La Grecia ha bisogno ancora di aiuto

Secondo il Fondo Monetario Internazionale la Grecia avrebbe ancora bisogno di un forte aiuto da parte dei partner europei che hanno già contribuito pesantemente al risanamento del paese ellenico. Tuttavia non sono solo cattive le notizie che vengono da Atena: grazie agli interventi sulle retribuzioni la Grecia è riuscita a far schizzare il suo indice di competitività e questo, unito alla diminuita probabilità di un’uscita del paese dall’Euro, ha fatto aumentare sensibilmente l’afflusso di capitali esteri nel paese. Insomma, grazie alla cura che il paese ellenico ha appena intrapreso, ha potuto salvarsi dalla bancarotta e ha potuto recuperare la speranza di crescere, in un futuro immediato.

Certo tutto questo è stato fatto a scapito, prima di tutto, degli investitori che avevano investito sulla Grecia e che sono stati costretti a ridurre volontariamente il loro debito. Il verbo costretti fa capire chiaramente che si è trattato di un default selettivo e come tale andrebbe trattato, comunque uno spesso velo di ipocrisia è stato steso sulla faccenda sia dalle istituzioni europei sia dai grandi gruppi finanziari.

Ovviamente la Grecia si è salvata soprattutto grazie agli aiuti forniti dall’Eurogruppo. Proprio a tal proposito, il FMI fa notare che il paese ellenico ha bisogno di ulteriori aiuti per riuscire a rendere stabile e sostenibile il proprio debito entro il 2016. Tra i consigli che il Fondo fornisce ai partner europei c’è anche quello di azzerare gli interessi che la Grecia deve pagare sugli aiuti ricevuti.

la Grecia ha bisogno di altri soldi

E sarebbe davvero una beffa per l’Italia che comunque è costretta a pagare interessi ancora molto salati sul suo debito pubblico dover poi finanziare a costo zero un altro paese in crisi. E in effetti proprio a tal proposito molti osservatori hanno fatto notare che se non ci fossero stati gli aiuti alla Grecia la nostra situazione di bilancio pubblico sarebbe stata migliore.

E oltre all’azzeramento degli interessi sugli aiuti l’FMI ritiene necessari ulteriori 6 miliardi all’anno di trasferimenti. Una cifra piuttosto elevata, che fa capire come le riforme del governo greco siano bel al di là dall’essere radicali.

Tuttavia, come detto in apertura, riforme di piccola entità sono meglio di nessuna riforma o, peggio, di aumenti della pressione fiscale come è avvenuto in Italia. E la cosa davvero positiva è che l’economia reale sta ripartendo grazie ai tagli salariali e agli investimenti di capitali esteri. I Greci potranno finalmente uscire dal tunnel della povertà in cui la politica li aveva spinti.

Ma non di sola Grecia vive l’Europa.

Il caso Cipro è sempre più grave, oggi si riunisce l’Eurogruppo che dovrà esaminare la situazione delle banche dell’Isola e dovrà decidere se e come aiutare il paese a uscire dal pauroso rischio di default. Abbiamo già affrontato l’argomento nel passato, quello ceh voglio ribadire è che Cipro non si trova a rischio per politiche dissenate come la Spagna, l’Italia o la Grecia ma prorpio perché si decise a suo tempo di procedere ad un taglio del valore dei titoli greci, moltissime dei quali in mano alle banche dell’Isola.

Sarebbe dunque opportuno, oltre che moralmente sacrosanto, procedere al salvataggio. Sappiamo bene perché non lo si fa: per ragioni ideologiche e per punire la libertà di pensiero finanziaria di Cipro, che non si è mai voluta adeguare al pensiero unico.

2 Responses to La Grecia ha bisogno ancora di aiuto

  1. Conte Zio ha detto:

    Si potrebbe riassumere il tutto con “e io pago”!
    Tuttavia l’osservazione che finalmente la Grecia recupera competitività dovrebbe far rizzare le orecchie ai politici italiani: ecco come si fa a crescere davvero!

  2. Lucia Pulvirenti ha detto:

    Articolo davvero eccellente, come tutti quelli che pubblicate d’altronde.

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