La ripresa economica? Rimandata al 2014

La ripresa economica in Europa ci sarà solo nel 2014: parola di Mario Draghi, governatore della Banca Centrale Europea. Una notizia riportata con grande enfasi da tutti ma che in realtà non stupisce nessuno. Dopo tutto la Merkel l’aveva detto che la crisi sarebbe durata 5 anni, nel caso migliore. E di sicuro noi in Italia non viviamo nel migliore dei mondi possibili, con un paese ostaggio di una politica che non è in grado di mettere da parte gli interessi di parte per puntare al bene comune e  che si nutre solo di interessi particolari o, nel caso migliore, di vuota e altisonante retorica.

Sembra essere ormai uno sport nazionale per i politici fissare la ripresa nell’ultimo trimestre del prossimo anno: ma sono anni che ce lo ripetono. Siamo dunque ragionevolmente sicuri che all’inizio del 2014 Mario Draghi ci comunicherà che la ripresa sarà per l’anno 2015.

mario draghi

Il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi

La situazione italiana

Il governatore Draghi non poteva tacere sulla questione che è al centro dell’interesse di molti investitori internazionali: la situazione dell’Italia. Ebbene Draghi osserva che gli aggiustamenti dei conti pubblici continuano in automatico, visto che alcune riforme come quella delle pensioni sono state fatte. E’ vero che poi ci aggiunge un po’ di considerazioni retoriche sulla democrazia, ma possiamo prendere spunto dalle parole del governatore per fare alcune considerazioni.

Nei prossimi mesi l’Italia probabilmente non avrà un nuovo governo ma continuerà a essere governata per gli affari correnti da Mario Monti. Questo significa che non potranno essere presi nuovi provvedimenti per farci uscire dalla crisi, ma significa anche che non saranno adottati i provvedimenti demenziali promossi in campagna elettorale come la restituzione dell’IMU versata sulla prima casa in contanti o la modifica della riforma Fornero sulle pensioni.

Insomma, almeno la politica non farà danni nei prossimi mesi ma non potrà nemmeno fare riforme. E l’Italia ha disperato bisogno di riforme se vuole uscire dalla crisi economica più grave a partire dalla seconda guerra mondiale.

La situazione europea

La situazione dell’economia dell’area euro è drammatica: per il 2013 è prevista una discesa del PIL compresa tra lo 0,1% e lo 0,9%. E’ evidente che si tratta di una media che tiene conto dei paesi virtuosi, perché le previsioni per l’Italia sono davvero fosche. Per il momento comunque Draghi non cede alle sollecitazioni di chi vorrebbe abbassare i tassi di interesse. Una notizia positiva, visto che un allentamento da questo punto di vista non risolverebbe affatto la crisi ma aggiungerebbe semplicemente a tutti i problemi che stiamo affrontando anche quello dell’inflazione.

Vincenzo Colonna

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