Economia e Finanza

La FIAT si prepara a dare l’addio all’Italia

Domani è previsto un importantissimo consiglio di Amministrazione per la FIAT, un consiglio di amministrazione che dovrà sancire, tra le altre cose, anche la nuova sede del gruppo. Tutti danno per scontato che la FIAT sceglierà Detroit, dove le condizioni sono senza dubbio migliori non solo per l’azienda Italiana, ma per fare impresa in generale. In America i sindacati si sono rivelati ragionevoli, accettando la cura che ha salvato la Chrysler. In Italia, invece, i sindacati sono li a sbraitare anche per i 5 minuti di pausa. Francamente non ce la meritiamo un’azienda dinamica e in crescita come la FIAT.

E tra l’altro più che dire che la FIAT decide di lasciare l’Italia dovremmo dire che è stata l’Italia che ha cacciato la FIAT come ha deciso di cacciare tutte le imprese che fanno innovazione, sviluppo, che vogliono vivere sul mercato e non di sovvenzioni pubbliche ottenute con la connivenza dei sindacati.

Il modello, corporativistico e clientelare, che ha guidato l’Italia negli ultimi 70 anni ormai è arrivato al capolinea. Chi può va via, chi non può affoga se è onesto o cerca di raschiare il fondo del barile se è un politico o un sindacalista.

Auguri.

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