il futuro degli Stati Uniti e non solo.

Cambierà poi il cognome in Graham e fonderà la sua società di investimenti, la Graham-Newman Partnership, famosa per aver assunto quello che sarà il migliore allievo di Graham, ossia Warren Buffett.

Introduzione all’Investitore Intelligente: cos’è il Value Investing

L’esperienza a capo del fondo di investimento Graham-Newman Partnership darà modo a Benjamin di conoscere più da vicino i mercati, le loro strutture e meccaniche, conoscenze che poi confluiranno in larga parte nel libro di cui tratteremo oggi.

Un primo importante concetto è il Value Investing, tecnica di investimento che si è confermata assolutamente vincente nel tempo, che non so ha fatto le fortune dello stesso Graham, ma anche del suo allievo più celebre, Warren Buffett.

Sebbene tra i due sussistano alcune differenze teoriche e di approccio, possiamo definire il Value Investing come quella tecnica di investimento che si basa sull’acquisto di asset e titoli con un valore di mercato inferiore al valore intrinseco.

Tutto ciò può sembrare banale: se il valore di un titolo è minore di quello del business sottostante è ben lecito aspettarsi un aumento in borsa. Tuttavia, questo discorso ne implica altri due molto importanti:

  • il saper valutare molto bene il valore di un asset, senza affidarsi completamente alla valutazione del mercato, che come vedremo può essere “bipolare”;
  • la differenza tra speculazione ed investimento, molto importante per motivi che vedremo molto a breve.

Nel tempo la concezione pratica di Value Investing è cambiata, ma il nocciolo della questione rimane identico ed è uno dei motivi per cui Graham è considerato all’unanimità uno dei padri della finanza.

È interessante notare come una simile concezione strizzi maggiormente l’occhio verso una tipologia di investimento più ragionata e legata al reale valore dei sottostanti, senza cercare di sfruttare troppo la frenesia dei mercati, che potrebbero causare delle vere e proprie bolle.

Tutto ciò diviene ancora più chiaro nel primo paragrafo dell’opera “Investimento e speculazione: i risultati che l’investitore intelligente può attendere”.

Investimento e speculazione ne “l’investitore intelligente”

Il libro si apre con una chiarificazione già presente nel precedente lavoro di Graham “Secutity Analisis”, ripresa in maniera letterale:

«Un investimento è un’operazione che, sulla base di un’approfondita analisi, garantisce la sicurezza del capitale e un adeguato ritorno. Operazioni che non presentano tali requisiti sono speculative.»

Ci sono quindi 3 regole che differenziano uno speculatore da un investitore:

  1. effettuare un’analisi approfondita del titolo, verificando il reale valore del sottostante o dell’azienda che di cui sono proprie le azioni;
  2. proteggere in maniera calcolata il capitale da eventuali rischi, introducendo anche il concetto di “margine di sicurezza”,
  3. puntare primariamente ad un ritorno adeguato, senza mirare inseguire profitti eclatanti ma troppo rischiosi.

Da ciò emerge la figura dell’investitore intelligente che analizza autonomamente il valore delle società su cui è intenzionato ad investire, per conoscere effettivamente la solidità del business che le alimenta, e da ciò trae le sue conclusioni.

Lo speculatore, viceversa, considera quasi unicamente il valore di un asset da quello che viene indicato dal mercato, cercando di sfruttare occasioni pur senza interessarsi al valore intrinseco dei titoli.

Ovviamente un altro tratto distintivo è il rapporto con il rischio, che indica in maniera molto netta l’atteggiamento di una persona nei confronti del mercato, ma su questo tema torneremo in seguito.

Adesso andrà affrontato un altro tema importantissimo dell’opera di Graham, che coprirà tutta la parte centrale del libro: il portafoglio dell’investitore.

Investitore intelligente: strategie fondamentali di portafoglio

Cos’è che qualifica lo stile di un investitore? È questa la prima domanda a cui risponde la parte centrale di un libro, fornendo una risposta per certi versi inaspettata.

Per Graham l’aggressività di un investitore, e per trasposizione anche di un portafoglio, non è data da quanto sono rischiose le azioni che tratta, ma da che tipo di stile si assume, dall’impegno proteso per questa attività e in generale dal tipo di investitore che si vuole essere.

A tal proposito delinea due archetipi completamente contrapposti:

  • l’investitore attivo: il quale produce un portafoglio dinamico, contenente un buon mix di asset eterogenei;
  • l’investitore passivo: il quale assembla un portafoglio di titoli molto sicuri e solidi e che non richieda sforzi eccessivi nel suo mantenimento.
tipologie di trader

Il primo approccio è logicamente ambizioso, adatto ad un investitore molto appassionato e capace, che concepisci l’attività di investimento come un lavoro a tempo pieno.

