La Popolare di Vicenza ha bruciato 6 miliardi in 1 anno

Banca Popolare di Vicenza

Non stiamo scherzando, è successo davvero, sotto gli occhi di tutti. Il dissesto della Banca Popolare di Vicenza, ha portato oltre 6 miliardi di euro di azioni andare a zero in circa 12 mesi, azioni di 118 mila azionisti della banca guidata da ormai due decadi da Gianni Zonin, e andata nel baratro nel 2015/2016. In pratica, sarebbe stato molto più proficuo investire in truffe come The Millionaire in PJs piuttosto che in azioni della Popolare di Vicenza.



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Si tratta, senza ombra di dubbio, del più grande crollo in borsa di sempre. 6 miliardi di euro non si vedono sicuramente andare in fumo tutti i giorni, a meno che non siate Lehman Brothers e l’anno è il 2008. Ma qui siamo nel 2016, e certe cose non dovrebbero più accadere. Ma in realtà accadono eccome, e sono talmente veloci che non c’è neanche il tempo di mettere insieme le parole, per fare una frase di senso compiuto, e… Puff, è tutto in fumo. Proprio quando si butta la benzina sul fuoco, tutto divampa, esplode, scompare. Rimane solo il puzzo, e se seguite quel puzzo di tanfo, riuscirete a seguire e a scoprire chi sono i responsabili di questa bufera.

Banca Popolare di Vicenza

Sim… Salà… Bim! La Banca Popolare di Vicenza ha fatto sparire oltre 6 miliardi in 1 anno. Si sono volatilizzati come in un magia del Mago Silvan.

120 mila persone, 120 mila soci fidati erano convinti, circa 12 mesi fa, di avere 6,2 miliardi in azioni in banca. Adesso, come nelle migliori magie del Mago Silvan, è tutto sparito.

Tutto inizia un anno fa, quando Gianni Zonin, fa crollare il valore delle azioni della Banca. Non più 62,5 euro per azione, ma solo 48. Un colpo importante, ma quello era solo l’inizio della fine. La BCE e Banca d’Italia erano infatti alle costole della Banca Popolare di Vicenza, che non aveva praticamente niente in regola. Un sacco di scheletri nell’armadio, che non facevano trasparire le condizioni nelle quali versava veramente la banca.

Banca Popolare Vicenza Truffa

Zonin, e gli altri manager della banca, che al momento sono indagati dai magistrati, nascondevano in realtà un terribile segreto: migliaia di crediti in sofferenza, montagne di prestiti baciati (ovvero: ti dò il mutuo ma devi comprare le azioni, ti finanzio con lo sconto ma tu devi comprare l’aumento di capitale). Gli ispettori della Banca Centrale Europea e di Bankitalia hanno “rivoltato come un calzino” i crediti tossici della Banca, che ammontano a 2,2 miliardi di euro. I vertici della banca, predeterminavano il prezzo finale delle azioni della Banca, un prezzo gonfiato e manipolato, che nascondeva la vera natura oscura della Popolare di Vicenza, che a fine 2015 aveva ben 1,4 miliardi soltanto di perdite nette. Un buco impossibile da tappare, che ha fatto sparire tutti i piccoli risparmi dei soci, che erano “imboniti” dalla direzione della Banca, che ogni anno invitava a firmare per nuovi aumenti di capitale.

Banca Popolare Vicenza Azioni

Gianni Zonin

Gianni Zonin, lo storico presidente della Banca, che ha lasciato nel 2015. Anni fa, quando ancora la Banca eseguiva reati in piena libertà, aveva detto: «Sono e resto un viticultore prestato alla finanza. Dovessi scegliere tra le due attività non avrei dubbi, anche se presiedere la Popolare di Vicenza è un doppio piacere, perché mi consente da un lato di impegnarmi per il territorio in cui sono nato, e dall’altro mantiene viva una tradizione di presenza nella finanza locale che è stata, fino a mio suocero, della famiglia di mia moglie». Adesso, Zonin è nel registro degli indagati per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.

Molti soci, sono passati da investimenti di 56 mila euro, ad oltre 100 mila dal 2008 al 2014, comprando le azioni della Banca a valori completamente pompati (oltre 60 euro per azione) in pieno stile “Pump and Dump” del “Lupo di Wall Street” della Stratton Oakmon a Long Island negli anni 80. Quelle persone, quei soldi non li hanno rivisti più, e non siamo negli 80 e nemmeno in un film. Benvenuti nella vostra nuova desertica realtà, fatta di truffe legalizzate.

La Banca Popolare di Vicenza, è stata una di quelle poche banche che ha continuato ad assumere, quando in realtà le altre licenziavano. Assumevano giovani ai quali molto probabilmente veniva impartito il motto “Crediti in cambio di Azioni”. Più presti, e più puoi aumentare la tua capitalizzazione di mercato. Con un valore di 62,5, impensabile per una banca del genere, la banca valeva 1,7 volte il suo patrimonio, quando in realtà le altre banche non valevano neanche la stessa cifra della loro capitalizzazione. Adesso 6 miliardi non ci sono più, centinaia di migliaia di famiglie sono state truffate dagli imbonitori della Banca Popolare di Vicenza.

Adesso però vogliamo giustizia, subito. Non vogliamo né intoccabili e né processi eterni. La giustizia deve fare il suo corso, al più presto possibile.

Non parliamo soltanto di clienti privati, ma ci sono anche numerosi altri investitori illustri che hanno perso capitali ingenti. Milioni di euro di portafoglio della banca ormai andata in collasso. Cattolica Assicurazioni, ha lo 0,89%, quei titoli valevano un anno fa 56 milioni di euro mentre adesso valgono circa zero euro.
C’è poi un socio non-istituzionale. Silvano Ravazzolo ha 73 anni, imprenditore che con il suo fratello ha l’1.5% del capitale. 1.5 milioni di azioni che un anno fa valevano 90 milioni, e adesso? Valgono all’incirca zero. Zero vale sempre zero.

Chiedevi un prestito, e te lo davano molto, ma molto agevolato solo se compravi altre azioni. Un circolo vizioso, che sembrava non avere fine. Erano tutti contenti con i soldi dei prestiti, ma forse non si sono accorti che il prezzo delle azioni è calato di quasi il 100% nell’ultimo anno. La colpa è ovviamente della banca, ma c’è anche molta ingenuità da parte degli investitori, che hanno creduto ciecamente ai banchieri, che non sempre ci dicono la verità.

One Response to La Popolare di Vicenza ha bruciato 6 miliardi in 1 anno

  1. Indignato ha detto:

    SENTO PUZZA DI M***A!!! quelle due carogne di Zonin e Sorato hanno portato sul lastrico migliaia di clienti… Sicuramente tra qualche mese saranno liberi! Bello schifo!

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