L’avvio nero dei mercati. Incertezze anche a Piazza Affari.

Lo scenario di inizio anno si fa un po’ pesante per tutti, considerando che il clima di incertezza politica è quello che la fa da padrone più di tutti. Clima di grande attesa per le elezioni della Grecia che fa naufragare anche Piazza Affari.

Ci si chiede: Ce la farà Tsipras? Ed in questo caso, la Grecia continuerà a mantenere fede agli impegni nei confronti della Germania, in termini di rimborso del debito? Una vera e propria “patata bollente”, questa, dato che la pressione da parte della Merkel non è da poco: “La Grecia dovrà continuare ad onorare i propri impegni con l’Europa”. E si lanciano ulteriori frecciatine, del tipo: “Il trattato con l’Unione Europea è irreversibile”.

Nel frattempo, malgrado ci si sarebbe aspettato il contrario, le quotazioni del petrolio continuano a crollare. L’unica ripresa riguarda un asset, di cui vi abbiamo, non casualmente, parlato, l’oro che preannunciava di mostrarsi interessante per l’apertura dell’anno, ed infatti così sembra essere. Nuova volata delle quotazioni dell’oro che raggiungono adeguati livelli di rimonta.

Lo schianto del titolo Eni, con il crollo dei prezzi del greggio, non stupisce affatto l’opinione pubblica che si aspetta questo ed altro per i prossimi giorni.

La governance dell’Europa si schiererà con Draghi?

L’egida di Draghi non sembra molto convincente per la direzione monetaria ed economica dell’Europa, al punto che già si comincia a parlare di un “passaggio di mani” della presidenza verso uno dei paesi del terzetto baltico, ora che anche la Lituania è entrata nell’Europa.

Insomma, in primis la Germania, le relazioni che vanno tracciando il nuovo quadro della geopolitica a livello internazionale, non sembrano favorire per nulla l’Italia che è sempre meno la protagonista al tavolino degli accordi. Quantitative easing, oppure no? Cosa importa alle new entry che si trovano in fasi transitorie nel loro ingresso nell’Unione Economica e Monetaria? Le prime tranches di fondi, per il piano di aiuti internazionali, sono loro accordate, sempre con la riserva del rimborso, si intende (la spina al fianco, ora, per la Grecia). Del Quantitative easing e della deflazione sembra quasi parlare solo Draghi, non trovando tra l’altro il pieno consenso della direzione Ue. Perché monetizzare altro debito se nel frattempo vi sono paesi che si sono distinti per maggiori virtù su tali fronti e si dovrebbero trovare a condividere i costi indebitamente? Questo il discorso dell’Europa che rischia di lasciare a piedi l’Italia. La nomina di Draghi tra la rosa dei “papabili”, alla presidenza della repubblica, suona quasi come un’ironia latente?

Fuggivia generale sui mercati: è cominciata l’era del sell-off, di specie per il comparto azionario con i maggiori titoli del listino che perdono terreno a Piazza Affari.

Gli unici mercati trainanti, in questa apertura d’anno, sono i titoli energetici delle Piazze orientali che sembrano tutt’altro beneficiare del calo del greggio. Continua a crollare anche il rublo, dato che la dinamica del debito diventa certamente di natura esplosiva, non potendo mitigare il calo con la vendita, a prezzi alti, del greggio. La Russia è veramente in una botte di ferro?

Pesanti ribassi su tutti i principali mercati, tra cui Wall Street, Londra, Francoforte, Parigi ed Atene. Un marasma generale quello che sta riguardando tutti i listini e francamente si è decisamente ancora sul “piede di guerra”.

L’euro, nel frattempo, raggiunge nuovi minimi verso il biglietto verde, come potete notare nel riquadro seguente:

euro

Siamo a 1,1924, livelli che non si registrano da circa 9 anni che preoccupano non di poco il destino dell’Europa, malgrado i livelli record di occupazione della Germania e della Spagna, anche se in quest’ultimo caso il numero di disoccupati continua ad essere elevato.

Se in Grecia dovesse vincere la formazione anti-euro, potrebbe ciò rappresentare una nuova opportunità per l’Italia, alla ricerca di nuove “mani forti”, nel processo di ricostruzione post-euro o, come al solito, anche nei rapporti con gli “ellenici” non siamo molto ben posizionati? Ricordiamo che si fa gran parlare di uscita dall’euro ma certamente necessitano nuove alleanze sul piano monetario, affinché vi sia una “forza tale” da essere riconosciuta, nei cambi, anche a livello internazionale. L’Italia, da sola, avrebbe ben poca voce in capitolo. E quindi, queste sono solo parole buttate al vento, chiaramente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *