La FED (forse) ritrova la ragione

Fed Federal Reserve

I mercati azionari mondiali stanno ritracciando perché forse la FED sta ritrovando la ragione. Forse. Speriamo. Ma vi sembra normale che con l’economia mondiale in piena crisi i mercati borsistici debbano schizzare in alto? Magia del quantitative easing, moda partita dagli USA che si diffonde ora anche in Giappone.
E se i ricchi che investono in borsa festeggiano la salita dei mercati, le gente comune sarà chiamata a pagare, come sempre, per tutti e per tutto. Come? Con anni e anni di inflazione alle stelle.
Adesso pare che la FED possa diminuire il volume del suo piano di acquisto di bond privati, una pratica insensa per una Banca Centrale ma che, di fatto, ha gonfiato artificialmente l’economia americana consentendo la rielezione di Obama. Adesso che Baack Hussein Obama ha ottenuto il diritto di restare seduto sulla comoda poltrona di Presidente USA per altri quattro anni, ha fatto un cenno alla FED di rallentare le rotative e smettere di pompare il mercato con il quantitative easing.
Questa pratica non è sbagliata in sè, anzi. Nel momento del massimo rischio per l’economia mondiale, Bernanke fece bene a iniziare questi esotici programmi. Il problema è che, passata l’emergenza, non aveva più senso continuare. Ma faceva comodo, molto comodo, a Barack Obama avere l’economia dopata perché altrimenti non sarebbe potuto essere rieletto. Il problema è che questo doping ha effetti nefasti, pesantemente inflazionistici. E ne vedremo delle belle appena l’economia inizierà a riprendersi a livello globale, con l’inflazione a più cifra che bloccherà la ripresa e renderà difficile la vita quotidiana in tutto il mondo.
E se nell’Occidente evoluto magari si dovrà rinunciare all’auto e si vedrà un ulteriore aumento della disoccupazione, nei paesi del terzo mondo la gente non avrà i soldi per comprare da mangiare, con conseguenti rivolte e guerre. E tutto per comprarsi una rielezione. Certo non è colpa solo di Obama: anche il Giappone ha iniziato da poco politiche simili: si tratta di azioni che garantiscono il consenso della popolazione (panem et circenses) e anche degli investitori o meglio dei trader di breve periodo che incassano subito i profitti che fanno dall’aumento dei valori borsistici.
Ma sul lungo periodo, c’è il disastro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *