La grande inflazione si è mossa

Dati preoccupanti sono stati diffusi, a livello europeo, sul tasso di inflazione. Ufficialmente si tratta di una conseguenza dell’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche, ma la realtà potrebbe essere peggiore.

I dati dell’inflazione per la zona euro, diffusi ieri, sono preoccupanti: il tasso di inflazione è schizzato infatti al 2,7% contro un atteso 2,5%. I più conformisti, quasi con un riflesso condizionato, hanno attribuito la colpa all’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche e probabilmente hanno anche ragione, in parte.

Ma le cause vere di questa inflazione sono ben altre e potrebbero portare a risultati sconvolgenti. Quali sono? Risiedono tutte nella politica monetaria, a base di quantitative easing mascherati o nascosti, che la BCE sta attuando ormai da tempo per provare a mettere in salvo gli stati europei colpiti dalla crisi del debito.

Per spiegare la questione in termini molto semplici, la BCE sta stampando denaro (e tra l’altro lo sta facendo con metodi poco standard) e quindi il denaro vale sempre meno, di qui l’aumento dei prezzi.

Un aumento del 2,7% in fondo ci potrebbe pure stare, ma sappiamo bene che questo è solo l’inizio. Da una parte perché questi processi inflazionistici sono lenti a partire ma quando carburano possono arrivare a dimensioni devastanti.

Dall’altra perché in effetti la BCE non ha ancora messo in atto tutto il suo programma di quantitative easing: quando lo farà, probabilmente vedremo degli effetti amplificati.

Ma quali potranno essere i livelli raggiunti? Se le cose vanno bene, potremo arrivare ad un 6 – 7% di inflazione su base annua, che porterebbe come conseguenza ad un aumento di competitività delle esportazioni e ad un riduzione del valore reale del debito pubblico degli stati. Queste sono le conseguenze positive (o semi-positive, la riduzione del valore reale del debito è uno schiaffo in faccia agli investitori che hanno dato fiducia agli stati e a me questo non piace) ma ce ne sono anche di pessime, che ognuno può immaginare da solo.

inflazione repubblica weimar

Una banconota di 5 miliardi di marchi emessa dalla Repubblica di Weimar in tempo di iper-inflazione. Speriamo di non veder circolare banconote da 5 miliardi di euro nei prossimi anni.

Ma che cosa succede se gli apprendisti stregoni della BCE perdono il controllo della situazione? Non voglio dilungarmi, tuttavia giusto per farsi un’idea vi consiglio di dare un’occhiata a questa pagina di Wikipedia, che parla della Repubblica di Weimar che visse una situazione molto simile. Tutti sappiamo come è andata a finire.

Sarà per questo che i tedeschi fanno sempre la voce grossa quando si parla di quantitative easing e politiche monetarie allegre?

Claudio Appio

2 Responses to La grande inflazione si è mossa

  1. Conte Zio ha detto:

    Purtroppo l’articolo è realistico, pagheremo con il sangue le scelte scellerate di politica economica che vengono prese per non tagliare seriamente i bilanci pubblici. Insomma, vedremo i nostri soldi letteralmente evaporare per mantenere dei parassiti. Vi sembra giusto?

  2. Luca ha detto:

    Andremo a comprare un kg di pane con una carriola per portare tutte le banconote necessarie…

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