Il secondo, invece, assume un atteggiamento più passivo, meno rischioso e meno improntato “all’attacco” dei mercati.

Vien da sé che coloro che appartengono alla prima categorie hanno maggiori probabilità di ottenere rendimenti molto alti, anche investendo molto tempo e molte energie.

Entrambi, comunque, possono essere considerati investitori intelligenti, a patto però di osservare 7 regole fondamentali dell’investimento.

Investitore intelligente: le 7 Regole fondamentali

Le 7 regole fondamentali furono pensate per essere applicate ai titoli azionari, tuttavia risultano efficaci con tutti i mercati, anche se con le dovute correzioni.

Ad ogni modo le 7 regole sono le seguenti:

  1. investire in aziende con una dimensione adeguata: la prima regola suggerisce di investire in aziende con un fatturato di almeno 100 milioni (50 milioni per le commodities), poiché le piccole società sarebbero più fragili. Ovviamente oggigiorno sappiamo che non è sempre così, ma negli anni ’70 si rivelò una regola d’oro;
  2. la situazione finanziaria deve sempre essere stabile: il valore degli asset non deve mai essere inferiore rispetto al doppio dell’indebitamento;
  3. utili frequenti e costanti negli anni: prima di investire in una società dobbiamo sincerarci che abbia effettivamente prodotto utili negli ultimi 10 anni;
  4. dividendi: i dividendi devono essere stati sempre corrisposti negli ultimi 10 anni senza interruzioni. Anche questa regola può subire interpretazioni contrastanti, dato che oggi diversi colossi come Google non ne rilasciano affatto;
  5. crescita degli utili: gli utili devono essere aumentati di almeno un terzo nell’ultimo decennio;
  6. rapporto prezzo/utili: per Graham il rapporto è moderato, dunque buono, se il prezzo delle azioni non eguaglia più di 15 volte il valore medio degli utili per ciò che riguarda gli ultimi 3 anni;
  7. rapporto prezzo/valore contabile degli asset: il valore delle azioni non deve superare di 1,5 volte il valore contabile degli asset.

Inutile sottolineare quanto molte di queste regole oggi siano considerabili anacronistiche: una guida come quella offerta gratuitamente da ForexTB potrebbe risultare più performante, poiché a noi contemporanea.

Seguirle tutte non avrebbe consentito di scovare alcune start-up diventate poi di successo, ma è anche vero che avrebbero evitato di inciampare in bolle come quella delle dat-com, dimostrando di essere molto utili anche oggi.

Le fluttuazioni di mercato e Mr. Market

Passiamo ad un altro tema centrale del libro: le fluttuazioni di mercato. Graham spiega che queste non sono affatto da temere, per quanto possano risultare a volte difficile da prevedere e non raramente possono scompigliare i piani di un trader.

Tuttavia, l’investitore intelligente è proprio colui che sa prevedere i flussi e dunque sfruttarli a suo vantaggio.

Oggi questi concetti possono apparire banali, ma è così proprio grazie all’opera di divulgazione di cui oggi ci occupiamo, che per prima ha fornito queste utili coordinate anche a coloro che non erano propri dell’ambiente.

Per favorire la comprensione delle fluttuazioni di mercato Graham utilizzò un’allegoria diventata poi molto celebre: Mr. Market.

Mr Market in "Investitore intelligente"

L’autore de “L’investitore intelligente”, Benjamin Graham, ci spiega chi è Mr. Market.

Mister Market (o Signor Mercato) è descritto come un socio in affari che ogni giorno prova a comprare la vostra partecipazione e a vendere la propria.

Mr. Market è però bipolare: ogni giorno cambia le sue valutazioni, le quali sono vittima del suo stato d’animo e possono essere positive ed ottimistiche un giorno, del tutto negative il giorno dopo.

Certo non è un tipo del tutto affidabile, ma l’investitore intelligente sa come trattare con lui, e l’allegoria si conclude con i due principali modi per beneficiare delle fluttuazioni del mercato:

  • Vendere quando i prezzi dei titoli sono molto più alti rispetto al valore intrinseco;
  • Comprare quando i prezzi dei titoli sono molti più bassi rispetto al valore intrinseco.

Ovviamente la comprensione del valore di un asset è la competenza più importante che deve possedere un investitore intelligente, poiché fonda tutte le teorie che stiamo analizzando.

Per fare ciò non possiamo prescindere dal capire come valutare il margine di sicurezza di un dato titolo, come vedremo nel prossimo paragrafo.

