La Spagna precitipa

La situazione della Spagna è sempre più grave: i conti pubblici non vengono risanati perché il paese non si decide a chiedere l’aiuto dell’Europa mentre il settore privato deve far fronte alla crisi con i licenziamenti. Due i casi eclatanti di questi giorni: Iberia che dichiara 4.500 esuberi e il quotidiano El Pais che è costretto a licenziare più di 160 giornalisti e impiegati. La disoccupazione è, in effetti, ai massimi storici ed è destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Nel frattempo il mercato immobiliare è a picco e più di 350.000 famiglie sono state costrette a lasciare le proprie case perché non avevano i soldi per pagare il mutuo.

Durante la dorata era di Zapatero sembrava che la Spagna fosse diventata una grande potenza economica, che avrebbe addirittura superato l’Italia in termini di PIL. Tutto il paese era un ribollire di nuove iniziative, soprattutto edilizie, l’ottimismo era diffuso a tutti i livelli.

Poi si sa come è finita l’era di Zapatero: il premier si è dimesso anticipatamente quando la festa è finita, lasciando adesso il compito di risanare il paese al PPE di Mariano Rajoy. Risanare la Spagna non è un compito facile, visto che la situazione economica è drammatica.

ex premier spagnolo Zapataro

L’ex premier spagnolo Zapatero si occupava dei diritti degli omosessuali mentre in Spagna si ponevano le basi della tremenda crisi attuale.

Lo sviluppo economico degli ultimi anni, infatti, è stato finanziato solo e soltanto con il debito, sia pubblico che privato. Questo ha portato al dissesto totale delle casse dello Stato iberico, che in alcuni frangenti ha rischiato di non poter pagare ne gli stipendi ne le pensioni. E ha provocato anche il dissesto del sistema bancario, che si è trovato esposto per più di 100 miliardi di euro. Infine, ha causato la perdita della casa per più di 350.000 famiglie. Ma andiamo con ordine.

Il dissesto dei conti pubblici

Le spese pazze dell’era Zapatero hanno avuto un costo e sono state tutte pagate a debito. E’ evidente che quando lo Stato spendeva il PIL cresceva ma adesso quei debiti devono essere ripagati e non ci sono i soldi. Il governo Rajoy ha coraggiosamente intrapreso una strada di riforme e tagli strutturali ma i danni fatti da Zapatero sono stati così grandi che non si potrà uscire dalla crisi se non con l’aiuto dell’Europa. Ma il Governo non riesce a chiedere ufficilamente l’aiuto dell’Europa perché i socialisti si oppongono, per puro calcolo elettorale. Tra l’altro bisogna tener conto che il dissesto finanziario si estende anche alle varie Comunidad, alle regioni, che spesso si trovano senza il denaro sufficiente per le spese correnti. E la situazione drammatica dell’economia ha risvegliato pesantemente le tentazioni indipendentistiche della Catalunya, stanca di pagare la parte più grande del conto del malgoverno di Madrid. L’unico modo per risanare i conti pubblici è quella di proseguire e intensificare la strada dei tagli e accedere prima possibile agli aiuti UE, in modo da tagliare il costo di servizio del debito.

Il dissesto delle banche

Le banche spagnole negli ultimi 8 anni hanno finanziato di tutto: dalle speculazioni immobiliari all’acquisto dei calciatori del Real Madrid. Ora che l’economia è in picchiata i crediti in sofferenza stanno salendo a livello vertiginoso e al sistema bancario del paese mancano 100 miliardi di euro. L’Europa è intervenuta per evitare il collasso, con 100 miliardi di aiuti. Tra l’altro proprio la situazione della Spagna ha spinto verso una centralizzazione della vigilanza bancaria, anche se non si sa ancora quando questo progetto sarà concretizzato.

Il dissesto dell’economia reale

Anche le imprese spagnole stanno pagando molto cara la crisi: Iberia, la compagnia di bandiera, ha già annunciato di avere più di 4.500 esuberi. El Pais, il più diffuso quotidiano, ha dovuto licenziare 167 giornalisti per poter riequilibrare i suoi conti. La disoccupazione è ai massimi storici e molti immigrati, attratti nel paese dalle porte aperte di Zapatero, stanno facendo ritorno a casa. Moltissimi famiglie che avevano contratto mutui per l’acquisto di case non sono più in grado di pagare le rate del mutuo e perdono la casa: pare che siano già 350.000 le famiglie sfrattate. Il mercato immobiliare è comunque a picco: le banche riescono a recuperare solo una piccola parte di quanto dovuto dalla vendita delle case sequestrate. C’è da dire che il sistema spagnolo, simile a quello italiano, invita alla responsabilità chi contrae prestiti. Infatti anche quando si escute il pegno, se la vendita all’asta non copre l’intera somma dovuta, il debitore deve comunque risarcire la somma mancante. Questo, almeno, impedisce che si verifichi qualcosa di simile alla crisi dei mutui subprime che si è verificata in America.

mariano rajoy

Mariano Rajoy e Mario Monti: due risanatori di conti pubblici a confronto

Uscire dalla crisi

La Spagna ha ancora risorse per uscire dalla crisi e Rajoy sta facendo davvero di tutto per riuscirci. Probabilmente dovrà concedere qualcosa a chi se lo merita, i catalani che lavorano e pagano imposte per mantenere tutta la Spagna. E dovrà essere duro con chi adesso protesta e strepita ma durante l’era passata si è ingozzato in maniera parassitaria. I tagli sono assolutamente indispensabili se il paese vuole uscire dalla crisi. Se invece sindacati e socialisti vogliono il default come scelta strategica, almeno dovrebbero avere il coraggio di dirlo subito, in modo che i mercati ne possano prendere atto e lasciare la Spagna al proprio destino.

Claudio Appio

2 Responses to La Spagna precitipa

  1. Conte Zio ha detto:

    Zapatero adesso si gode una dorata pensione ma dovrebbe essere fucilato epr quello che ha fatto al suo paese.

  2. Piero ha detto:

    Ma di cosa ci meravigliamo? E’ esattamente quello che è accaduto in Italia. Comunque è vero che dalla Spagna se ne vanno gli immigrati, saranno diventati molto più poveri ma almeno vivono più sicuri.

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