Criptovalute

La truffa di 3 miliardi di euro con le criptovalute (e chi c’è dietro)

Le criptovalute hanno cambiato per sempre il mondo della finanza, creando immense opportunità per gli investitori, anche principianti.

Centinaia di migliaia di italiani ed europei hanno potuto incassare profitti investendo su questo nuovo settore ma, purtroppo, dobbiamo anche segnalare un numero elevato di truffe.

Oggi si sta scoprendo che dietro a queste truffe ci sono, sostanzialmente, due soggetti. In questo articolo spieghiamo chi c’è dietro a queste truffe e come evitarle.

In effetti questo punto è semplice: chi decide di investire sulle criptovalute deve farlo con piattaforme autorizzate e regolamentate, le uniche serie e affidabili.

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    Le storie dei truffati

    “I miei conti sono stati svuotati, mi sento stupido. Ho dovuto chiedere ai miei figli soldi per sopravvivere ” afferma Miquel Langa. Questo pensionato di 74 anni, residente in una città di Tarragona (a Sud di Barcellona)è stato truffato da una società finanziaria che simula investimenti finanziari sulle criptovalute e che opera da Kiev.

    Langa afferma di essere stato derubato di oltre 11.000 euro. Riferisce di aver investito per la prima volta 4.000 e quando ha chiesto di recuperarli, gli sono stati sottratti dal conto altri 7.000 euro in modo automatico.

    I soldi sono volati in un luogo sconosciuto fino ad oggi (probabilmente un paradiso fiscale). Alla fine, un falso avvocato si offrì di salvare i suoi soldi per 250 euro. Langa ha deciso di essere prudente e ha trasferito solo 100 euro. Quell’avvocato lavora nello stesso ufficio degli agenti che lo avevano ingannato in precedenza. In pratica una truffa nella truffa, una pratica che avevamo già denunciato nel nostro articolo che spiega come recuperare i soldi persi con il trading.

    Miquel Langa è relativamente fortunato. Tra le altre centinaia di vittime vi sono persone che avrebbero perso mezzo milione o più di euro, soprattutto nei paesi scandinavi.

    Chi c’è dietro le truffe

    Queste persone affermano di essere vittime di piattaforme di investimento che appartengono a una società chiamata Milton Group, di proprietà di cittadini georgiani  che hanno legami d’affari con alti funzionari e politici di vari paesi dell’Europa orientale.

    Gli uffici di questa azienda si trovano a Mandarin Plaza, un centro commerciale che ospita la più grande concentrazione di negozi di lusso a Kiev. Al sesto e settimo piano del suo maestoso edificio, protetto da uomini pesantemente armati e da una moltitudine di telecamere di sicurezza, si trova il quartier generale di Milton Group.

    Gli oltre 400 dipendenti che lavorano nei loro uffici sarebbero impegnati a truffare ogni giorno migliaia di persone che credono di investire in Borsa e sulle criptovalute ma che perdono tutto il loro capitale.

    I piccoli investitori ritengono di acquistare a buon prezzo quote di multinazionali, Bitcoin e materie prime come oro, petrolio o alluminio.

    La casa madre sta creando e chiudendo marchi “online” che simulano l’investimento del denaro delle sue vittime. In pratica, questi truffatori si comportano come un’idra: quando le autorità di regolazione dei mercati (la CONSOB in Italia) o le forze dell’ordine si accorgono della truffa, chiudono un marchio e ne aprono un altro. Qualche esempio di questi marchi truffaldini? Bitcoin Bank, Crypto Bull, Cryptobase, Crypto MB, Crypto Kartal o Finaxis.

    La realtà della truffa più grande d’Europa

    Tutto sembra essere una bugia, nulla sembra essere vero. Gli uffici del Mandarin Plaza sono semplicemente un call center. I suoi dipendenti sono specializzati in comunicazione verbale, persuasione e abilità sociali per ingannare le persone vulnerabili (pensionati, immigrati, persone bisognose).

