La Grecia ed i mercati: si attendono gli esiti elettorali

Ormai, la sinistra viene data per vincente. Tutti i sondaggi portano in testa Syriza, il partito anti-euro. E la situazione rischia di creare grossi problemi ed un aumento delle tensioni alla Grecia, di fronte ad un’economia strutturalmente fragile. Le prossime elezioni sono previste per il 21 gennaio, data molto importante, dato che i pronostici dovessero avverarsi è da attendersi un vero e proprio putiferio per i mercati internazionali. Quali potrebbero essere le possibili conseguenze?

La rottura dei rapporti con l’Europa

Molto probabilmente la prima conseguenza sarà un aumento della tensione con l’Europa, dato che non è possibile e non ammesso dalle regole europee uscire dall’Unione, unilateralmente.

La Grecia, tra gioie e dolori, è rientrata da poco sul mercato dei capitali e la cosa è stata presentata con sonoro squillo di trombe: i titoli di stato greci, infatti, offrivano rendimenti interessanti e competitivi nell’area euro, soprattutto rispetto agli analoghi italiani. Gli investitori si sono subito fiondati a capofitto ad acquistare titoli di stato greci che hanno avuto successo, non appena collocati sul mercato.

Tutto questo non ha certo migliorato la situazione in cui versa l’economia greca che, anzi, è dovuta ricorrere al collocamento forzoso di ulteriori titoli di stato a brevissimo termine, costringendo le banche ad acquistarle. Mossa che ha messo in difficoltà anche gli stessi istituti finanziari dove negli ultimi giorni sta avvenendo la classica “corsa agli sportelli”: i depositanti ritirano i soldi, senza pensarci un secondo di più, nel timore che la rottura prevista dei rapporti con l’Europa se la formazione Syriza dovesse vincere conduca a nuovi obblighi nei confronti dell’Europa. Le banche sono letteralmente in panico e hanno bisogno di urgente rifinanziamento delle riserve, anche ricorrendo a prestiti più proibitivi del solito (fondi di emergenza).

Molto probabilmente si tratta solo di promesse politiche

D’altronde, già abbiamo sotto l’occhio situazioni in cui ci si presenta con determinati progetti che suona popolari (anche anti-euro, volendo) e si finisce col rendersi conto una volta saliti al potere che un progetto del genere sia impossibile da realizzare.

La Grecia ha accumulato un debito astronomico, non solo con l’Europa ma anche con il Fmi che si è, proprio in questi giorni dichiarato contrario alla rinegoziazione del debito. La Grecia, è stato detto, è obbligata a mantenere gli impegni assunti. Una dura “spina al fianco” per la Grecia che non può che cedere alle rigidità, cercando diplomaticamente delle soluzioni di compromesso, cosa che non può certo essere ottenuta ritornando ad una valuta domestica che intanto non sarebbe accettata dai mercati internazionali, o se pure lo fosse il valore di scambio sarebbe ridotto ai minimi termini. Spesso, è facile interpretare i fabbisogni dell’economia monetaria in termini solo dell’economia interna, ma non si può prescindere purtroppo dalla dipendenza con il resto del mondo per tutte le risorse che, se non importate, causerebbero un blocco alla produzione, ai trasporti ed ai settori cruciali dell’economia.

Il fantasma del “default” aleggia ancora sulla Grecia ma ormai non si crede più a tale parola, dato che la rete degli accordi internazionali un compromesso riesce pur sempre a trovarlo.

Ma Syriza non afferma recisamente di voler dare battaglia per uscire dall’Europa, quanto di rinegoziarlo, considerando che il debito è arrivato a toccare più del 150% del Pil. Il problema è che non sarà facile che l’Europa ed il Fmi cedano, tagliando il debito, o prorogando le scadenze come già più volte è stato fatto, sullo sfondo del piano di salvataggio e degli aiuti internazionali di cui si è avvantaggiata l’economia greca.

Nel frattempo, sullo sfondo di tutte queste notizie, ed anche di fronte all’eliminazione della parità da parte del franco svizzero nei confronti dell’Euro, il pair Eur/Usd continua a raggiungere nuovi interessanti livelli critici di supporto.

Potete visualizzare la dinamica dell’Eur/Usd dal riquadro seguente:

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2 Responses to La Grecia ed i mercati: si attendono gli esiti elettorali

  1. Davide Polacco ha detto:

    Se i greci scelgono la via facile, o meglio che sembra facile, quella del rinnegare i debiti, allora meritano il peggio possibile, meritano di tornare al medioevo. Ricordiamo che il debito greco è ormai nelle mani degli stati europei, quindi anche dell’Italia, che in un momento di crisi estrema hanno dovuto mettere mani al portafoglio per comprare titoli greci. Sono decine di miliardi di euro, ad esempio, che ha comprato l’Italia…che facciamo, li regaliamo ad un governo greco di estrema sinistra?

  2. gio88 ha detto:

    i greci stanno tirando la corda pensando che non si spezzi, ma probabilmente stanno esagerando, sta arrivando il momento della resa dei conti e saranno chiamati a pagare tutto, magari anche con gli interessi. Che poi, l’ultima volta che i greci non hanno pagato i loro debiti è saltata Cipro, che cosa succederà adesso se decidono di tagliare ulteriormente il loro debito?

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