Jobs Act approvato: dal 2015 saremo licenziabili senza alcun motivo

matteo renzi tassa successione

Ormai la notizia non finisce neanche più sulla prima pagina dei giornali, nonostante proprio ieri anche la Camera abbia dato il via libera al Jobs Act del Governo Renzi, che toglie validità all’articolo 18 e rende tutti licenziabili senza alcun motivo.

Andiamo ora ad analizzare punto per punto quello che realmente cambia per i cittadini ed i lavoratori italiani: cioè parleremo dei fatti e non delle dichiarazioni d’intento ottimistiche rilasciate dai componenti del Governo Renzi.

Licenziamenti

La maggior parte dei licenziamenti avviene per motivi economici, dal 2015 senza il bisogno di alcuna effettiva esigenza di bilancio, tecnico-organizzativa oppure di crisi, sarà possibile comunque licenziare le persone. Ci potranno insomma mandare via senza alcun motivo e se il giudice troverà infondato il motivo o semplicemente inventato di sana pianta, non potrà comunque ordinare il reintegro del lavoratore, ma solo obbligare l’azienda a corrispondere un indennizzo al licenziato, crescente in base all’anzianità di servizio. Traduzione: ti caccio senza motivo per 2 lire, tanto ormai il giudice non può più ordinare alcun reintegro.

Anche per i licenziamenti disciplinari l’articolo 18 viene cancellato, esso rimane in realtà solo per alcune specifiche casistiche di questo ambito, che ancora non è dato conoscere, perchè verranno identificate unilateralmente dal Governo attraverso lo strumento dei decreti.

L’articolo 18 rimarrà solo per i licenziamenti discriminatori, ciò equivale a dire che l’articolo 18 è stato cancellato, perchè nessun datore di lavoro mai ti licenzierà adducendo come motivazione la tua religione, il tuo sesso o il colore della tua pelle. S’inventerà comunque un altro motivo, che seppur falso, non potrà portare al reintegro del lavoratore. Insomma vi rendete conto da soli di quanto diventeremo ricattabili.

Cassa Integrazione e Demansionamento

Scordatevi di passare anni ed anni in cassa integrazione, verranno previsti dei limiti temporali molto più bassi rispetto a quelli odierni, sia per quanto riguarda la cig che per la cigs, e questi strumenti saranno inoltre pagati in maniera più sensibile dalle aziende stesse. L’Aspi per i lavoratori in mobilità sarà invece estesa anche ai lavoratori atipici (co.co.co. ed a progetto), ma sia per questi che per i lavoratori a tempo determinato ed indeterminato, l’indennità di mobilità verrà corrisposta solo a chi è in possesso di un’anzianità lavorativa in quella data azienda di almeno qualche anno (si pensa a 3 anni minimo). Altrimenti non avremo diritto neanche a quella!

Il datore di lavoro potrà cambiarti mansione a suo piacimento, anche attraverso un demansionamento, cioè portarti a fare un lavoro molto meno qualificato e qualificante rispetto al ruolo per cui sei stato assunto.

Tutela della maternità e figli malati

Una cosa buona sta nell’estensione, finalmente, della maternità anche alle lavoratrici atipiche, impiegate con contratti a progetto o similari.

Un altro aspetto riguarda invece la possibilità di assistere i figli malati gravi: i genitori potranno farlo anche attraverso le ferie dei colleghi che decideranno di cedergliele. Insomma non è lo Stato (che resta quindi solo per imporci le tasse) ad esprimere solidarietà verso le situazioni difficili, ma il tutto viene demandato alla nostra umanità. Una sorta di Welfare che viene trasferito alle competenze della Società Civile, o addirittura a quelle del singolo individuo.

Riduzione del numero dei contratti

In realtà si parla nel Jobs Act solamente di una generica riduzione del numero dei contratti esistenti, forse mirante all’abolizione assolutamente auspicabile dei contratti a progetto, avari di tutele. Risoluzione sicuramente giusta, ma che diventa inefficace di fronte a tutto quanto di brutto avete letto qui sopra.

Giancarlo Sali

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