Lagarde: “la ripresa globale è lenta e fragile; occorrono più investimenti e riforme strutturali”

Lagarde La ripresa globale è lenta e fragile

“La buona notizia è che la ripresa continua, la crescita c’è, non siamo in crisi. La notizia meno buona è che la ripresa resta troppo lenta, troppo fragile e che i rischi che pesano sulla sua tenuta sono aumentati”. Christine Lagarde, a una settimana dall’assemblea in cui il Fondo monetario internazionale comunicherà le proprie previsioni economiche sulla crescita globale, avverte che “la ripresa “resta troppo lenta, troppo fragile e i rischi sono in aumento. L’economia globale si è indebolita ulteriormente. I rischi al ribasso restano, e alcuni sono aumentati. (…) Siamo in allerta, non siamo in una posizione d’allarme”. Una situazione di allarme scongiurata – sottolinea il direttore del Fondo – grazie alle azioni messe in campo dalla banca centrale europea e dalla Federal Reserve. La Lagarde ha elogiato, in particolar modo, l’operato del governatore Mario Draghi.

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I rischi legati ad una nuova possibile crisi economica globale vengono dalla debolezza dei paesi emergenti, dall’aumento della volatilità dei mercati, dal rallentamento della Cina, dall’alto indebitamento dei paesi più avanzati e dal calo dei prezzi delle materie prime. A questi rischi prettamente economici si aggiungono quelli relativi all’aggravarsi della minaccia terroristica e da quella “silenziosa” delle epidemie, delle guerre e delle persecuzioni. Il Fondo ha già fatto sapere che nelle sue previsioni sulla crescita mondiale le sue stime di un + 3,4%, rilasciate a gennaio, saranno riviste al ribasso.

Secondo la Lagarde è fondamentale affiancare alla politica monetaria – alla quale è stata demandata interamente l’azione di stimolo – una politica di bilancio e le riforme strutturali. “I rischi economici accentuano i rischi sociali e politici” – ha continuato il direttore del Fondo – (…) “anche se la disuguaglianza su scala globale è scesa, non sorprende che abbondi la percezione secondo cui le carte sono dispiegate in sfavore dell’uomo e della donna comune a vantaggio delle élite(…). Queste frustrazioni stanno spingendo le persone a mettere in dubbio le istituzioni e le norme internazionali costituite. Per alcuni, la risposta sta nel chiudere i confini e ritirarsi nel protezionismo”. La Lagarde conclude ricordando come “la storia ci insegna che questo sarebbe un percorso tragico. La risposta alla realtà di un mondo interconnesso non è la frammentazione. E’ la cooperazione”.

Circa la politica monetaria, come anticipato, la Lagarde ha elogiato l’operato della BCE
e del suo governatore Mario Draghi per migliorare la fiducia e il contesto finanziario per favorire la ripresa economica. Una presa di posizione importante nella querelle tra la Banca Centrale Europea e la Germania alla presenza del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. Sulle politiche fiscali il direttore del Fondo ha ricordato che alcuni paesi hanno lo spazio per manovre espansive e che dovrebbero utilizzarlo. Un richiamo indiretto proprio alla Germania, più volte richiamata dal Fondo in tal senso.

L’ultimo aspetto su cui dovrebbero concentrarsi nei economie mondiali per rilanciare la ripresa economica è quello delle riforme strutturali. La Lagarde ha sottolineato come tutti i paesi del G-20 siano in ritardo e che sarebbe doveroso anticipare gli impegni presi per il 2018 al 2016. Secondo il Fondo monetario internazionale le riforme strutturali più importanti riguardano il mercato del lavoro, in particolar modo per i giovani, la vera chiave per costruire un futuro più prosperoso.

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