La mossa di Draghi

E’ da tempo che si vocifera sul fatto che la BCE possa iniziare ad applicare dei tassi negativi sui depositi delle banche presso la BCE stessa. Insomma, le banche dovrebbero pagare per poter tenere i soldi presso la BCE. Probabilmente si tratta dell’approdo più sicuro (almeno per quanto riguarda l’area Euro) per la liquidità delle banche. Gli istituti sanno bene che il tasso di fallimento tra le aziende dell’area Euro è in decollo, che la bolla immobiliare non è ancora scoppiata in paesi grandi come l’Italia, sanno che prestare denaro è rischioso, troppo. E infatti non lo fanno. Draghi ha abbassato il tasso di sconto e forse si ripromette di limarlo ancora, ha immesso fiumi di liquidità nel sistema ma si è reso ormai conto che le banche non prestano soldi nelle aree in crisi e questo aggrava la crisi.
Le banche hanno moltissima liquidità e hanno ripreso a sottoscrivere titoli di Stato italiano, facendo scendere lo spread a valori che ci consentono di rimandare il default. Ma per il resto non prestano soldi alle imprese. E gli interventi della BCE sono serviti, semplicemente, a mettere un po’ più al sicuro i bilanci delle banche, che sono pieni di buchi se per esempio ci riferiamo alle banche italiane. Perché in Germania le cose vanno molto diversamente, i soldi all’economia reale arrivano e infatti la Germania è in una fase di rallentamento, non di crisi. Siamo noi che affondiamo nella peggiore crisi di sempre anche perché le banche non ne vogliono sapere di prestare denaro alle imprese o alle famiglie. Draghi spera di costringere le banche delle aree in crisi a prestare con il discorso dei tassi negativi sui depositi. Probabilmente non servirà a nulla. Perché i tassi negativi saranno bassissimi e le banche italiane, ad esempio, preferiranno pagare uno 0,25% per tenere parcheggiati i soldi nella BCE piuttosto che prestare soldi ad aziende decotte e vessate da una pressione fiscale senza precedenti che potrebbero non restituire i soldi otteneuti in prestiti. E ovviamente farebbero pagare le maggiori spese ai clienti, mediante aumenti di commissioni e di gabelle varie.
Dunque la mossa di Draghi potrebbe servire a smuovere un po’ le acque, ma non avrà risultati concreti e apprezzabili. Forse potrebbe dirigere la liquidità verso la Germania o altre aree virtuose. Ma più di questo non potrà fare.

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