La maledizione del Monte dei Paschi di Siena

monte dei paschi
Del Monte dei Paschi di Siena abbiamo parlato spesso, si tratta del più grande scandalo finanziario dai tempi di quello della Banca Romana che costò il posto all’allora Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti. E anche questa volta è successo qualcosa di simile: il premier in pectore Pierluigi Bersani probabilmente dovrà rinunciare alla sua velleità di fermare il governo perché il suo partito ha subito una debacle elettorale che si può spiegare anche con l’indignazione dell’opinione pubblica per lo scandalo Monte dei Paschi.

Ma c’è anche dell’altro: lo scandalo finanziario si è tinto anche di sangue, con il suicidio di David Rossi, il responsabile della comunicazione della banca, che si sarebbe gettato dalla finestra del suo ufficio dopo aver subito, nei giorni scorsi, alcune perquisizioni disposte dalla magistratura inquirente.
Il condizionale che ho usato non è casuale: in fondo anche la morte di Roberto Calvi, all’epoca dello scandalo del Banco Ambrosiano, venne frettolosamente archiviata come suicidio, salvo poi scoprire che era stato un omicidio, probabilmente commesso da killer mafiosi.

E’ evidente che a Siena c’è del marcio: la magistratura sta indagando ma si sarebbe dovuta muovere anni fa, non adesso. Resta l’amarezza per il costo enorme che la collettività ha dovuto sopportare (e dovrà sopportare ancora per anni) per salvare una banca che aveva un patrimonio solidissimo, dilapidato in pochi anni di gestione sconsiderata e truffaldina da parte dell’avvocato calabrese Mussari e dai suoi compagni di merende, la banda del 5%.

Vincenzo Colonna

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