Economia e Finanza

Jordan Belfort: il truffatore truffato

Jordan Belfort è un famoso uomo d’affari, trader e soprattutto truffatore americano. E’ diventato famoso in tutto il mondo per dopo il film sulla sua vita The Wolf of Wall Street interpratato da Leonardo di Caprio. Belfort è noto per l’immenso patrimonio che è riuscito ad accumulare ma anche per le gravi accuse di frode finanziaria che gli sono state mosse dall’FBI e che lo hanno portato ad una condanna di 20 anni di carcere, solo in parte scontata. Adesso, però, pare che Jordan Belfort sia caduto lui vittima di una truffa…

Ma che cosa è successo a Jordan Belfort? Il truffatore, pare adesso redento, è stato a sua volta utilizzato da un truffatore egiziano. Potremmo essere cattivi e dire che è la giusta punizione per chi ha ingannato i risparmiatori, se volessimo essere cattivi dovremmo augurare un destino simile magari anche agli organizzatori di Bitcoin Code e 1k Daily Profit. Ma noi non siamo cattivi e quindi ci limitiamo a raccontare la disavventura che ha colpito Jordan Belfort.

Negli ultimi anni l’ex truffatore (forse pentito) Jordan Belfort si è dedicato ad una nuova lucrosa attività: tiene conferenze a pagamento in cui spiega ai manager e agli imprenditori come migliorare le tecniche di vendita. In effetti di vendite lui è esperto, visto che riusciva a vendere le peggiori penny stock del mercato azionario americano praticamente a chiunque.

Ebbene un egiziano, Sameh Abdel Moneim Galal, presunto amministratore delegato della società Target Academy for Training and Consulting, è riuscito a truffare Belfort e migliaia di suoi connozionali. Questo signore ha organizzato una conferenza al Cairo per Jordan Belfort ed è anche riuscito a vendere migliaia di biglietti a caro prezzo.

Una volta incassato il bottino è sparito senza inviare il promesso pagamento a Belfort. Ancora peggio è andata ai tanti manager e imprenditori egiziani che avrebbero voluto assistere alla conferenza del famoso venditore americano: hanno perso i loro soldi e ovviamente non potranno nemmeno migliorare le loro tecniche di vendita.

Jordan Belfort è sotto la costante vigilanza dell’FBI: malgrado una condanna pesantissima a 20 anni di prigione, è riuscito a scontarne meno di 2 grazie anche alla sua piena collaborazione nel corso delle indagini. Proprio perché non può permettersi nessun errore, pena rientrare subito in carcere, Belfort ha voluto subito mettere in chiaro che lui con la truffa non c’entra niente, anzi è una vittima. Qualcuno aveva infatti iniziato a sospettare che Belfort potesse essere in qualche modo coinvolto.

Le ultime polemiche

Belfort ultimamente è stato al centro di infuocate polemiche per le sue dichiarazioni esplosive a proposito del Bitcoin. Secondo l’ex truffatore il Bitcoin sarebbe una truffa, uno strumento diabolico per creare scarsità programmata. Secondo Belfort il Bitcoin sarebbe addirittura peggio delle truffe organizzate da lui negli anni ’80 e ’90.

Che cosa dicono i fatti? Che chi ha affidato il suo denaro a Jordan Belfort ha perso tutto: dei 200 milioni sottratti agli investitori fino ad ora ne sono stati restituiti solo 20 e sembra che Belfort non abbia nessuna fretta di concludere l’operazione. Qualcuno ha calcolato che con questi ritmi ci vorranno 1600 anni perché tutte le vittime siano risarcite. Chi ha investito in Bitcoin, invece, ha guadagnato tantissimo: sappiamo bene che molti sono diventati milionari proprio grazie all’investimento in Bitcoin.


Grafico quotazione in tempo reale del Bitcoin

Certo fare trading di Bitcoin potrebbe essere rischioso e la criptovalute sono estremamente volatili. Ma da qui a definirle una truffa, ce ne vuole. Certo di truffa ce ne sono state tante e ce ne sono ancora (abbiamo accennato scherzosamente a Bitcoin Code che ha già rovinato decine di migliaia di investitori in tutta Europa) ma chi sceglie piattaforme serie e affidabili come Plus500 (qui trovi il sito ufficiale) per investire sul Bitcoin non ha nulla da temere.

Se poi Belfort si riferiva agli exchange di criptovalute o a programmi come Bitcoin Code, il discorso è diverso…

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