    Sono divisi in quattro sezioni in base alle lingue che padroneggiano: russo, inglese, italiano e spagnolo.  Non sono mediatori, esperti finanziari o avvocati, così come si presentano alle loro vittime. Né i loro nomi né le loro fotografie di persone eleganti e belle sono reali.

    I lavoratori del gruppo Milton si dedicano a svuotare i conti di migliaia di investitori in Italia,  Spagna e in altri paesi europei. Operano anche in misura minore in altri continenti come Asia e America. Lo fanno tramite telefono, e-mail e WhatsApp.

    L’indagine

    I fatti riportati rappresentano una parte dei risultati di un gruppo di investigazione composto da giornalisti appartenenti a 24 paesi che hanno indagato su questa frode globale. I lavori sono iniziati dopo che il quotidiano svedese “Dagens Nyheter” ha ottenuto una serie di documenti interni dalla sede ucraina del Gruppo Milton attraverso un informatore. Li ha poi condivisi con Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP), El Confidencial, “The Guardian”, Miami Herald e altri 22 media.

    Il denunciante – chiamiamolo “Alexey” – è arrivato pochi giorni fa in Svezia, dove collabora con la polizia e la giustizia come testimone protetto. Prima di arrivare nel paese scandinavo, da Kiev, aveva collaborato con i media dell’indagine giornalistica chiamata “Fabbrica fraudolenta”.

    Gli organismi di polizia nazionali ed Europol hanno molto difficoltà a perseguitare e smantellare queste organizzazioni perché operano in paesi (Albania, Ucraina, Bulgaria, Macedonia) dove le autorità non agiscono diligentemente.

    Secondo gli inquirenti, le investigazioni sono molto più difficili perché i truffatori trasferiscono tutto il denaro ricevuto in banche compiacenti che hanno sede in paradisi fiscali come le Isole Marshall, Bermuda o Saint Vincent e Grenadine.

    Solo un “call center” di Tirana sta fatturando circa 10 milioni di euro a settimana, secondo fonti della polizia spagnola.

    Europol (che coordina le indagini delle varie polizie europee) non fornisce molti dettagli, ma riconosce il grande rischio che rappresentano per i cittadini europei. Europol assicura che “questo tipo di frode è altamente redditizio” e che “una singola indagine ha rivelato che un singolo gruppo criminale organizzato aveva generato circa 3 miliardi di euro” in pochi anni.

    In Spagna, la Comisión Nacional del Mercado de Valores (CNMV, equivalente alla nostra CONSOB) è responsabile del monitoraggio delle truffe finanziarie come il Gruppo Milton.

    Il CNMV spiega che lo fa in due modi fondamentali: “Le informazioni inviate a noi dagli investitori o dalle parti interessate (attraverso indagini, reclami o” whistleblowing “) o media, e le indagini svolte dal nostro dipartimento interno”.

    Negli ultimi dieci anni, il CNMV ha emesso più di 500 avvisi su queste truffe finanziarie. Collabora a livello internazionale con organizzazioni come l’European Securities and Markets Authority (ESMA) e l’International Organization of Securities Commission (IOSCO) per coordinare le segnalazioni emesse dagli organi di vigilanza. Inoltre, la CNMV ha firmato accordi con la polizia nazionale.

    Lo scorso dicembre e gennaio, la CNMV ha emesso avvisi in merito a due marchi del Gruppo Milton per non essere autorizzati a fornire servizi di investimento in Spagna: Vetero Banc e Cryptobase Limited.

    Nessuno dei marchi Milton è registrato come operatore finanziario dal CNMV. Tuttavia, queste due piattaforme e altre piattaforme Milton continuano a funzionare a livello globale su Internet, anche in Spagna.

    Questo giusto per fare l’esempio della Spagna, ma la situazione dell’Italia è ancora peggiore.

    Come agiscono i truffatori

    I giornalisti hanno parlato con quasi 200 vittime che hanno subito questa frode. Sostengono di essere stati truffati dai marchi della società di Kiev. Vivono in luoghi diversi come una città svedese vicino al circolo polare artico o un villaggio nell’Amazzonia ecuadoriana, passando per capitali come Londra o Roma.

