Mercati azionari

Ipo, cos’è e come funziona, la guida completa

IPO è l’acronimo inglese di Initial Public Offering, alias in italiano con Offerta pubblica iniziale. Essa non è altro che un’offerta destinata al pubblico per l’acquisto dei titoli azionari di una società che ha lo scopo di quotarsi in borsa.

Ecco quindi che bisogna cercare di capire come funziona un’IPO e cosa determina il suo prezzo. E soprattutto quali vantaggi ha una società nel quotarsi in borsa e di che benefici possono godere i trader?

IPO: cos’è

Una offerta pubblica iniziale (IPO) fa riferimento alla prima volta che le azioni di una società privata vengono offerte al pubblico. Spesso emesse da società emergenti con piani di espansione, le IPO sono un buon mezzo per la raccolta di capitali. Esse permettono pure alle grandi aziende di proprietà privata di poter ricevere una negoziazione in maniera pubblica.

Una volta che una società entra in un simile processo, smette di essere una società privata e invece si trasforma in una società quotata in borsa sulla relativa borsa valori. Questo vuol dire che deve rendere pubblici i propri bilanci e condividere le dichiarazioni di crescita e utili.

IPO: classifica delle tipologie

L’IPO si divide in delle tipologie varie a seconda del fatto se la società sia quotata in borsa o meno. Le tipologie sono tre, e sono le seguenti:

  • OPS: offerta pubblica di sottoscrizione che riguarda la vendita di azioni del tutto nuove pubblicate da una società che sta per quotarsi in borsa.
  • OPV: offerta pubblica di vendita che si verifica quando una società vende azioni non nuove, ma già avute in passato da altri azionisti.
  • OPVS: offerta pubblica di vendita e di sottoscrizione, che rappresenta un mix delle due suddette.

La palese distinzione fra le prime due modalità consiste nell’incasso. Nell’OPS esso entra nelle casse della società essendo quest’ultima a cedere la propria quota. Nel caso dell’OPV, invece, l’incasso va interamente ai precedenti possessori delle azioni.

IPO: cosa stabilisce il prezzo?

Fare un calcolo del prezzo dell’IPO è un’operazione finanziaria piuttosto annodata. Esso viene misurato servendosi di un processo oggettivo e ben delineato, che normalmente viene determinato dal mercato. Esistono soprattutto tre metodi utili per stabilire il prezzo del titolo azionario che si appresta a quotarsi sul mercato:

  • Book building
  • Asta
  • offerta a prezzo fisso

In Italia la prima modalità è quella più nota. Questo metodo genera la forchetta di prezzo del nuovo titolo azionario che si calcola in base alla domanda degli investitori istituzionali. Il global coordinator compie la gestione di questa fase e ha il compito di dover raccogliere tutti gli ordini di acquisto di questa categoria di investitori.

Anche il calcolo della forchetta di prezzo dell’IPO è un’operazione finanziaria non facile a dirsi. Per determinarla esistono tre diversi metodi:

  • Metodo reddituale, che è quello più popolare e calcola i futuri flussi di cassa della società che si sta per quotare in borsa.
  • Metodo dei multipli di mercato, che consiste nel confrontare i multipli della società pronta alla quotazione con quelle dello stesso settore che hanno già effettuato la quotazione sul mercato.
  • Metodo patrimoniale, ossia un metodo utilizzato quando è difficile valutare la società che desidera quotarsi.

Quest’ultima fase a volte può indurre al fallimento della quotazione in borsa. Infatti se la forchetta di prezzo è troppo alta rispetto al valore della società, gli investitori non verranno attratti dall’offerta e non potranno partecipare all’IPO. In caso di successo invece si passerà all’esame del book building e si stabilirà il prezzo finale del titolo azionario. Molte volte il prezzo finale si stabilisce al termine dell’IPO.

