La rabbiosa reazione dei mercati al risultato elettorale italiano

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Diciamolo francamente: il risultato delle elezioni politiche italiane è un vero disastro. Di fatto nessuno ha vinto, perché nessuno ha la maggioranza per formare un nuovo governo. Dal punto di vista morale i grandi vincitori sono Beppe Grillo, che ha creato dal nulla un partito e lo ha portato al trionfo, e Silvio Berlusconi, che dato per morto fino a qualche settimana fa è riuscito a rovesciare il tavolo e a bloccare la possibilità di formare un governo senza il suo apprto. Il centro montiano, su cui si appuntavano le speranze di molti osservatori internazionali, ha preso molti meno voti di quelli che si aspettava ed è diventato di fatto ininfluente per la vita politica del paese. Di sicuro non ha pagato, in un momento in cui il popolo italiano chiede rinnovamento, aver stretto un’alleanza politica di ferro con l’ex portavoce di Forlani e con l’ex fascista Fini. Ovviamente le elezioni sono state perse dal PD che sembrava avere la vittoria in tasca fino a qualche giorno (ora) fa e non si è accorto che il paese reale vuole una risposta concreta sul tema più caldo e più sofferto dagli italiani, il tema delle tasse.

E’ su questo che dobbiamo focalizzare l’attenzione: è inutile ironizzare sull’IMU o sull’IRAP, bisogna fare qualcosa di concreto per tagliare il carico fiscale degli italiani. E la sinistra, con la sua smodata e quasi parossistica tendenza a incrementare la spesa pubblica non è vista certo come il soggetto politico più adatto per effettuare il tanto atteso taglio delle tasse.

In ogni caso il risultato finale è drammatico: l’Italia si ritrova senza la possibilità di formare un governo vero e capace di governare e si dovrà accontentare di quelle che all’estero sarebbero grandi intese e che da noi, molto più correttamente, devono essere chiamati inciuci, visto che non sono esecutivi votati alla salvezza del bene comune ma solo alla sopravvivenza di apparati di partito ormai inutili e dannosi.

beppe grillo
Beppe Grillo, il vero vincitore di questa disastrosa tornata elettorale.

Ovviamente i mercati hanno reagito rabbiosamente: non perché i mercati hanno delle simpatie politiche, semplicemente perché mancando un governo l’Italia diventa sempre meno affidabile sui mercati. Quindi, ad esempio, prestare soldi al nostro paese sarà molto più rischioso e quindi coloro che si arrischieranno a farlo pretenderanno di essere renumerati di più. Questo significa che la collettività italiana sarà chiamata a pagare più interessi sul debito. Insomma, altro che togliere l’IMU: probabilmente solo per pagare l’aggravio degli interessi l’IMU dovrà essere raddoppiata.

E la situazione è potenzialmente pericolosa per tutti i paesi dell’area Euro: non è un caso che questa mattina l’Euro abbia perso sia rispetto al dollaro che allo yen (questo a ben vedere non è una cosa negativa, ma la riportiamo comunque visto che è un indicatore importantissimo del sentiment dei mercati).
Insomma, qualcuno sta iniziando a pensare che con questi chiari di luna, qualche genio italiaco si svegli domani mattina e proponga di uscire dall’Euro e non pagare più i nostri debiti. Una soluzione che avrebbe effetti devastanti sulla vita di tutti i cittadini, ma che potrebbe dare una fiammata di popolarità a chi la propone.
Poi, certo, sarebbe il disastro: ma si potrebbe sempre accusare la congiura dei cattivissimi tedeschi per gli effetti.

Quello che manca all’Italia è una classe dirigente seria e preparata, che possa portare il paese fuori dalla palude senza ricette miracolostiche, ma con un lavoro serrato di riforme, anche a costo di scontentare le caste e le consorterie che tengano in ostaggio il paese con i loro privilegi e diritti acquisiti.

In effetti non mancano personalità di alto livello, che potrebbero farsi carico di gestire la difficile situazione. Ma sembra quasi che non lo vogliano fare. Sarebbe materia da psicoanalisti, giusto per fare un esempio, cercare di capire come mai persone serie, preparate e competenti come Zingales o Boldrin abbiano deciso di farsi rappresentare da Oscar Giannino.

Vincenzo Colonna

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