Italia, in ritardo di 25 anni

Il Governatore della Banca d’Italia, Visco, ha dichiarato che siamo in ritardo di 25 anni. Mancano le riforme, il paese non cresce, stritolato da un debito pubblico mostruoso. E a pagare, ovviamente, sono i più deboli. La disoccupazione ha raggiunto i massimi dal 1977 e dilaga tra i giovani. Insomma, un quadro desolante a cui la politica, purtroppo, non sembra intenzionata a cercare una soluzione.

Perché è vero che la crisi è mondiale ma è anche vero che in Italia ha colpito in modo più duro per la nostra fragilità strtturata. E purtroppo il peggio deve ancora venire: la bolla immobiliare non è ancora scoppiata, i prezzi degli immobili stanno scendendo ma non crollando, mentre sono crollate le transazioni. Il problema è che in economia i nodi vengono sempre al pettine e più si rimanda il problema più si presenterà in maniera ingigantita. Dunque quando la bolla esploderà anche da noi sarà un grande scoppio, altro che.

E i danni saranno immensi: non penso agli stupidi che hanno comprato a prezzi da bolla, che si meritano di perdere i propri soldi, ma al sistema bancario. Perché il nostro sistema bancario si poggia su pilastri di carta, la carta su cui sono scritti i bilanci compilati con procedure contabili piuttosto fantasioso. Qualcuno un giorno dovrà spiegare che cosa sono le immobilizzazioni immateriali. E lo dovrà spiegare agli italiani, perché saranno gli italiani a dover mettere mano al portafogli quando questi pilastri di cartapesta inizieranno a crollare. E non manca molto. Il Monte dei Paschi è già saltato e continuarlo a tenerlo in vita, sebbene in coma farmacologico, è costato agli italiani l’IMU sulla prima casa. E non ci vengano a raccontare che è un prestito. Perché sì, ufficialmente è un prestito, ma si è lasciata facoltà alla banca di restituirlo con azioni proprie che valgono meno di nulla. Ecco quindi il grande affare degli italiani.

E cosa succederà se ci saranno da fare affari simili anche con banche di dimensioni maggiori del Monte dei Paschi?

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