La festa delle cicale

Il Giappone ha costruito la sua immensa potenza economica e finanziaria portando avanti per secoli un comportamento da formiche. Risparmio e investimento dal punto di vista economico, onore e rispetto delle regole dal punto di vista della società. E in effetti un paese poverissimo di materie prime è riuscito a diventare ricchissimo e a garantire alla sua popolazione un benessere elevato non solo economico: basta pensare che il Giappone ha tassi di criminalità bassissimi, immigrazione pratica assente, strutture sociali ancora solide.

Eppure le sirene del quantitative easing hanno cantato anche a Tokio e il governo nipponico ha costretto la banca centrale ad aprire i rubinetti. Quello che sta succedendo in tutto il mondo a causa di questa decisione è sotto gli occhi di tutti: fuga dei capitali dal paese del Sol Levante verso l’estero, visto che ormai in Giappone i rendimenti reali sono diventati negativi.

Le conseguenze a lungo termine di questa folle politica monetaria saranno dure per il Giappone e significano inflazione: dopo tutto il governo ha chiesto alla Banca del Giappone di mettere in atto questo show proprio per scatenare l’inflazione in modo che il debito pubblico scenda in questa maniera. Ma intanto le borse festeggiano: la Borsa di Tokio è ai massimi di 5 anni e probabilmente salirà ancora.

I giapponesi fanno bene a festeggiare: poi arriveranno i tempi della vacche magrissime e ci sarà ben poco da festeggiare per qualche decennio…

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