La desertificazione produttiva dell’Italia

Parlare di economia italiana ormai significa parlare quasi solo di desertificazione. Le imprese italiane scappano via, le imprese straniere chiudono gli stabilimenti, gli imprenditori più piccoli chiudono, i più sfortunati si suicidano.
Gli ultimi 10 anni di follia sono stati il più disastroso esempio della storia di distruzione di un apparato produttivo tutto sommato sano e in grado di competere sui mercati, anche se con difficoltà strutturali.
La pesantezza del sistema fiscale e giuridico italiano, la lotta senza quartiere all’evasione fiscale, lo strapotere dei sindacati hanno fatto sì che ormai in Italia non si possa produrre nemmeno uno spillo.
Lo Stato, per ragioni clientelari, aumenta ogni giorno il suo perimetro di spesa ma questo significa che sono necessari nuovi ingressi.
E visto che ormai non sono possibili nuove tasse si batte la grancassa dell’evasione fiscale. La lotta all’evasione ormai è una scusa per scatenare gli appetiti di burocrati cinici e senza scrupoli, che passano sopra tutte le leggi umane e divine pur di estorcere denaro a chi ancora tenta di produrre nel nostro paese. E questo succede perché una legge assurda e demenziale lega i primi di produzione dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate al contenzioso con i contribuenti (o meglio con i sudditi, perché ormai la figura del cittadino contribuente ha lasciato il posto al suddito vessato).
Risultato? I pochi che ancora sono rimasti stanno pensando di scappare all’estero, chi proprio non può fallisce e si ritrova poi per tutta la vita Equitalia alle spalle.
Non manca molto per il default, e non sarà per ragioni finanziarie o per colpa dell’euro. Sarà perché la politica e soprattutto la burocrazia di Stato hanno distrutto l’economia reale. Non si può solo consumare, qualcuno deve anche produrre. E se chi produce è visto come un nemico del Popolo da fucilare sulla Piazza Rossa, allora il risultato è la distruzione di tutto l’esistente.
Landini e Camusso accuseranno gli imprenditori e le aziende di causare l’aggravio della crisi fuggendo, la classe politica rassicurerà, anno dopo anno, che la crisi finirà l’anno successivo. Ma ormai non c’è scampo. Auguri, Italia.

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