    Hanno perso tra i 50 e mezzo milione di euro. “Non ti pentirai mai di questa decisione”, è una delle frasi ricorrenti che i truffatori al telefono usano per coinvolgere gli investitori. Alla fine, tutti si pentono visto che non riescono a recuperare il loro denaro.

    Le testimonianze sono concordi sul fatto che il modello di truffa è sempre molto simile.

    La storia di Miquel Langa, che abbiamo citato all’inizio giusto come esempio, è simile a quella di molte altre vittime. Dice che un giorno di febbraio 2019, gli è apparso un annuncio pubblicitario sul cellulare (probabilmente mentre utilizzava Facebook o leggeva qualche sito di news) che promuoveva Crypto MB, un falso broker per criptovalute del Gruppo Milton. Lui ci è cascato e si è iscritto.

    Iniziarono subito a chiamarlo al telefono. Una voce gentile e persuasiva (anche se con pesante accento dell’Est Europa) lo ha convinto a depositare 250 euro e quindi a iniziare l’investimento. Lo chiamarono da un numero con prefisso internazionale +44 dal Regno Unito. Anche questo è falso. Queste società acquistano un gran numero di numeri in diversi paesi “affidabili” per non destare sospetti.

    La pubblicità di queste piattaforme di investimento fraudolente di solito avviene attraverso annunci pubblicitari su Facebook, Instagram e Google Ads. I truffatori producono video falsi (montaggi puri) che simulano il modo in cui le persone famose li promuovono. Ad esempio, in Spagna molte di queste pubblicità ingannevoli usano l’immagine di Amacio Ortega, uno degli uomini più ricchi del mondo e fondatore di Inditex (proprietaria tra gli altri del marchio Zara).

    In Italia, invece, i personaggi più utilizzati sono stati Silvio Berlusconi, Matteo Salvini o Flavio Briatore.

    Gli sviluppi

    I 250 euro iniziali di Miquel Langa hanno generato velocemente profitti grazie ai presunti investimenti effettuati dai “broker” di Crypto MB.

    Nella dashboard (falsa) di MetaTrader 4, questo ex ingegnere meccanico ha potuto vedere come i suoi guadagni sono aumentati quasi miracolosamente.

    A questo punto Miquel Lanza ha fatto un errore ancora più grosso: ha accettato di installare il software AnyDesk che ha dato ai truffatori l’accesso al suo computer e al suo cellulare.

    Lo ha fatto perché si fidava: dopo tutto un investimento di 4.250 euro aveva generato un profitto di 60.000 euro molto velocemente. Nemmeno con eToro si possono fare risultati così buoni e così velocemente. Sembrava che tutto fosse a posto.

    La vittima veniva assistita al telefono da due consiglieri: Marco Ponce e Adam Sierra. Una situazione molto comune. Tra l’altro questi due presunti broker hanno ingannato anche altre persone che vivono nei paesi dell’America Latina.

    Lo scorso giugno, Miquel Langa voleva recuperare parte dei soldi, ma il tono amichevole dei broker cambiò di colpo: se prima erano sempre attenti e disponibili, dopo la richiesta di prelievo diventarono sfuggenti. Parlare con loro diventò impossibile. Nello stesso mese, sfruttando il software di controllo remoto che gli avevano fatto installare sul computer, sono entrati nel suo conto bancario e gli hanno rubato altri 7.000 euro.

    Una truffa dopo l’altra

    In questa fase del rapporto broker truffa-cliente, di solito c’è un’altra novità: viene chiesto il 21% dell’importo totale che appare nei conti prima di prelevare qualsiasi importo per pagare le commissioni del broker e pagare le tasse.

    Alcuni cadono subito nell’ulteriore truffa, altri fanno resistenza. A queste vittime viene inviato un falso documento dall’agenzia fiscale britannica (HM Revenue and Customs) dove vengono informati che il loro denaro è detenuto fino a quando non pagano il 21%.

