Istat, il Pil italiano cresce dello 0,8%, cala la pressione fiscale

Il Pil italiano torna a crescere dopo tre anni di flessioni, è questo il dato registrato dall’Istituto nazionale di statistica nella pubblicazione su Pil e indebitamento della Pubblica amministrazione. Un dato leggermente superiore alla stima provvisoria dello 0,7% ma inferiore al +0,9% della nota di aggiornamento al Def dello scorso settembre (corretta dal governo allo 0,8% a dicembre, nda). Numeri comunque nettamente inferiori a quelli dei principali Paesi sviluppati: Stati Uniti (2,4%), nel Regno Unito (2,2%), in Germania (1,7%) e in Francia (1,2%).

Andamento-PIL

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Nonostante il rialzo sia inferiore al punto percentuale è importante registrare un cambio di tendenza nella dinamica del Prodotto, che a livello di volumi rimane, però, inferiore, fatto registrare nel 2000.
Nel 2015 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 1.636.372 milioni di euro, con un aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

LA DOMANDA Nella crescita del Pil ha contribuito per ben lo 0,5% la domanda interna, che compensa la domanda estera netta in calo dello 0,3%. “Nel 2015 – spiega l’stat – la spesa per consumi finali delle famiglie residenti è cresciuta in volume dello 0,9% (0,6% nel 2014).
La spesa per consumi di beni è aumentata dell’1,4%, quella di servizi dello 0,7%. In termini di funzioni di consumo gli aumenti più accentuati, in volume, riguardano la spesa per trasporti (5,5%), per l’istruzione (2,7%) e per ricreazione e cultura (2,4%); la componente che segna la diminuzione più accentuata è quella della spesa per beni e servizi vari (-1,5%)”.

Nei rapporti con l’estero, le esportazioni di beni e servizi sono aumentate del 4,3% e le importazioni del 6,0%. A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (3,8%), nell’industria in senso stretto (1,3%) e nelle attività dei servizi (0,4%). Le costruzioni hanno invece registrato un calo dello 0,7%.

SCENDE LA PRESSIONE FISCALE PER LE IMPRESE La pressione fiscale complessiva, calcolata come ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil, è risultata pari al 43,3% nel 2015, in calo dello 0,3% rispetto al 2014.
Nel 2015 le entrate totali delle amministrazioni pubbliche sono aumentate dello 0,6% rispetto all’anno precedente, con un’incidenza sul Pil del 47,8%. Le entrate correnti ammontano al 47,4% del Pil, in aumento dello 0,8%.
In particolare, le imposte indirette sono diminuite dello 0,5% prevalentemente come effetto della riduzione dell’Irap e dell’imposta sull’energia elettrica, in parte compensata dall’incremento del gettito Iva.
Le imposte dirette, invece, sono risultate in aumento dell’1,9%, per effetto della “marcata crescita dell’Irpef”, dell’andamento positivo dell’Ires e delle imposte sostitutive. I contributi sociali effettivi hanno segnato un incremento del 2% rispetto al 2014.

BENE IL DEFICIT, MALE IL DEBITO PUBBLICO Migliorano i conti pubblici. Nel 2015 il rapporto deficit-pil è infatti sceso al 2,6%, in linea con quanto stimato dal governo, dal 3% fatto registrare nel 2014.

In valore assoluto l’indebitamento delle amministrazioni pubbliche è risultato pari a 43.101 milioni di euro, in diminuzione di oltre 5,5 miliardi rispetto a quello dell’anno precedente. Il saldo primario (differenza tra le entrate e le spese delle amministrazioni pubbliche, escluse le spese per interessi passivi, nda) è risultato positivo e pari a 25.326 milioni di euro con un’incidenza sul pil dell’1,5%, in calo di un decimo di punto percentuale rispetto all’anno precedente.
Dati meno positivi riguardo al debito pubblico, vera zavorra dell’economia italiana. Infatti il debito continua a salire; nel 2015 si assestato al 132,6% del Pil, in aumento dello 0,1% rispetto al 2014, ma del 3,6% rispetto al 2013 e di ben 16,2% rispetto al 2011.

One Response to Istat, il Pil italiano cresce dello 0,8%, cala la pressione fiscale

  1. Andrea ha detto:

    L’unica cosa che deve scendere, sono le tasse.

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