IPO: perché una società è in grado di quotarsi

Una società decide di quotarsi in borsa soprattutto per ragioni economiche. Infatti grazie alla cessione di una quota, essa potrà avere nuova liquidità da poter investire e poi permettere alla società di avere una crescita. Inoltre il vantaggio arriva anche per quanto concerne l’indebitamento societario.

Un istituto bancario presterà infatti denaro più facilmente a una società quotata, in quanto quest’ultima avrà maggiori garanzie. Quotarsi vuol dire anche aprire le porte a nuovi investitori, tra cui eventuali nuovi soci istituzionali, e quindi a nuovi capitali.

Infine c’è anche un discorso di marketing. Una società quotata in borsa ha infatti di certo più visibilità rispetto a un’azienda che non ha effettuato la quotazione.

IPO: perché gli investitori hanno interesse

Un investitore può essere interessato all’IPO di una nuova società perché può essere legata ad un’opportunità di guadagno. Se un risparmiatore ritiene che una società che si sta per quotare in borsa possa avere buoni margini di crescita, allora potrebbe essere interessato all’acquisto. Nel caso in cui questa previsione fosse vera l’investitore avrebbe in futuro azioni di maggior valore rispetto al prezzo dell’IPO.

Oltre per gli investitori cassettisti, che pensano sia conveniente un investimento a lungo termine, l’IPO può essere un terreno positivo anche per gli speculatori. Attraverso la tecnica del flipping un investitore sarà in grado di acquistare le azioni al giorno d’esordio in borsa per poi rivenderle nei giorni dopo qualora il prezzo dovesse aumentare.

IPO: trading CFD

Il trading ha sempre dei rischi, ma con le IPO i rischi sono ulteriori, in quanto ci sono sporadici dati storici (o addirittura nessuno) da esaminare.

Il consiglio dunque è quello di guardare il calendario economico per scovare le date delle successive offerte pubbliche e seguire le notizie finanziarie per raggiungere quante più informazioni sulla società.

Una volta che l’IPO si verifica, si può fare trading sulle azioni della società, come si farebbe su qualsiasi altra società.

La tecnica del flipping viene spesso usata dai trader che investono grazie ai CFD, usando quindi l’effetto della leva finanziaria per allargare le proprie entrate. Ad esempio con una leva fissata a 1:10 un investimento di 1.000€ risulterà pari a 10.000€.

Questo mezzo finanziario è però un’arma a doppio taglio poiché non solo i profitti sono aumentati in modo proporzionale, ma pure le eventuali perdite. Una perdita ingente potrebbe mettere in pericolo il capitale investito.

Attraverso i CFD è infatti fattibile fare trading sui titoli azionari. Addirittura, di recente, IQ Option ha implementato questa funzione sulla propria piattaforma, che racchiude anche la possibilità di fare trading sulle criptovalute, sulle valute del Forex, sulle materie prime, sugli ETF e sulle opzioni digitali. Puoi leggere la recensione di Iq Option qui.

C’è poi un altro broker che consente il trading grazie ai CFD sui titoli, ed è eToro. Quest’ultimo è famoso in Italia grazie alla funzione del Social Trading. Esso non è altro che lo scambio di opinioni fra gli utenti della piattaforma per permettere l’esperienza migliore di trading. Infatti i trader principianti potranno assorbire le migliori strategie dai trader più esperti grazie a un rapporto diretto sulla piattaforma di eToro.

Su eToro è disponibile una vasta gamma di titoli azionari su cui si può fare investimenti grazie ai CFD. Se l’IPO di un titolo azionario dovesse riscontrare ampio successo probabilmente esso potrebbe essere immesso sulla piattaforma di trading online eToro.

Grazie alla funzione del copy trading, eToro consente ai trader neofiti di poter replicare le operazioni dei trader più esperti scegliendo l’importo e la possibilità di chiudere in modo autonomo le posizioni copiate. Puoi iscriverti gratis alla piattaforma eToro cliccando qui. Puoi leggere la nostra recensione di eToro qui.

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