    Nunzia Ciardi, direttore generale della lotta alla criminalità informatica della Polizia Postale e delle Comunicazioni in Italia, spiega che il “modus operandi” dei truffatori è sempre uguale, in Italia come in Spagna. Alla fine i truffatori sono sempre gli stessi.

    All’inizio gli investitori vedono che il denaro che hanno depositato genera profitti molto elevati e quindi sono incitati a depositare ancora più denaro. Quando la vittima richiede il prelievo, gli viene richiesto di effettuare un ulteriore deposito.  “Prima di rendersi conto della situazione, sono già entrati in un circolo vizioso e il tempo passa finché non ammettono la realtà. Psicologicamente non accetti la truffa e vuoi riavere i tuoi soldi, è come quando giochi a poker e perdi ”, spiega sempre la Ciardi.

    Perdere la casa

    Le conseguenze per le vittime sono tragiche. Tutti provano sentimenti di tristezza, paura, delusione. Ma gli effetti devastanti non sono solo a livello psicologico. Ci sono persone truffate che hanno perso centinaia di migliaia di euro. Ci sono casi drammatici. Ci sono vittime che hanno divorziato e si sono dovute separare dai propri figli a causa del loro cattivo investimento. E addirittura qualcuno ha perso la casa e ha dovuto chiedere prestiti per continuare a vivere.

    Un esempio? Ci sono documenti interni del gruppo Milton a proposito di una vittima: “Ha dovuto vendere la sua casa per pagare, non ha soldi e non smette di piangere”. La vittima, una donna, è stata presumibilmente derubata di 130.000 euro.

    In pratica, è stata costretta a vendere la sua casa per pagare il 21% in tasse e commissioni richieste prima di prelevare qualsiasi importo. Ovviamente avrebbe potuto fermarsi prima: ma i truffatori sono così bravi a livello psicologico da riuscire a convincere chiunque.

    Nessuno è innocente

    Le trascrizioni interne che gli investigatori sono riusciti a ottenere sono veramente eloquenti e dimostrano che nessuno dei dipendenti del gruppo Milton è innocente. Queste persone hanno un generoso stipendio fisso mensile e ottengono anche il 3% delle somme che riescono a rubare.

    Secondo le indagini, uno di questi dipendenti del gruppo Milton avrebbe dichiarato:

    Fin dall’età di 6 anni sogno di essere una figlia di puttana e derubare la gente

    I giornalisti hanno avuto accesso alla base di dati del gruppo Milton. Ci sono i nomi di migliaia di persone truffate. Accanto ad ogni nome, la sua principale vulnerabilità, usata come leva psicologica per farlo entrare nella truffa.

    Ogni dipartimento ha il suo manuale per convincere le vittime. Un documento interno mostra come convincere i clienti se si oppongono: “Non ho soldi”; “Non ho tempo per investire”; “Non sono interessato”; o “Ho perso molti soldi”. Se la persona chiamata indica che non ha soldi, la sceneggiatura suggerisce al telemarketer di sostenere quanto segue: “So benissimo che non hai abbastanza soldi per vivere e questo è il motivo principale per cui ti chiamo. Voglio aiutarti a fare soldi senza stress. ”

    Ai truffatori viene anche richiesto di trattare in modo appropriato la vittima, anche  in base al paese in cui vive.

    Per coloro che risiedono nei paesi scandinavi, il manuale suggerisce che “la maggior parte di questi clienti è anziana e ha bisogno di parlare. Sii perspicace e trattali educatamente e con calma attraverso le emozioni. Sono generalmente pensionati e l’unico modo per convincerli è parlare con loro delle esperienze vitali, del loro lavoro, della loro famiglia e ciò che hanno intenzione di fare durante la pensione. ”

    Nel caso di altri residenti nei paesi dell’Unione Europea, il manuale assicura che di solito sono persone molto impegnate. “Dobbiamo creare un’immagine nella loro mente e far loro credere che non hanno bisogno di viaggiare o di lasciare la famiglia per guadagnare un reddito più elevato. Fai capire loro che lavoreremo con aziende “online” nel Regno Unito e che effettuando depositi otterranno molti soldi per vivere meglio insieme alle loro famiglie “, affermano le istruzioni.