Investitore intelligente: margine di sicurezza

Il margine di sicurezza è definito dallo stesso Graham un concetto centrale, non solo della sua opera, ma dell’economia di mercato stessa.

Per definizione, che possiamo trovare sia in “Investitore intelligente” sia in “Security Analisis”, il margine di sicurezza è rappresentato dalla differenza tra il valore intrinseco di un titolo e il suo prezzo sui mercati finanziari.

Capire il valore intrinseco rimane ancora una volta molto importante e assolutamente preliminare ad ogni altra nostra valutazione finanziaria.

Graham ci spiega che per fare ciò dovremo affidarci ad una serie di fattori fondamentali, come gli utili, il loro rapporto di crescita ed altri già analizzati quando abbiamo elencatole 7 regole.

Ma l’autore fa molto di più che delineare generiche linee per valutare il valore intrinseco di un asset, ma ci fornisce una vera e propria formula:

V = EPS x (P/U + 2g); o per esteso Valore Intrinseco= utile per azione x (rapporto prezzo/utili + 2 volte il tasso di crescita a lungo termine).

Insomma, arrivati a questo punto avremo effettivamente tutte le carte in regole per provare ad investire sui mercati finanziari.

Le dritte fornite sono oggi ancora utili, tuttavia il mercato da allora è cambiato e non di poco. In primis i metodi per accedere ai mercati.

Se quando il libro veniva pensato e scritto accedere ai mercati era cosa da pochi, oggi chiunque può investire anche comodamente da casa.

Il trading online ha permesso una diffusione quasi capillare del settore, riducendone anche i costi a livelli ormai approcciabili da quasi ogni tipologia di utente.

Per fare ciò bisogna però scegliere un broker certificato ed affidabile, il quale possa effettivamente offrire asset e strumenti utili per i trader.

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Nel corso della nostra recensione abbiamo visto quanto Graham fosse una mente davvero geniale per l’epoca, ma abbiamo constatato che molti dei suoi concetti possono risentire del peso degli anni.

Dopotutto il mercato cambia di continuo e anche con una certa velocità. Per questo poter disporre di un corso aggiornato e redatto dai migliori analisti al mondo, per di più gratuitamente è un grosso vantaggio.

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Conclusioni e opinioni su Investitore Intelligente di Benjamin Graham

Investitore intelligente di Benjamin Graham è uno dei testi più importanti per la storia dell’economia, vera e propria pietra miliare del genere.

Le teorie sul Value Investing hanno portato ad incredibili risultati il suo fondo di investimenti, continuando a produrre risultati ben oltre la sua morte.

Non a caso Warren Buffett, sfruttando proprio le conoscenze del maestro, è diventato il più grande Value Investor di sempre, raggiungendo un patrimonio di oltre 90 miliardi di dollari.

L’oracolo di Omaha ha dimostrato in maniera schiacciante quanto le intuizioni di Graham fossero giuste, la gran parte delle quali condensate in un libro assolutamente imperdibile sia per gli investitori alle prime armi, sia per gli appassionati di economia più in generale.

Ricordiamo però, infine, che il mondo degli investimenti, e così il trading online, è tutt’altro che facile da approcciare, soprattutto senza competenze o esperienza.

Anche studiare con metodo un testo del genere non vi renderà immediatamente grandi investitori. Proprio per questo si consiglia, almeno ai più inesperti, di provare sempre un conto demo prima di depositare il proprio denaro.

FAQ sul libro Investitore Intelligente

L’investitore intelligente è un libro consigliato per i trader principianti?

Si, è un libro consigliato a tutte le categorie di trader, puramente divulgativo e di facile comprensione anche al netto di un linguaggio abbastanza tecnico.

L’investitore intelligente è un libro ancora attuale?

Sebbene il libro sia stato scritto ormai 40 anni fa e presenti molti esempi di aziende non più esistenti, i concetti e le basi rimangono assolutamente valide tutt’oggi per inquadrare il mondo della finanza.

Gli insegnamenti presenti nel libro sono applicabili a tutti i mercati finanziari?

Il libro fa maggiormente riferimento al mercato azionari, ma con i dovuti aggiustamenti possono essere molto utili anche per altri settori e mercati.

L’investitore intelligente risulta fruibile per persone che non hanno nessuna conoscenza sul mondo della finanza?

Il libro spiega anche concetti basilari e propedeutici, utilizzando però un linguaggio abbastanza tecnico. Risulta pertanto fruibile ma richiederà attenzione se non si ha alcuna conoscenza del settore.

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