Italia, non si vede la luce in fondo al tunnel

susanna camussoE’ ufficiale, la crisi economica italiana continua e non ci sono segnali che possa terminare. Malgrado il governo Renzi abbia raccontato agli italiani che la crisi fosse finita e che anzi ci aspettavano anni di crescita e di prosperità, l’OSCE certifica che la recessione continua, con una caduta del PIL dello 0,4%. E’ vero che questo dato potrebbe sembrare non troppo negativo ma bisogna considerare alcuni fattori per capirne la gravità.

L’Italia ha bisogno di crescita

L’Italia ha disperato bisogno di crescita, solo il fatto che non cresciamo da parecchi anni sta disarticolando completamente la struttura economica del Paese. Se vogliamo evitare di ritornare poveri dobbiamo crescere per molti anni con ritmi almeno tedeschi (se non americani). Questo considerando anche un problema di cui la stampa sussidiata, ovviamente, si guarda bene di dare notizia e cioè il fatto che le pensioni dei più giovani sono di fatto indicizzate proprio alla crescita. E con questa decrescita i più giovani stanno perdendo valore nella loro pensione, già molto bassa rispetto alla enorme mole di contributi rischiesti. Per inciso questo scempio avviene (ufficialmente) nella totale indifferenza dei sindacati ma nelle segrete stanze delle sedi sindacali si brinda.

Siamo già scesi moltissimo

Ormai siamo scesi tantissimo e quindi siamo tornati a livelli di qualche decennio fa. Moltissime produzioni industriali sono già state trasferite all’estero, le aziende hanno cambiato la loro sede legale per sfuggire alla demenziale tassazione italiana, una tassazione che colpisce coloro che lavorano per finanziare coloro che invece di lavorare non hanno proprio voglia. In questo contesto, -0,4% equivale a -4% e forse anche peggio.

Il resto d’Europa cresce

Un altro fattore di gravità sta nel fatto che tutto il resto d’Europa cresce, anche se in modo stentato. Dobbiamo abbandonare l’alibi dell’euro, la moneta unica non è la causa della crisi, piuttosto la causa della crisi va ricercata nelle politiche demenziali messe in atto dallo Stato italiano che sembra voler distruggere quel poco di ricchezza che ancora si produce in Italia per continuare a mantenere i privilegi grandi e piccoli di alcune caste di stampo feudale che governano il paese (politici, sindacati, dipendenti pubblici, ecc…).

Quando usciremo dalla crisi?

Una bella domanda ma la risposta è che sono queste le condizioni, non usciremo mai. La crisi è determinata da una spesa pubblica impazzita e fuori controllo, analizzando le serie storiche si capisce che a fronte di roboanti avvisi di tagli sono anni che la spesa cresce senza freno. E’ questo che sta distruggendo l’Italia ed è proprio questo che i media sussidiati non dicono. Come potrebbero se vivono proprio di questa spesa pubblica impazzita che dovrebbero denunciare? Si limitano ad additare al pubblico odio alcuni capri espiatori come l’euro o gli evasori fiscali.

La cosa peggiore? Il fatto che l’italiano medio ci crede pure. Ma non sarà che ci meritiamo di ritornare poveri?

2 Responses to Italia, non si vede la luce in fondo al tunnel

  1. Conte Zio ha detto:

    Finita la ricchezza prodotta da coloro che lavorano si inizierà a saccheggiare a colpi di patrimoniali i residui di ricchezza accumulata dalle famiglie in questi decenni. E poi, solo poi, quando ormai non ci sarà più speranze di ripresa, ci sarà il liberatorio default che manderà tutto in malora.
    In quel momento politici e sindacalisti avranno già un bel conto in Svizzera. Gli italiani dovranno invece combattere per la sopravvivenza con le orde di disperati che politici e sindacalisti hanno trasportato nell’ex bel paese.
    La cosa più interessante è che tutto questo avviene nella totale indifferenza degli italiani, concordo sul fatto che meritano il peggio, meritano di tornare poveri e di non aver di che sfamare i propri figli. In fondo lo hanno scelto loro.

  2. Lidia ha detto:

    Le opzioni sono due: passare alla lotta armata (magari con la collaborazione di qualche generale volenteroso ma ci vorrebbe davvero un Pinochet) oppure andarsene dall’Italia. Io che mi voglio godere la vita ho scelto di andarmene…auguri di buon default a chi resta 😀

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