La disperazione della Grecia

La Grecia è ridotta in una condizione davvero drammatica, le voci parlano di un possibile default durante questo mese di Novembre. Il premier Samaras starebbe pensando ad un emissione di bond a brevissima scadenza per cercare almeno di ritardare questa evenienza, in attesa che l’Europa consegni alla Grecia un’altra tranche di aiuti da 30 miliardi di euro. Tuttavia la probabilità del default aumentano di ora in ora mentre le varie caste recentemente colpite da provvedimenti di austerità si preparano a mettere a soqquadro l’intero paese.

Che cosa potreste pensare di un medico che, chiamato a curare un paziente che sta morendo di cirrosi epatica da eccesso di alcool, gli somministrasse immediatamente una mezza bottiglia di chianti? Probabilmente che è incapace di fare il suo lavoro. E che cosa possiamo pensare del primo ministro greco che, con una mossa a sorpresa, pare stia per annunciare l’emissione di un bond da 5 miliardi di euro a brevissima scadenza? Una mossa molto dispendiosa, perché comporterà il pagamento di interessi salatissimi e che sposterà il problema solo di pochi.

premier greco samaras

Il premier greco Samaras

Il fatto è che in Novembre la Grecia si troverà a dover restituire prestiti per una cifra superiore ai 4 miliardi di euro e il governo greco non sa, letteralmente, dove andare a prendere i soldi. Ci sarebbe un aiuto, promesso dall’Europa, di 30 miliardi di euro, aiuto che metterebbe in salvo le finanze pubbliche del paese ellenico per alcuni mesi. Ma i governi europei sono scettici a riguardo delle promesse fatte dai greci e non hanno troppa fretta di erogare il finanziamento.

I greci non possono certo lamentarsi: sono stati loro a varare i provvedimenti di austerity tanto attesi con un colpevole ritardo, ritardo che ha irritato i partner europei. E non depone certo a favore dei decaduti discendenti di Pericle il fatto che le varie caste colpite dai provvedimenti di taglio alla spesa pubblica stiano mettendo a soqquadro il paese con un manifestazioni, saccheggi e scontri di piazza.

Il premier Samaras sta per intraprendere, dunque, la strada più facile. Ma sappiamo bene dove portano questo tipo di scelte: ad un ulteriore aggravio del problema. Orami il debito pubblico greco è esploso, probabilmente senza speranza. Pare che presto ci sarà un ulteriore provvedimento di taglio del valore dei titoli in mano agli investitori o comunque un taglio sugli interessi applicati, il che è praticamente la stessa cosa. Un taglio che segue quello già applicato qualche mese fa (e che qualcuno ha giustamente definito default selettivo) e che, tra l’altro, colpirà pesantemente sia la BCE che il fondo salva stati visto che la maggior parte dei titoli greci sono ormai nelle mani di queste istituzioni piuttosto che di privati o di banche.

E questo ovviamente farà irritare ancora di più i politici e in misura maggiore gli elettori di Germani, Finlandia, Olanda, paesi virtuosi che si trovano a pagare il salato conto delle spese pazze di altri.

E se tutto questo non basta, in alcuni circoli finanziari circola la voce che la Grecia potrebbe essere lasciata andare in default per dare un monito chiaro e preciso all’Italia: il caos interno che un default scatenerebbe potrebbe spingere almeno i politici italiani a intraprendere la strada del risanamento delle finanze pubbliche.

Ma detto per inciso, questo non sarebbe affatto un monito: il tipico politico italiano è abituato a pescare nel torbido, a solleticare gli appetiti e le emozioni più basse dell’animo umano e quindi una situazione di caos sociale ed economico sarebbe l’ambiente ideale per tanti personaggi che si atteggiano a difensori del popolo ma che in realtà sono i suoi peggiori nemico.

Che cosa avrebbe dovuto fare Samaras per evitare lo stallo e, soprattutto, di doversi indebitare ancora di più a tassi da usuraio? Probabilmente avrebbe dovuto bloccare d’imperio tutti i pagamenti dello Stato greco, ad eccezione degli stipendi della polizia e dell’esercito e delle spese per il servizio del debito.

mario monti

Il premier italiano Mario Monti: qualcuno dice che l’Europa stia facendo fallire la Grecia per dare un monito all’Italia

In questo modo avrebbe avuto più liquidità in mano per affrontare l’emergenza e si sarebbe anche fatto apprezzare dalle cancellerie europee. Il finanziamento di 30 miliardi sarebbe arrivato e la Grecia avrebbe potuto ripartire in un modo più sano. Ma spesso le decisioni giuste per un popolo sono anche quelle che meno pagano dal punto di vista politico, intendendo per politica l’arte di accapparrarsi più voti possibili alla prossima elezione, fosse anche quella per i rappresentanti di quartiere.

Osserviamo bene quello che succede in Grecia, perché in 2 o 3 anni in Italia succederà esattamente la stessa cosa. Chi ne ha la possibilità farebbe bene a iniziare a mettere in salvo i  propri beni fin da ora. I nostri politici non faranno meglio di Samaras, questo è sicuro.

Claudio Appio

2 Responses to La disperazione della Grecia

  1. Conte Zio ha detto:

    Bella l’interpretazione di far fallire la Grecia per dare un monito all’Italia ma se così hanno pensato i cervelloni teutonici hanno sbagliato: per gente come Nichi Vendola il default dell’Italia e il conseguente caos economico sarebbero un vero e proprio invito a nozze (e in questo caso sarebbero nozze gay).

  2. Pierpaolo ha detto:

    I greci si aspettavano che l’Europa pagasse il conto ma devono imparare a rimboccarsi le maniche se vogliono che l’Europa gli aiuti.

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