La7 è di Urbano Cairo

Ormai è ufficiale: il terzo polo televisivo italiano è finito nelle mani di Urbano Cairo, uomo che per usare un eufemismo potremmo definire molto vicino a Silvio Berlusconi. E’ stata un’operazione dalle forti connotazioni politiche e finanziarie, ma dopo tutto La7 è da sempre al centro di intrighi che quasi mai vengono alla luce del sole.
A questo punto il progetto di fare dell’emittente televisiva un punto di riferimento per l’informazione libera e indipendente è saltato.
Ma soprattutto dobbiamo segnalare la fine di un’idea imprenditoriale che fino ad oggi aveva prodotto solo perdite, anche per l’inefficienza e i costi della racconta pubblicitaria, che guarda caso erano gestite proprio da Cairo.
Adesso che Cairo gestirà interamente la filiera, le cose andranno decisamente meglio, di questo ne siamo sicuri. Ma è altrettanto sicuro che un certo numero di giornalisti dovrà lasciare l’azienda.
Ufficialmente alla base della scelta vi è un’idea imprenditoriale: evitare di cedere i multiplex, visto che Cairo non li voleva, sperando di valorizzarli mediante un improbabile esproprio oneroso che dovrebbe riconoscere a TiMedia 350 milioni di euro.
Ovviamente questa giustificazione fa chiaramente capire che le giustificazioni sono meramente politiche, ma così va l’Italia.

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