La povertà in Italia smette di crescere

Dopo due anni di espansione, finalmente, la crescita della povertà in Italia si è fermata. I dati si riferiscono al 2014: l’anno scorso, infatti, 1 milione e 470 mila famiglie risultano in condizione di povertà assoluta, su un totale di 4 milioni e 102 mila individui residenti. Di questi, 1 milione 866 mila risiedono nel Sud del Paese, 2 milioni e 44 mila sono donne, 1 milione 45 mila sono minori, 857 mila sono giovani, con un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, mentre 590 mila sono anziani.

Dopo due anni di espansione continua del numero di poveri, l’anno scorso l’incidenza di povertà assoluta è rimasta stabile; anche la povertà relativa risulta stabile e riguarda un totale di 2 milioni 654 mila famiglie e 7 milioni 815 mila persone. Ma cosa significa soglia di povertà assoluta? Con questa definizione, l’Istat intende quel livello di spesa minima necessaria per acquistare beni e servizi essenziali per supportare uno standard di vita definito minimo, in base ovviamente al numero di componenti e alla tipologia di famiglia presa in considerazione. La soglia di povertà relativa, invece, equivale alla spesa media per persona del Paese, che l’anno scorso è stata valutata 1.041,91 euro al mese.

Rimane stabile al 19,1% anche l’intensità della povertà, un indice che rileva quanto la spesa mensile delle famiglie povere è al di sotto della linea di povertà. Qualche piccolo segnale di miglioramento si registra nelle famiglie con capofamiglia tra i 45 e i 54 anni, tra le coppie con due figli, e le famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione.

La povertà assoluta diminuisce anche nei piccoli comuni italiani, soprattutto in quelli del Mezzogiorno; nonostante questo, la povertà rimane quasi doppia nei piccoli comuni del Sud Italia rispetto a quella che si registra nelle aree metropolitane. Grave situazione di povertà, allarmante, in Calabria, Basilicata e Sicilia, tanto che qui oltre una famiglia su quattro vive in condizioni di indigenza. La situazione non è mutata significativamente in queste tre regioni, tanto che esse restano le più povere del Paese.

La povertà aumenta, ovviamente, nelle famiglie con cinque o più componenti, nelle coppie con tre o più figli e famiglie di altra tipologia. Insomma, una situazione in lieve miglioramento, che fa ben sperare, ma non si può ancora parlare di svolta epocale. Lo stesso premier Matteo Renzi ha dichiarato, in merito ai dati rilasciati dall’Istat, che “L’Italia ha oggettivamente svoltato ma c’è ancora tanto da fare. Se manteniamo il ritmo sulle riforme avremo dati di crescita significativi”. Per il Primo ministro si tratta di una buona notizia, ma dobbiamo puntare a tassi di crescita superiori allo 0,1.

One Response to La povertà in Italia smette di crescere

  1. Conte Zio ha detto:

    E’ tutta colpa del neoliberismo! La sinistra ama così tanto i poveri che vuole vedere il loro numero sempre crescente

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