Economia e Finanza

Le Banche italiane inseguono le imprese in salute, prestiti in aumento

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Le Banche italiane tornano a prestare i soldi alle imprese; da sola questa frase basterebbe a descrivere una notizia degna di nota. Ma la circostanza è ben più singolare. La Bce ha concesso prestiti vantaggiosi alle banche, a condizione che questi soldi arrivassero alle imprese come stimolo alla ripresa economica; in caso questo non avvenga i prestiti devono essere restituiti a Francoforte.

INVERSIONE DI TENDENZA
A differenza di questi ultimi anni di crisi, non sono più le imprese con l’acqua alla gola a recarsi in banca per provare a strappare un prestito per dare ossigeno alle proprie aziende ma il contrario. I direttori di banca che scorrono elenchi di aziende in salute a cui prestare i soldi a condizioni vantaggiose; pur di non restituirli.

A descrivere questa strana inversione di tendenza è Antonio Patuelli, presidente dell’ABI, nel corso di un seminario a Ravenna.

I nuovi prestiti alle imprese sono aumentati del 16,2% nei primi nove mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo 2014. Una circostanza favorita dal basso costo del credito per le imprese italiane; uno dei più bassi d’Europa, inferiore persino a quello tedesco.

LE SOFFERENZE
Gl’impieghi delle banche italiane cresceranno ma sotto le attese, non riuscendo a superare l’1%. Secondo le previsioni dell’Associazione Bancaria Italiana, le sofferenze degl’istituti italiano continueranno a crescere, arrivando a superare i 210 miliardi di euro. Una diminuzione è attesa a partire dal 2017. Le previsioni sono di un 10,8% per il 2015 che scenderà al 4,1% l’anno seguente, per arrivare al primo dato negativo nel 2017, -1,2%.

VENDITA BANCHE SALVATE il numero uno di Abi auspica, poi, che le quattro banche salvate attraverso il Fondo di Risoluzione (CariFerrara, Banche Marche, Popolare dell’Etruria e CariChieti) siano vendute in tempi rapidi, attraverso una procedura d’asta. La speranza di Patuelli è che, grazie alla “ripulitura delle banche dai crediti in sofferenza (affidati a una bad bank), sia possibile trovare compratori, italiani o esteri, che fino ad oggi non avevano dimostrato alcun interesse per le banche in questione. Circostanza che ha reso inevitabile il salvataggio attraverso il Fondo e l’anticipo di Unicredit, Ubi Banca e Banca Intesa Sanpaolo.

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