La disoccupazione ai massimi storici

La disoccupazione in Italia è ai massimi storici: mai, da quando l’ISTAT ha iniziato la sua serie storica di rilevazioni, il livello di disoccupati è stato così elevato. Le cause sono da ricercarsi, ovviamente, nella situazione economica in cui ci troviamo ma anche, purtroppo, nelle politiche che sono state intraprese dal governo Monti e che si sono rilevate pesantemente recessive. In pratica per garantire i diritti dei padri, i figli sono stati condannati a non lavorare o, al massimo, a lavorare in modo precario e sottopagato, visto che anche i dati sulla precarietà hanno segnato un forte incremento. Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio queste rilevazioni.

Secondo l’ISTAT i disoccupati sono 2 milioni e 870 mila: il dato più alto mai registrato da quando l’Istituto di Statistica ha iniziato a fare le sue rilevazioni nel 1992. Un dato che deve far riflettere, soprattutto se consideriamo che la grande maggioranza di questi disoccupati sono giovani: in pratica un’intera generazione di giovani italiani è stata costretta a crescere senza un lavoro e, soprattutto, senza una vera prospettiva di miglioramento. Il tasso di disoccupazione si è attestato sull’11,1%, un dato drammatico se si pensa che durante gli anni più bui della crisi degli anni ’30 il livello di disoccupazione non superò mai il 10%.

disoccupazione ai massimi

Il livello di disoccupazione in Italia ha superato quello della crisi degli anni ’30

E la disoccupazione tra i giovani, come dicevamo, è ancora più pesante: 36,5%, un dato assolutamente allarmanete. E’ vero che molti di questi giovani pensano di iniziare a lavorare facendo, come primo lavoro, l’Amministratore delegato e al massimo si accontenterebbero di un posto di direttore generale. Ma è anche vero che le occasioni per un lavoro vero sono poche.

Chi ha voglia veramente di lavorare e di adattarsi, riesce ad entrare sul mercato ma deve accontentarsi di un lavoro precario: anche in questo caso l’ISTAT segna un clamoroso segno positivo. Tutto quello che possiamo imparare da questi dati è che l’economia italiana è pesantemente in crisi e che le misure del governo Monti hanno forse salvato lo Stato Italiano ma non hanno avuto alcun effetto benefico sulla popolazione: anzi, tutti i provvedimenti hanno avuto effetti pesantemente recessivi, dall’aumento della pressione fiscale all’aumento dei controlli sui consumi di lusso, mentre non un solo euro di spesa pubblica è stato mai tagliato.

E in questo contesto di gravità strappa un sorriso la patetica dichiarazione fatta da Mario Draghi, secondo cui la ripresa ci sarà nel secondo semestre del prossimo anno. E sì, è da un paio d’anni che ci sentiamo raccontare da questo o quel politico italiano che la ripresa ci sarà nell’ultimo semestre del prossimo anno. Ed è una profezia che rimane sempre vera, visto che ormai viene ripetuta come un mantra. Io non credo a Draghi, ovviamente. Credo alla Merkel che ha previsto una durata minima della crisi di 5 anni. Purtroppo i problemi non si risolvono con la bacchetta magica, se lo stato italiano non riforma la struttura della sua spesa non ci saranno mai delle chance di ripresa, non saremo mai in grado di dare un lavoro vero ai tanti giovani che sono attualmente senza lavoro.

giovani disoccupati

Che poi a molti scioperati, che magari sono abituati ad andare in giro per locali fino alle 2 di notte, tanto a pagare c’è sempre il papà e che sono alla ricerca di un posto dirigenziale come primo impiego, farebbe bene passare un’estate a raccogliere i pomodori nei campi non c’è dubbio. Ma questa è solo una mia opinione personale.

Claudio Appio

2 Responses to La disoccupazione ai massimi storici

  1. Conte Zio ha detto:

    Una brutta situazione, comunque l’invito per tanti giovani con la puzza sotto il naso ad andare a raccogliere i pomodori è davvero da condividere al 100%. Altro che choosy! Molti se non gli dai al posto di amministratore delegato o mega direttore galattico nemmeno prendono in considerazione l’idea di lavorare!

  2. Falcone ha detto:

    Bellissimo articoli, segnala il problema e propone anche le soluzioni, che poi non sono così difficili. La mia esperienza di giovane dice che se vuoi lavorare, allora puoi, ma ti devi adattare un po’. E se vali davvero dopo poco tempo ci sono gli avanzamenti, gli imprenditori non sono stupidi, non si fanno scappare le risorse che davvero valgono molto.

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