La Danimarca? Si comporta l’esatto contrario della Svizzera

Attesa per il Quantitative Easing della Bce che, però, non si preannuncia molto convenzionale, soprattutto considerando che un ruolo di prima chiave viene dato alla “condivisione dei rischi”. Insomma, ancora prudenza sul fronte degli aiuti e della monetizzazione del debito, dato che l’obiettivo della politica monetaria europea è la stabilità dei prezzi.

Mentre il franco si lascia liberamente fluttuare rispetto all’Euro, apprezzandosi per quella che è la tendenza di tale valuta-rifugio per eccellenza, la corona danese (ricordiamo che la Danimarca è l’unico paese a fare parte dell’Unione Europea ma a conservare la propria valuta domestica) non decide in tal senso. E si muove in anticipo, dando l’ennesima sforbiciata ai tassi, e non da poco. Pensate che si tratta della seconda volta che la banca centrale danese decide di tagliare i tassi, e nello spazio di una sola settimana!

Perché la Danimarca ha preso questa decisione?

Scende ai minimi storici il tasso sui depositi. Il nuovo livello è dello -0,35%. Ricordiamo, cosa è il tasso sui depositi per non confonderlo con il tasso sui prestiti.

Il fatto che sia negativo, vuol dire che è un costo per le banche che depositano presso la Banca Centrale Danese. Le banche, quindi, non avranno interesse a depositare grandi liquidità presso la Banca Centrale Danese, se non ad innescare un fluido meccanismo di controparte tra le banche stesse. Il tasso sui prestiti viene lasciato immutato allo 0,05% (già ritoccato all’ingiù ad apertura settimana). Quindi, le banche avranno convenienza a prestare i loro soldi ad un’altra banca istante.

La riduzione dei tassi sui depositi fa apprezzare o deprezzare il cambio? In un certo senso, tutto dipende dal grado di percezione da parte del mercato. Gli investitori si sentono come rassicurati che la Danimarca non farà come la Svizzera, sconvolgendo tutti i piani. Quindi, sostanzialmente è da attendersi un mantenimento della stessa banda di oscillazione rispetto all’euro, senza troppi sconvolgimenti.

Perché la Danimarca non vuole mettere a repentaglio il cambio con l’Euro? Perché è da essa considerato il livello di equilibrio ideale che gli possa consentire di gestire al meglio, per la salute del bilancio, e le importazioni e le esportazioni. Una valuta troppo forte è deleteria per le esportazioni, una valuta troppo debole renderebbe troppo costose le esportazioni.

Questo è il giochetto monetario della Danimarca che dura, invero, da molti anni e che è stato graziato dalle principali agenzie di rating: triplo A per l’economia danese che, se vogliamo, non è così ineccepibile, soprattutto se si vuole prendere in considerazione la salute dell’economia domestica e l’eccessivo indebitamento del settore privato (famiglie ed imprese).

Ecco come si è mossa la corona danese sui mercati quest’oggi. Rispetto all’euro, continua a mantenere la parità che è stabilizzata intorno 7,40. Regge bene anche il confronto con il Franco Svizzero, verso il quale si deprezza per poi ritornare fiduciosa sui precedenti livelli (rimbalzo tecnico).

coronadanese

Per gli investitori che hanno sempre puntato, quindi, sulla stabilità della corona danese sembrano essere infondati i timori, anche se non si sa fino a quando possa resistere la Banca Centrale Danese che, nel frattempo, pur di non lasciare apprezzare il cambio rispetto all’euro, si è lanciata in un programma massivo di acquisto di valuta estera contro valuta domestica. Mossa che non è passata inosservata dai mercati, così come il “ritocchino” sui tassi fatto per ben due volte in una sola settimana, gesto che è certamente sintomo di indecisione e nervosismo da parte di un’economia “nordica” che vuole sembrare solida a tutti i costi e che viene additata come tale anche dalle agenzie di rating.

Non ci resta che attendere la “sfuriata” finale del Quantitative Easing che promette grandi cose per i mercati. Si tratterà di “aria fritta” oppure cominceremo veramente ad assaggiare qualche cambiamento? In fondo, i consumatori forse non beneficeranno affatto del Quantitative Easing che non vuole far altro che dare un po’ di respiro ai mercati. Ma l’enigma è: no ad altro indebitamento. E come verrà risolto, questo lo sapremo solo vivendo.

 

 

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