    Gli organizzatori della Truffa

    Le forze di polizia europee che stanno indagando su queste truffe hanno identificano due grandi organizzazioni che sarebbero coinvolte in frodi attraverso piattaforme di investimento fittizie. Uno è il gruppo Milton che opera da Kiev, dove si trova la casa madre, e che ha altri call center sussidiari in Albania, Georgia e Macedonia.

    Secondo fonti della polizia, esiste anche un’altra organizzazione che opera in Albania, Bulgaria e Georgia. La società madre è registrata nelle Isole Marshall, un paradiso fiscale del Pacifico.

    Entrambe le organizzazioni hanno origine in Georgia. Jakub Keselman è il direttore esecutivo del Gruppo Milton. Nei suoi social network, viene presentato come “il lupo di Kiev”, in riferimento a “The Wall Street Wolf” di Martin Scorsese in cui Leonardo Di Caprio interpreta il ruolo di un broker senza scrupoli.

    broker truffa

    Un’analisi dei suoi social network rivela che negli ultimi mesi si è spostato tra Ucraina, Macedonia e Albania. I loro profili sono pieni di foto in cui compaiono auto di fascia alta e viaggi di lusso.

    Keselman nega che il Gruppo Milton commetta illegalità. “Sai come funziona per gli investimenti e il trading forex. È necessario gestire molte informazioni e quindi molti clienti perdono denaro perché non sanno come funziona “, spiega il CEO con difficoltà al telefono.

    Non si sa molto sui proprietari georgiani del Gruppo Milton, nemmeno le forze di polizia europee hanno una chiara mappa delle persone e della loro struttura aziendale che si perde in molte società con sede in paradisi fiscali.

    Secondo gli investigatori, dietro ci sarebbe David Todua, georgiano, accusato di vari delitti di corruzione, riciclaggio di denaro sporco e contrabbando. Todua è stato arrestato in Francia ma alla fine è stato assolto da tutte le accuse. Avrebbe dei rapporti molto stretti con ambienti governativi della repubblica ex-sovietica, in particolare con il ministro della Difesa.

    Come difendersi

    Mercati24 opera dal 2012 in difesa degli investitori italiani. Sappiamo bene che ci sono piattaforme che consentono di comprare Bitcoin o investire in Borsa senza rischi e che altre invece sono delle vere e proprie truffe.

    Cerchiamo di spiegare sempre qual è la differenza tra i truffatori e gli onesti. Un modo chiaro e infallibile per difendersi e operare esclusivamente con piattaforme che siano autorizzate e regolamentate.

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    Conclusioni

    In questo articolo abbiamo ricostruito i fili di una frode finanziaria senza precedenti. A parte la nostra solidarietà alle vittime, purtroppo tante e con conseguenze economiche molto pesanti, vogliamo ribadire che l’unico modo per evitare queste truffe è investire solo con piattaforme sicure, affidabili e oneste.

    Le criptovalute non sono una truffa ma le truffe sono tante e bisogna tenere gli occhi aperti. Di solito basta un minimo di attenzione per riconoscere queste truffe. Soprattutto, deve essere chiaro che i soldi facili non esistono e che chiunque li promette è un vero e proprio truffatore.

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    1 Commento

    • Tanta tanta solidarietà alle vittime, questo prima di tutto. Ma è possibile, dico io, cadere in questi tranelli? Forse chi viene ingannato è particolarmente ignorante in fatto di finanza oppure vuole essere ingannato inconsciamente…
      Faccio questa osservazione perché ormai lo sanno tutti che con piattaforme come eToro o ForexTB si possono fare buoni numeri sui mercati e senza il rischio di essere truffati. Eppure le persone continuano a farsi gabbare da truffatori che operano senza alcun tipo di autorizzazione.
      Che poi, dico io, investire non è obbligatorio. Se non sai come fare, meglio non farlo: è molto più sicuro!

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