La FED nelle mani di Janet Yellen

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Janet Yellen si prepara a stampare montagne di dollari: quantitative easing a tutta forza!

Janet Yellen è ufficialmente Presidente della FED, la prima donna a ricoprire l’incarico negli oltre 100 anni della (non sempre) gloriosa istituzione. Il Senato degli Stati Uniti d’America ha infatti ratificato ufficialmente la sua nomina con solo 26 voti contrari. La Yellen è stata scelta da Obama, per prima cosa perché è una donna.
I comunicati dei media, in questo modo, sono tutti rivolti a magnificare questa conquista per il genere femminile senza però essere rivolti ai contenuti effettivi. Cosa ne pensa, giusto per fare un esempio, la Yellen del quantitative easing?

Ebbene, purtroppo la Yellen è stata scelta proprio in base alla sua idea di continuare il quantitative easing, magari salvando le apparenze iniziando formalmente la riduzione ma con un’entità trascurabile.

La carriera della Yellen è tutta un programma: ha studiato con il famigerato Tobin, inventore di una tassa inutile e dannosa dal punto di vista economico ma che porta parecchi voti populistici e ha ottenuto una sfilza di incarichi non per i suoi meriti ma per la ferrea militanza democratica. La Yellen è arrivata al posto di Presidente della FED proprio perché ha sempre detto di sì, qualunque cosa le sia stato chiesto dai suoi padrini politici. E si prepara a gestire il suo mandato secondo questa politica, fruttuosa per lei, distruttiva per gli americani di oggi e di domani.

Il problema di fondo è sempre lo stesso: il quantitative easing fu una mossa geniale nel momento più cupo della crisi, ma poi si doveva tornare immediatamente indietro. Doveva solo servire a evitare il crollo del sistema, non una normale e salutare fase di crisi del ciclo economico.

Grazie alla prosecuzione del quantitative easing Obama ha ottenuto un secondo mandato e sta governando senza troppi scossono sociali malgrado una politica economica fallimentare. Tutti sanno, però, che in economia non esistono pasti gratis e prima o poi arriverà il conto e sarà salatissimo. L’inflazione sta caricando la sua molla anche se alcuni stolti (o prezzolati in malafede) parlano di deflazione. A questi personaggi non rispondo con argomentazioni, ma semplicemente invitandoli ad accompagnare le consorti al mercato a fare la spesa di tutti i giorni. Altro che deflazione.

Insomma, ci aspettano tempi bui e per chi fa trading sul mercato forex ci saranno ancora momenti di forte debolezza per il dollaro il che significa che anche le altre banche centrali, Giappone in testa, si sentiranno in dovere di indebolire la propria valuta in maniera competitiva. Che cosa potrebbe succedere se anche la Cina si mette a giocare a questo gioco è difficile dirlo, ma le conseguenze non saranno certo positive.

One Response to La FED nelle mani di Janet Yellen

  1. Francesco Malerba ha detto:

    Una vera e propria disgrazia, mi meraviglio dei repubblicani che non hanno fatto le barricate per fermare questo scempio.

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