L’agonia del Monte dei Paschi di Siena tra cessione di crediti e paure dei lavoratori

Mussari

Continuano a trascorrere le settimane ed i mesi ed ancora il futuro del Monte dei Paschi di Siena resta assolutamente nebuloso, nonostante una situazione generale comunque un pochino migliorata rispetto a quella di qualche tempo fa.

In particolare entro dopodomani, ultimo giorno dell’anno, la Banca perfezionerà l’operazione di cessione di un portafoglio di crediti considerati in sofferenza (pro soluto ed in blocco) ad un veicolo di cartolarizzazione finanziato da società riconducibili a Fortress Investment Group LLC.

Si tratta di circa 4 mila crediti in posizione di oggettiva sofferenza nel dover restituire il denaro prestato loro dalla Banca (prestiti garantiti e non garantiti, a medio e lungo termine), per un valore lordo di bilancio di circa 380 milioni di euro. L’impatto della vendita di tali crediti di certo non sarà decisivo dal punto di vista del conto economico e sullo stato patrimoniale della banca di Siena, ma d’altra parte in questo modo l’istituto di credito toscano si alleggerirà in maniera significativa invece dal punto di vista amministrativo, con dei benefici gestionali derivanti da un tipo di operazione così rilevante, proprio a causa dell’alto numero di posizioni inserite nel portafoglio oggetto di cessione.

Sei mesi fa erano già stati venduti tra l’altro altri 16 mila crediti per un totale di 1 miliardo di euro. Queste operazioni si pongono all’interno proprio di una strategia ad ampio respiro, avente l’obiettivo preciso di una più attenta ed intelligente gestione delle sofferenze detenute sui crediti, in piena coerenza con quanto annunciato molto recentemente in occasione dell’approvazione del Capital Plan da parte dello stesso Monte dei Paschi di Siena.

La paura intanto continua comprensibilmente a serpeggiare tra sindacati e, soprattutto, lavoratori. “Lavoratori e Sindacati non possono essere tagliati fuori da una discussione che riguarda la loro vita ed il loro lavoro …… La dirigenza della banca si assuma le proprie responsabilità e si confronti al più presto con i lavoratori ….. Chiediamo anche l’intervento del governo e delle autorità competenti contro i continui attacchi che subisce il titolo di Mps …… Le conseguenze che ricadrebbero sui lavoratori in caso di fusioni o aggregazioni con altre realtà, non possono essere considerate come effetti collaterali inevitabili, nè tantomeno assumere la configurazione di prospettive strategiche obbligate …… Il governo e le autorità devono ricordarsi di far sentire la loro voce a tutela del terzo gruppo bancario del Paese e dei suoi 26 mila lavoratori”, si legge in una nota firmata congiuntamente da tutte le segreterie dei sindacati del gruppo Mps (Dircredito, Fabi, Fiba, Fisac, Sinfub, Ugl e Uilca), dubbiose sugli effetti di eventuali operazioni di aggregazione e fusione che vedrebbero protagonista Mps (di cui sempre più spesso si vocifera), che andrebbero molto probabilmente ad avere un forte impatto a livello occupazionale, con conseguenze quindi presumibilmente nefaste sulle vite dei lavoratori coinvolti”.

Giancarlo Sali

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